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COSSUTTA: BOTTERI ESEMPIO DI CORRETTEZZA A BAGDAD, ATTACCO ALLA LIBERA INFORMAZIONE

Ufficio stampa

Roma, 17 settembre 2003

Stiamo assistendo ad un altro ennesimo attacco alla libera informazione nel nostro Paese. L’enfasi con cui alcuni quotidiani danno risalto alla critiche di un inviato statunitense su giornaliste italiane in Iraq durante la guerra, sono un allarmante segno di un tentativo di intimidire chi fa il proprio mestiere in libertà e con spirito critico.
Ho visto personalmente la giornalista Giovanna Botteri al lavoro a Bagdad pochi giorni prima dell’attacco. Una giornalista che, come altri e altre, ha svolto, in quella situazione difficile e pericolosa, il suo compito con coraggio, scrupolo e correttezza, senza sconti né per le autorità del passato regime, né per la potente lobbies di quanti, ben prima della guerra, ne avevano decretato la colpevolezza senza lo straccio di una prova sulle presunte armi di distruzione di massa.
L’attacco al Tg3, perché di questo si tratta, con la volgare accusa di collusione con una feroce dittatura, fa parte del clima di intimidazione autoritaria che si respira nel nostro Paese e contro il quale occorre la massima mobilitazione e vigilanza di tutte le forze democratiche.