Le tv del comandante rimandate a settembre

Le tv del comandante rimandate a settembre

di Gianni Montesano

31 luglio 2003

Se ne riparla a settembre, la legge di riordine del sistema radiotelevisivo è rimandata alla ripresa dopo le ferie per terza lettura della Camera. Hanno pesato le critiche del Quirinale che ha ricordato il messaggio, inevaso, dello scorso anno sul pluralismo. Ha pesato la mobilitazione dell’Ulivo su un tema delicato che non riguarda solo il conflitto di interessi di Berlusconi ma che coinvolge l’assetto democratico del paese.

Il DDL Gasparri sancisce il monopolio berlusconiano sull’emittenza, sulla raccolta pubblicitaria, sull’insieme del sistema delle comunicazioni. E’ un provvedimento che mette in discussione l’art.21 della Costituzione intaccando il principio sia del pluralismo delle fonti e dei soggetti che il pluralismo degli operatori che, di fatto, sentono il peso dell’editore unico.

Il rinvio a settembre, al di là delle motivazioni sui tempi parlamentari, costituisce un successo per l’opposizione e tiene aperta la possibilità in proseguire nella campagna politica di denuncia contro una legge che inciderà profondamente sui meccanismi che tentano di orientare surrettiziamente l’opinione pubblica.
Il Pdci ha presentato emendamenti al testo anche alla terza lettura.

Occorre mettere in cantiere momenti di discussione e di lotta sul tema della libertà di informazione, a partire dalla necessità di aprire le audizioni a tutti i soggetti interessati e non solo a Rai, Fieg e Mediaset. A questo punto bisogna tenere alta la tensione a settembre con l’obiettivo di ostacolare, in aula e nel Paese, questa ennesima legge vergogna.