Intervento sulla posizione dell’Italia rispetto la guerra

SENATO DELLA REPUBBLICA

XIV LEGISLATURA

336ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 19 Febbraio 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del presidente PERA

GOVERNO

Seguito della discussione sulle linee della politica estera e discussione di mozioni connesse

Approvazione della proposta di risoluzione n. 2 (testo 2). Reiezione delle proposte di risoluzione nn. 1 (testo 2) e 3 e della mozione 1-00120:

PRESIDENTE

MARINO

Solo pochi giorni fa, il capo degli ispettori dell’ONU, Blix, ha detto che non c’è alcuna prova ancora circa il coinvolgimento dell’Iraq nel terrorismo o circa la presenza di arsenali di armi batteriologiche e chimiche. Occorre assolutamente ricercare una soluzione politica ad ogni costo, quindi dire «no» ad una guerra preventiva, tanto più che gli stessi ispettori hanno detto più volte che l’Iraq ha un esercito ridicolo, che costituisce una minaccia inesistente. Quale aggressione imminente allora? Non c’è alcuna giustificazione morale né giuridica per una guerra. Tra l’altro, aver concesso il sorvolo dello spazio aereo, le basi, le infrastrutture – una cosa dopo l’altra – questo già, a nostro avviso, significa un coinvolgimento di fatto dell’Italia in preparativi e in preliminari di guerra. Di qui la necessità di recedere da queste autorizzazioni.

(Misto-Com). Signor Presidente, questa è una guerra senza nessun casus belli; questa è una guerra neocoloniale, è una guerra fatta per il petrolio, per controllare quell’area, una guerra fatta per rovesciare un regime, un regime dispotico, lo dico senza infingimenti. . È iscritto a parlare il senatore Marino. Ne ha facoltà.

Il Ministro della difesa americano ha parlato di 8.000 bombe trasportate su 800 missili, che faranno una catastrofe assolutamente inimmaginabile. Non c’è alcuna giustificazione per questa guerra, che è contro l’articolo 11 della nostra Costituzione. Io pregherei il Presidente del Consiglio di leggere l’articolo 11 della nostra Carta costituzione nella sua interezza, senza omissioni. È una guerra che contrasta anche con la stessa Carta dell’ONU, che ammette la guerra solo in caso di legittima difesa!

Occorre dire la verità: non possiamo, come per l’Afghanistan, avere dichiarazioni del ministro Martino che parla di missione di pace, e poi sentire un generale americano in Afghanistan che parla di operazioni di guerra. Anche in questo caso – e non è una presa d’atto automatica – quando si concedono basi, sorvoli, infrastrutture, ciò di fatto comporta un’esposizione dell’Italia, un coinvolgimento di fatto del nostro Paese.

Nessuna partecipazione vi deve essere in ogni caso dell’Italia in questa guerra, che sarebbe contro i nostri interessi nazionali, contro la stessa Europa! Occorre che l’Europa faccia sentire la propria voce forte, per cominciare a risolvere veramente il problema palestinese in base al principio «due popoli e due Stati».

Ecco perché, signor Presidente, noi riteniamo che si debba dire chiaramente un «no» forte e deciso alla guerra in ogni caso e nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione della Repubblica e della stessa Carta dell’ONU. Questa guerra è priva di ogni fondamento giuridico, morale e politico! (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC e Verdi-U).

MARINO

PRESIDENTE

MARINO

È una guerra neocoloniale per il dominio sul petrolio e per rovesciare un regime non gradito agli Stati Uniti d’America; un regime dispotico, ma che comunque non costituisce alcuna minaccia imminente, come hanno confermato gli ispettori dell’ONU. Lo stesso Blix ha detto chiaramente che non vi sono prove né di coinvolgimento dell’Iraq nel terrorismo, né di arsenali di armi batteriologiche e chimiche. È una guerra neocoloniale che non ha alcuna giustificazione giuridica e morale; una guerra che va contrastata con la massima determinazione, senza se e senza ma.

L’Italia, in ogni caso, non deve essere coinvolta in alcun modo nel conflitto. A nostro avviso, sono stati invece compiuti atti gravissimi, come la concessione del nostro spazio aereo e l’uso delle basi e delle infrastrutture, che comporta inevitabilmente un coinvolgimento di fatto del nostro Paese in preparativi e preliminari di guerra.

È una guerra che urta contro la portata dell’articolo 11 della nostra Costituzione, contraria alla stessa Carta dell’ONU. Nel rispetto dei princìpi della nostra Costituzione, vanno revocate le autorizzazioni all’uso di basi e infrastrutture e dello spazio aereo e va ricercata ogni soluzione pacifica. Occorre intraprendere tutti gli sforzi diplomatici per dire «no» in maniera incondizionata e definitiva a una guerra neocoloniale, che è contro la legalità internazionale e contro l’umanità; una guerra cui bisogna opporsi senza se e senza ma. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, Misto-RC, Verdi-U e DS-U).

(Misto-Com). Signor Presidente, i Comunisti Italiani voteranno contro la proposta di risoluzione della maggioranza e a favore di quella di cui è primo firmatario il collega Malabarba perché, a nostro avviso, occorre dire un «no» chiaro e netto ad una guerra che non farà altro che complicare i problemi, a partire da quello palestinese; una guerra che non farà altro che alimentare il terrorismo internazionale e destabilizzerà tutta quell’area geografica. . Ne ha facoltà per due minuti. (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.