Alunni stranieri in rapido aumento nelle scuole italiane

Alunni stranieri in rapido aumento nelle scuole italiane

Analisi della Corte dei Conti nella Relazione sul Rendiconto annuale dello Stato 2002

Roma, 18 settembre 2003

Fra poco forse si avranno a disposizione i dati dell’anno scolastico appena iniziato. Meritano tuttavia di essere riportati, anche se in parte già noti, quelli dello scorso anno scolastico, data l’autorevolezza della fonte. La popolazione scolastica straniera registrata alla fine del 2002 era di 182.000 unità: 36.806 nelle scuole materne, 76.607 nelle elementari, 44.182 nelle medie, 24.062 nelle superiori. La media nazionale arriva al 2,31%, ma vi sono regioni, come l’Umbria, la Lombardia e le Marche, che superano o rasentano il 4%. Al vertice è l’Emilia-Romagna col 4,8%: al primo posto stanno gli alunni europei non comunitari (41, 64%), seguono gli africani (28,43%), quindi gli asiatici (15,05%) e gli americani (12%). Quanto alla nazionalità questa la graduatoria: Albania (32.268), Marocco (28.072 ), Romania (8.804), Serbia (8.511), Macedonia (5.035), Russia (4.971), Tunisia (4.187), Perù (4.822), Ecuador (4.345), Filippine (4.194).

Si osserverà la scarsa presenza dei filippini che vengono al decimo posto, mentre quanto a presenza regolare sono al terzo posto: lo si deve facilmente al fatto che molti di loro costumano di inviare i piccoli a studiare nella terra di origine, ma pure al fatto che le famiglie ricongiunte sono notevolmente scarse. Non può sfuggire che il numero maggiore è nelle elementari, che si estendono nell’arco di cinque anni; più ridotto nelle scuole materne, anche per il fatto che, non essendo scuola d’obbligo, non è frequentata da tutti. La presenza relativamente alta nelle superiori dice chiaramente che anche gli stranieri si avviano a proseguire la scuola anche oltre la soglia dell’obbligo e questo è forse l’indice più significativo di un progetto migratorio della famiglia che si fa definitivo. Si dovrà fare attenzione che il numero degli alunni è solo indicativo del numero dei minori: non vi rientra infatti la fascia dei primi tre anni ed è solo parziale per la fascia successiva fino ai sei anni e per quella finale dai 14 ai 18.