NO ALLA GUERRA

NO ALLA GUERRA

A cinque minuti dalla mezzanotte…

Iacopo Venier

Roma, 12 marzo 2003

A cinque minuti dalla mezzanotte i giochi sono ancora aperti, la pace ha ancora una possibilità. Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU si sentono i rumori delle armi ma anche quelli di un popolo immenso che non si rassegna, che continua testardamente a lottare, a sperare, ad agire perché questa follia sia fermata.
Abbiamo riempito Roma come non mai, abbiamo trasformato le nostre città in immensi arcobaleni, abbiamo fermato treni e navi, abbiamo digiunato, abbiamo portato ovunque la bandiera della pace e abbiamo fatto la nostra parte dentro e fuori i palazzi della politica.

Tutto ciò è servito. L’ immensa pressione dell’opinione pubblica europea ha dato una sponda fondamentale all’asse franco-tedesco che ha retto al punto da affrontare una gravissima crisi nella NATO, da indurre una salutare discussione su cosa dovrà essere l’Europa di domani, da costruire una rete di alleanze che ha isolato gli USA. Oggi questo asse è forte al punto da sostenere il veto in sede ONU togliendo agli USA quella parvenza di legittimazione che verrebbe da un voto del Consiglio di Sicurezza.
Anche in Italia questo enorme movimento ha già spostato gli equilibri politici in tutti gli schieramenti ed oggi le contraddizioni sono fortissime dentro un centrodestra sempre più in difficoltà di fronte queste piazze ed alla voce del Papa.
Abbiamo fatto molto ma non è il tempo di guardarci indietro bisogna rilanciare perché mai come questa volta il problema non è quello di salvare le nostre coscienze ma quello di fermare concretamente questa guerra.
Ognuno deve fare la propria parte ed il compito specifico che abbiamo nel nostro Paese è quello di dare una spallata finale, una spallata pacifica ma potente, per cambiare la posizione attuale dell’Italia.
Siamo di fronte ad un presidente del Consiglio che maldestramente cela la propria opinione dietro una intollerabile ambiguità mandando però avanti un Ministro della Difesa irresponsabile che dichiara candidamente che se fosse per lui l’attacco sarebbe già partito.
Berlusconi ci ha già portato dentro questa sciagurata guerra, ha cancellato decenni di politica estera italiana, ha ridotto il nostro paese a lacchè degli USA.
Fermare Berlusconi è un atto di Pace.
Questo sarà lo spirito con cui i Comunisti Italiani parteciperanno ai prossimi appuntamenti del movimento contro la guerra.
Salutiamo quindi con gioia il primo sciopero europeo contro la guerra. La Confederazione Europea dei Sindacati ha infatti proclamato 15 minuti di sciopero alle ore 12.00 del 14 marzo. Ancora poco ma sufficiente a far sentire alto lo squillo della pace innondando in quei minuti i numeri telefonici, i fax, le mail del governo con le nostre opinioni.
Saremo con il Presidente Cossutta ed il nostro Segretario Diliberto alla grande manifestazione della CGIL a Milano dove è posto con forza il nesso tra pace e diritti perché questo governo approfitta della guerra e strumentalizza la lotta al terrorismo per ridurre le garanzie di libertà e tagliare la scuola, la sanità, le pensioni, i diritti dei lavoratori.
Saremo ancora domenica 16 ad Assisi dove prenderà la parola la società civile organizzata che è stanca di una democrazia violata dove l’opinione della stragrande maggioranza degli italiani su di un tema fondamentale come la guerra non viene tenuta in considerazione da un Governo che risponde ad altri interessi e poteri.
Saremo ovunque per la pace, perché possiamo farcela, perché dobbiamo essere noi a scandire il tempo del nostro futuro.