CONTRORIFORME. La scuola di San Patrignano

CONTRORIFORME. La scuola di San Patrignano

Piergiorgio Bergonzi

Roma, 30 ottobre 2003

"Per il quinquennio 2004-2008 si prevedono interventi finanziari per la scuola per 4037 milioni di euro". Così proclamava Berlusconi solo un mese fa con uno straordinario battage pubblicitario in occasione della approvazione del primo infausto Decreto attuativo della Controriforma Moratti. Oggi, a distanza di trenta giorni, la Finanziaria 2004 di Berlusconi stanzia 90 milioni di euro (leggesi novanta, non novecento) sui 4000 promessi nel quinquennio, peraltro subito controbilanciati da tagli per 750 milioni di euro e di 13.500 insegnanti.

Alla vergogna dei tagli si aggiunge la beffa della menzogna. Un altro violento, offensivo schiaffo alla scuola pubblica!
Una storia che si ripete. Due anni fa la Moratti aveva promesso ventimila miliardi di vecchie lire in cinque anni per la scuola, ne ha tagliati seimila, inaugurando nel frattempo il finanziamento anticostituzionale (90 milioni di euro) alla scuola privata, puntualmente confermato dalla Finanziaria 2004.

Una Finanziaria che stanzia cifre irrisorie e del tutto insufficienti per l’edilizia scolastica (11 milioni per le zone sismiche dopo che la quota parte della precedente finanziaria era stata stornata per altre opere pubbliche); che cancella il pur timidissimo stanziamento di 35 milioni di euro per l’autoaggiornamento degli insegnanti promettendo sconti per l’acquisto di computer; che proclama l’abolizione di tasse (peraltro già cancellate dal centrosinistra!) nel primo anno della secondaria superiore per cercare di rimediare alla vergogna della cancellazione della legge sull’obbligo scolastico; che abbandona alla precarietà decine di migliaia di insegnanti nulla prevedendo per l’assunzione in ruolo di personale qualificato.

Nella scuola italiana aumentano gli alunni, la Finanziaria della destra taglia gli insegnanti; nella scuola italiana raddoppia la presenza (negli ultimi tre anni) degli studenti stranieri, vengono drasticamente ridotte o del tutto annullate le già insufficienti disponibilità di tempo e personale per il loro inserimento; aumentano gli alunni portatori di handicap, si tagliano gli insegnanti di sostegno; le classi sono troppo numerose, si aumentano gli alunni per classe; oltre la metà delle scuole italiane non sono "a norma", vengono sostanzialmente tagliati i fondi per l’edilizia scolastica.

Così la destra risponde alla domanda ed ai bisogni della scuola pubblica italiana ponendo, con questa Finanziaria, un ulteriore tassello alla sua devastante opera di destrutturazione, di dequalificazione, di trasformazione del nostro sistema scolastico pubblico in senso privatistico.

Nessun compromesso è pensabile con chi realizza una simile politica contro la scuola. Tutte le forze di opposizione devono condurre una battaglia parlamentare intransigente contro i contenuti di questa Finanziaria. Una battaglia che deve tradursi anche in proposta. Proposte emendative che chiedano più risorse per oggi e per domani ed indichino dove reperirle, che dicano no ai tagli del personale, che pretendano l’assunzione stabile di personale qualificato, che si oppongano all’incostituzionale finanziamento di chi frequenta la scuola privata prevedendo di destinare quelle risorse a favore del diritto allo studio delle famiglie a basso reddito.

Una battaglia parlamentare, proposte emendative volte a sostenere e riqualificare quella scuola pubblica di cui la Moratti sta facendo scempio. Nel frattempo, il ministro all’istruzione della Repubblica, riunisce i ministri europei dell’istruzione presso una scuola privata, la sua scuola, il suo modello di scuola, San Patrignano.