BERLUSCONI IN TV

BERLUSCONI IN TV

La lettera di Diliberto alla presidenza del Cda e alla Vigilanza Rai

Oliviero Diliberto

Roma, 30 settembre 2003

Egregi presidenti,

nella giornata di ieri, lunedì 29, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rivolto un messaggio al popolo italiano utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo a reti unificate.

Il contenuto di quel messaggio, relativo ad un atto che il governo sta per compiere ossia la riforma delle pensioni, e il contesto in cui è avvenuto, ossia a ridosso del varo della legge finanziaria e a ventiquattro ore da un black out elettrico che, invece, non è stato oggetto delle dichiarazioni del premier, è, a nostro avviso, al di fuori di quanto stabilisce comma 2 art. 22 della legge 103 del 1975 quando prevede l’uso diretto della televisione di Stato "gravi ed urgenti necessità pubbliche".

Ebbene l’annuncio di una riforma, ancora da varare, non è né una necessità pubblica né grave né urgente ma solo un’operazione di propaganda politica.

A tal fine riteniamo che sia stata violata anche la vigente normativa sulla parità di accesso all’informazione.

A questo punto, determinatasi un evidente squilibrio informativo sul tema della riforma previdenziale, chiediamo che vengano garantiti spazi di informazione all’interno del servizio pubblico per quei soggetti politici e per i sindacati dei lavoratori che su questo tema hanno opinioni profondamente diverse da quelle espresse dal Presidente del Consiglio.

Le chiediamo un intervento urgente per garantire il diritto Costituzionale di libertà di espressione nonché quello di rispetto delle diversità di opinioni e del pluralismo dell’informazione espresso dal Presidente della repubblica con apposito messaggio alle Camere.