SAVOIA: UN MATRIMONIO DA OPERETTA

SAVOIA: UN MATRIMONIO DA OPERETTA

Alessandra Valentini

Roma, 25 settembre 2003

Si consuma su suolo italiano un atto della storia di una casa reale da operetta. Senza voler qui ritornare sul perché agli eredi di casa Savoia sia stato permesso di rientrare in Italia – la vicenda rievocherebbe una storia recente troppo dolorosa e che non avrebbe giustizia da queste poche righe ilari e di costume – ci concentriamo sulla nozze del giovane Emanuele Filiberto. Costui, se non fosse imparentato con chi ha firmato le leggi razziali, ci farebbe anche un po’ tenerezza.

Il suo ingresso in Italia è stato memorabile: si è presentato sui nostri schermi televisivi come il "principe dei sottaceti", anche se sullo sfondo aveva una villa da sogno veramente di sua proprietà. Forse poteva scatenare le fantasie di qualche giovane rampolla di seconda categoria o di qualche "velina" se, di lì a poco, le foto dei rotocalchi non lo avessero ritratto con una bella fidanzata in avanzato stato di gravidanza. Insomma comportamenti poco regali, ma come diceva Totò "signori si nasce!"…. Oggi siamo arrivati al giorno delle nozze, che si terranno alla chiesa di Santa Maria degli Angeli a Roma. Da giorni si leggono agenzie stampa e brevi notizie che annunciano defezioni da parte di invitati, più o meno nobili. La notizia più bella, però, ci viene riportata dall’Ansa: il presidente del Senato, Marcello Pera, non sarà presente al matrimonio, "tuttavia ha fatto gli auguri ad Emanuele Filiberto per telefono durante la sua visita in Bulgaria". Fin qui tutto normale. Pera bloccato da impegni istituzionali evita un matrimonio ben poco istituzionale. La notizia però prosegue così: "il caso ha voluto che in quel momento Pera stesse incontrando il premier bulgaro, Simeone di Sassonia, che di Emanuele Filiberto è cugino. Il presidente del Senato ha passato il cellulare a Simeone di Sassonia che ha salutato caldamente il suo nobile parente". È evidente che il "caldamente" è davvero fuori luogo: per il povero Emanuele Filiberto nemmeno il cugino ha sprecato una telefonata, possiamo supporre che, se a Pera non fosse venuto in mente di chiamare in quel momento il futuro sposo, Simeone non gli avrebbe fatto nemmeno gli auguri.