Cossutta raccoglie l’appello del Papa al digiuno

Cossutta raccoglie l’appello del Papa al digiuno

Intervista ad Antonella Rampino de La Stampa

Torino, 3 marzo 2003

Armando Cossutta, lei è stato tra i primi ad accogliere l’invito del Papa a digiunare per la pace. Non è una contraddizione, per un comunista, ricorrere ad un atto politico che appartiene ai cristiani, ai radicali, ai gandhiani?

Assolutamente no. Io sono un laico, anzi ateo, e comunista, e non considero questo digiuno come un fatto religioso, bensì come un impegno. Come comunista, vorrei che milioni e milioni di lavoratori seguissero questa indicazione di Karol Vojtila. Per me è la prima volta, aggiungo, perché proprio il digiuno non è nelle forme di lotta per me abituali.

E allora, perché?

Perché tornando a casa e rifiutandosi di mangiare, milioni di lavoratori potranno discutere di pace e di guerra nelle loro case, coi loro bambini. Si crea così la partecipazione di milioni di famiglie alla battaglia per la pace. Il Pontefice è in prima linea contro la guerra ed io ho per questo nei suoi confronti un grandissimo rispetto ed ammirazione.

Ammirazione non nuova. E’ vero che quando andò da Milosevic, nel tentativo di arrivare a uno stop dei bombardamenti in Serbia, lei riferì al Papa? Lo ha fatto anche dopo la sua recente visita in Iraq?

E’ vero. Scrissi al Papa una lunga lettera e lui mi rispose dopo 36 ore con una missiva che io conservo tra le cose più care, e nella quale esprimeva il suo apprezzamento per quella battaglia volta ad arrivare alla conclusione della guerra. Dopo il mio viaggio a Baghdad invece ho solo portato la notizia, datami da Tareq Aziz, che sarebbe venuto in Italia e in Vaticano.

Insomma, Cossutta materialista storico e comunista, si scopre un cuore cattolico? Croce diceva che gli italiani, anche se laici, non possono non dirsi cristiani.

Croce lo diceva perché tutti gli italiani sono educati al cattolicesimo. Io fino a dodici anni mi sono confessato, ho fatto la comunione, praticavo il venerdì magro. Poi ho cominciato a leggere Giordano Bruno. Sono diventato prima materialista, poi comunista. Credo nell’autodeterminazione dell’uomo. Oggi del Papa io raccolgo solo un appello volto a impedire la guerra. Il Pontefice invita anche a pregare ed a recitare il rosario. Questo non mi riguarda. Ma ci saranno milioni e milioni di famiglie che rifletteranno, che testimonieranno il loro impegno: questa è la cosa importante. E’ anche questa una battaglia politica, una lotta alla quale può partecipare anche un comunista doc come me.

I cattolici impegnati in politica, e in entrambi gli schieramenti, invitano invece a farne un fatto privato. C’è una corsa all’ostentazione, dicono il polista Follini e l’ulivista Monaco.

Affari loro. Si vede che amano piantare bandierine. Sono faziosi e non hanno vero rispetto del Papa. Forse non capiscono o non si rendono conto che oggi la lotta contro questa guerra ha coinvolto l’intero Paese, l’intera umanità. E questo è un fatto che non era mai avvenuto prima nella storia.