Oggi a piazza Navona per un’informazione libera

Oggi a piazza Navona per un’informazione libera

Gianni Montesano

Roma, 22 luglio 2003

Ormai siamo oltre il conflitto di interessi. Con la legge Gasparri che è in votazione al Senato si sancisce il ruolo monopolistico delle aziende collegate al Presidente del Consiglio nel mondo dell’informazione. Si sancisce il predominio nel controllo della raccolta pubblicitaria da cui deriva la posizione di forza non solo nelle tv private, monopolio esclusivo Mediaset, ma anche nel settore dell’editoria, nelle tv regionali, nei giornali locali, nella radiofonia nelle comunicazioni multimediali. Publitalia potrà raccogliere risorse anche per l’amico Murdoch, il proprietario di Sky Italia, emanazione nostrana di Sky tv, la televisione che ha fatto della partecipazione convinta alla guerra in Iraq l’asse della sua linea editoriale mondiale.

Gli affari della galassia berlusconiana vengono protetti e garantiti per il futuro abolendo qualunque tipo di limite antitrust e di barriere antimonopolistico e mettendo la Rai addirittura sotto il controllo diretto del governo.
Il problema va oltre gli interessi del premier e diventa di ordine democratico perché quando in un Paese i soggetti dell’informazione ricadono, in modo diretto o indiretto, sotto il controllo di un solo padrone allora è in discussione il diritto alla libertà di informazione, perno di una moderna democrazia.
La legge Gasparri non è solo una legge "ad hoc" costruita in modo da garantire e perpetuare gli interessi del Biscione, è un altro tassello che, insieme ai provvedimenti sulla giustizia e a quelli sul lavoro e lo stato sociale, fanno scivolare il nostro paese verso un nuove inedito ma altrettanto pericoloso regime autoritario.
Occorre continuare la mobilitazione e la sensibilizzazione su questo tema e iniziare a costruire, con i movimenti, le associazioni e gli operatori del settore, una forte alternativa al modello berlusconiano.