METALMECCANICI

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Contratto nazionale e crisi Fiat: incontro Fiom e Pdci

Ufficio stampa

Roma, 16 luglio 2003

Si sono oggi incontrate una delegazione della Fiom Cgil ed una del Partito dei Comunisti Italiani nell’ambito degli incontri che la categoria dei metalmeccanici sta svolgendo con le forze politiche sulla vertenza contrattuale. Alla riunione erano presenti il segretario della Fiom, Gianni Rinaldini, e del Pdci, Oliviero Diliberto.
Fiom e Pdci hanno pienamente concordato sugli aspetti gravi e pericolosi dell’accordo separato sottoscritto da Cisl ed Uil, perché esso colpisce fortemente il ruolo del contratto nazionale togliendo al sindacato l’esercizio dell’autonomia contrattuale. L’intesa sul salario è grave: per i metalmeccanici niente più che una mancia, nessun rapporto con l’inflazione reale. E, fatto ancor più grave, è stato impedito ai lavoratori di potersi pronunciare sull’accordo, negando loro un elementare diritto di democrazia. Conseguenza anche della mancata legge sulle rappresentanze sindacali.

Le due delegazioni hanno anche affrontato la situazione della Fiat. Nessuno dei cosiddetti piani industriali presentato dal padronato ha minimamente rilanciato il settore dell’auto in Italia. E la carenza di produzione a Mirafiori fa temere fortemente per la stessa vita dello stabilimento di Torino, con conseguenze incalcolabili per il destino di quei lavoratori e per lo stesso sviluppo della città.
Il Pdci si è impegnato a dare rilievo centrale ai problemi del lavoro, ad iniziare dalla vicenda del contratto dei metalmeccanici, della legge sulla rappresentanza sindacale e della Fiat, ponendoli come obiettivo prioritario nel rapporto all’interno della coalizione del centrosinistra.