Discussione sulle misure contro la tratta di persone

SENATO DELLA REPUBBLICA
XIV LEGISLATURA

343ª SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO STENOGRAFICO

MERCOLEDÌ 26 Febbraio 2003

(Pomeridiana)

Presidenza del presidente PERA,
indi del vice presidente FISICHELLA
e del vice presidente SALVI

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(885) Misure contro la tratta di persone
(505) DE ZULUETA ed altri. – Misure contro il traffico di persone
(576) TOIA ed altri. – Disposizioni per la lotta contro la tratta degli esseri umani

PAGLIARULO (Misto-Com). Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGLIARULO (Misto-Com). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il voto favorevole dei Comunisti Italiani.

Con l’approvazione di questa legge si dà forma giuridica compiuta, seppure limitata, ad un percorso avviato nella precedente legislatura e si risponde in modo più adeguato a questa fattispecie. La legge infatti non avrebbe spiegazioni, per esempio, al di fuori del contesto determinato dall’enormità dei processi migratori che sono avvenuti e stanno avvenendo e al di fuori della nuova divisione mondiale del lavoro che si è determinata dalla fine degli anni Novanta in poi.

(Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione di un disegno di legge d’iniziativa dei deputati Finocchiaro ed altri e di un disegno di legge d’iniziativa governativa)

Pertanto, è la nuova situazione che ha causato la necessità di riprendere un concetto giuridico e persino un lessico che sembrava desueto, cioè la riduzione in schiavitù, aggiornando il carattere del reato, e di colpire meglio le organizzazioni criminali che, in base alla pratica della riduzione in schiavitù su di una scala fino a qualche tempo fa inimmaginabile, hanno costituito nel nostro Paese, e ovviamente in altri, nuovi centri di potere economico e criminale.
Nella legge si tiene conto, così, della Convenzione sulla criminalità organizzata e del Protocollo sul traffico di persone, approvati qualche anno fa a Palermo. Metto l’accento su tre aspetti che mi paiono importanti: la descrizione dettagliata del delitto di traffico di persone; la severità delle pene; l’attualizzazione del delitto di riduzione in schiavitù.
Relativamente al delitto di traffico, è importante la previsione di un’ampia gamma di finalità illecite, che comprende, fra l’altro, lo sfruttamento sessuale e il lavoro forzato. Relativamente alla severità delle pene, si determina una proporzione fra essa e la gravità sociale del reato associativo. Relativamente alla riduzione in schiavitù, ci si attrezza a combattere fenomeni di moderna barbarie, ritornati sulla scena nazionale e mondiale con un’atrocità e in una scala che sembravano definitivamente superate dalla storia.
È comune la consapevolezza che non siamo però davanti ad un semplice ritorno, cioè alla riproposizione di un’antica condizione di una persona sottoposta a poteri totali di decisione, di cui è stata privata in base a rapporti sociali schiavistici. Siamo davanti ad una moderna schiavitù pienamente e drammaticamente iscritta in una condizione sociale nuova, in cui la parte più povera e più debole della popolazione è sempre più distante dalla parte più forte e più ricca. Così è, se si tiene conto che la grande maggioranza delle persone ridotte o mantenute in schiavitù è rappresentata da donne e minori, se si considerano le forme moderne di sfruttamento lavorativo e se si considera, infine, il risorgere di pregiudizi razziali e della xenofobia.
Oggi la riduzione in schiavitù, in quanto riferita a persona sottoposta a poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà, fa interrogare sui limiti di tale diritto e di tale potere. Esso oggi investe beni o sfere che fino ad un recente passato nessuno avrebbe immaginato fossero in discussione, perché esclusi dall’idea stessa di proprietà privata. C’è naturalmente un rapporto causale fra le forme selvagge che ha assunto la globalizzazione dell’economia e la diminuzione dell’autonomia dei controlli e dei poteri pubblici su scala mondiale.
In conclusione, con questa legge si dà una risposta giuridica necessaria ed urgente, sia pure con i limiti messi in evidenza da questo dibattito, ad una delle patologie più drammatiche ed odiose dei moderni processi di progressiva trasformazione delle persone in merci, della vita in business, delle relazioni sociali in affari ad ogni costo.
Noi non siamo, signor Presidente, di fronte al semplice problema di garantire il rispetto dei diritti umani; siamo in uno scenario le cui modifiche strutturali hanno portato ad un attacco senza precedenti ai diritti umani e, per altro aspetto, tout court ai diritti. Questo carica il potere dell’esecutivo, del legislativo e della stessa politica di una responsabilità e di una sensibilità maggiori, che oggi, purtroppo, al di là di questa legge, non vedo affatto nel nostro Paese.
Per questo, signor Presidente, voteremo a favore del disegno di legge. (Applausi dai Gruppi Misto-Com, DS-U e Misto-RC).