TURCHIA

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VENIER: NO ALL’INGRESSO DELLA TURCHIA NELLA UE, SI’ AD UNO SPAZIO POLITICO MEDITERRANEO

Ufficio stampa

Roma, 3 settembre 2003

Le odierne dichiarazioni del premier turco Erdogan confermano i gravi danni che sta producendo l’improvvisazione della politica estera del Governo italiano. Berlusconi continua ad illudere la Turchia e nello stesso tempo agisce nella Convenzione per rendere impossibile l’adesione di un paese islamico alla UE. Questa doppiezza la pagheremo cara.
Bisognerebbe invece che l’Italia dicesse lealmente che l’ingresso della Turchia è impossibile ma che ci sono altre strade da percorrere.
Il PdCI, che è stato ed è favorevole all’allargamento a tutti i Balcani, è invece contro l’ingresso della Turchia. Questo per ragioni geopolitiche e politico-culturali, ma anche perché la Turchia continua ad occupare illegalmente una parte dell’isola di Cipro e persegue nella sua repressione contro il popolo kurdo ed ha fatto fallire ogni dialogo di pace nella regione come dimostra ieri la rottura della tregua con la maggiore organizzazione di resistenza kurda.

Non siamo però indifferenti al destino di un importante paese. Il PdCI infatti ritiene che la Presidenza Italiana dell’UE dovrebbe puntare sul Processo di Barcellona e cioè sulla costruzione di uno spazio politico, economico e sociale del Mediterraneo.
Dentro questo ambito la collocazione della Turchia potrebbe trovare in Europa quelle sponde vere per consolidare, quando lo volesse, il suo processo di transizione democratica. Purtroppo la posizione italiana di occupante conto terzi in Iraq ha distrutto ogni nostra credibilità in quest’area.