BOCCIATI

BOCCIATI

Gianni Montesano

Roma, 1 ottobre 2003

Era nell’aria sin dalle prime votazioni del mattino. Nel voto segreto i no superavano quelli dell’opposizione, il che sta a significare che i franchi tiratori erano già in azione. Verso l’ora di pranzo è arrivata la botta. Per sei voti di scarto la Camera ha approvato un emendamento dell’opposizione che amplia le tutele per i minori in Tv. Tutto da rifare, si torna al Senato. Una sconfitta sonora per il governo che aveva provato a blindare questa legge che sancisce il monopolio di Berlusconi sull’intero sistema dell’informazione. Una bocciatura in piena regola.
E’ una sonora battuta d’arresto per una legge che la maggioranza, o meglio Berlusconi e Confalonieri, volevano fosse approvata in fretta e furia. Perché? Perché si tratta di salvaguardare gli affari di famiglia, e non solo.
La Corte Costituzionale, con la sentenza 466 dello scorso anno, impone la fine del regime transitorio all’uso delle frequenze e pone il termine del 31 dicembre di quest’anno. Tradotto vuol dire che ReteQuattro, entro il 31 dicembre, deve proseguire le sue trasmissioni via satellite e non più in chiaro come adesso. Questo scombina i piani Mediaset, incrinando il suo sistema totalizzante di raccolta e distribuzione pubblicitaria.
A questo punto il percorso della legge diventa complicato perché il provvedimento non può essere immediatamente calendarizzato al Senato dove si discute la legge finanziaria.
Vi è, poi, un aspetto tutto politico che emerge da questo voto. Per disciplina imposta ai deputati della maggioranza, la bocciatura della Gasparri è il segno di un processo profondo di dissolvimento della colazione di centrodestra che trova espressione nel voto segreto. Le tensioni con Bossi, le frizioni di AN – UDC con i metodi di Berlusconi, i dissidi sulla finanziaria si sono coagulati e sono esplosi nell’aula di Montecitorio.
E’ una vittoria dell’opposizione che ha avuto una presenza compatta in Parlamento, è una vittoria di quei movimenti e di quelle associazioni che da tempo si battono perché questa legge-vergogna, che colpisce e mina le fondamenta della democrazia, non sia approvata.