Punto per punto la scuola della Moratti

Punto per punto la scuola della Moratti

Ufficio Stampa

Roma, 30 ottobre 2003

In occasione della discussione della legge finanziaria, i capigruppo dell’opposizione delle commissioni Istruzione e Cultura di Camera e Senato hanno presentato, nel corso di una conferenza stampa, un documento relativo ai temi della scuola, università, ricerca e beni culturali. Lo riproduciamo nella sua parte analitica e ne sintetizziamo la seconda parte, quella propositiva.

"Con la Finanziaria 2004 i ministri Moratti e Tremonti danno un colpo durissimo, forse mortale, alla scuola pubblica, all’Università, alla ricerca e al sistema dei beni culturali del nostro Paese. Questo governo sceglie di non investire in uno dei campi cruciali dello sviluppo di un Paese, condannando l’Italia a un ruolo di retroguardia in Europa e nel mondo.

Scuola – cicli ed edilizia
Dopo l’approvazione della legge Moratti sui cicli e dopo tante promesse, questa doveva essere la Finanziaria della svolta, se non altro in termini di risorse stanziate.
Il 12 settembre 2003 il Consiglio dei ministri ha approvato il piano pluriennale di investimenti per la sua attuazione che avrebbe dovuto stanziare 8320 milioni di euro in 5 Finanziarie, dal 2004 al 2008. Questo significa che con la Finanziaria 2004 il governo avrebbe dovuto stanziare 1,6 miliardi di euro, pari a un quinto della cifra complessiva. Ebbene, la manovra che il Senato sta esaminando prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro, pari all’1% della cifra necessaria. Di questo passo per finanziare il piano pluriennale ci vorrà un secolo! Nel frattempo sono stati ridotti l’obbligo scolastico e i finanziamenti alle scuole. I finanziamenti per l’edilizia scolastica vengono dimezzati.

Scuola – insegnanti
I tagli al personale docente già operati dal governo della Destra ammontano a 35mila unità. Il personale amministrativo verrà diminuito del 6%. A ciò si aggiunge la drammatica situazione degli insegnanti precari, sia storici che provenienti dalle scuole di specializzazione, che il ministro Moratti ha evitato accuratamente di affrontare nel corso dell’estate, affidando tutto alle calende greche di un disegno di legge pasticciato e discutibile. A questi dati drammatici si aggiunge il blocco delle assunzioni operato dalla Finanziaria 2004, e il blocco del concorso per i dirigenti scolastici. Risultato: è a rischio il tempo pieno nel 50% delle scuole, un bambino portatore di handicap su 2 non ha più l’insegnante di sostegno per l’integrazione.

Università
La Finanziaria 2004 prevede un incremento del Fondo di finanziamento ordinario per l’Università, pari a 110 miliardi di euro, completamente inadeguato alle esigenze degli atenei, che vengono condannati al solo pagamento degli stipendi e all’ordinaria amministrazione. Per contribuire alla paralisi, arriva anche il blocco delle assunzioni dei docenti, dei ricercatori e del personale tecnico-amministrativo. Il finanziamento per l’edilizia universitaria viene ridotto di 234,7 milioni di euro.

Ricerca
La Finanziaria 2004 non stanzia soldi in più per la ricerca e per gli enti di ricerca, già oggetto di un pesante intervento punitivo di "riordino" e di risparmio negli anni scorsi. Il finanziamento complessivo per gli enti di ricerca torna alla somma del 2002. Accanto ai 50 milioni di euro in più assegnati quest’anno agli enti di ricerca, infatti, bisogna considerare il taglio di 25 milioni di euro effettuato l’anno scorso. In totale, quindi, non viene neanche recuperata l’inflazione programmata.
E c’è di più: al sistema universitario nazionale vengono sottratti 50 milioni di euro nel 2003 e 100 milioni di euro per gli anni successivi fino al 2014 per destinarli a una nuova creatura di Tremonti, l’Istituto italiano di Tecnologia. Che bisogno c’è di creare il Mit dei poveri, quando neanche gli enti di eccellenza italiani avranno di che vivere? La "chicca" è che mentre viene offerto uno sconto Irpef ai "cervelli" che intendono rientrare in Italia, vengono penalizzati con il blocco delle assunzioni, per il terzo anno consecutivo, i giovani ricercatori che hanno già vinto i concorsi e che non potranno accedere al sistema (e alla retribuzione del loro lavoro) neppure quest’anno.

Beni culturali
Con l’articolo 27 del "decretone" il governo sferra l’attacco finale al nostro patrimonio culturale. Le Soprintendenze dovranno infatti passare in rassegna i beni del patrimonio, anche quelli vincolati dal demanio, e decidere a tempo di record se sono ancora degni di tutela oppure no. In caso negativo (e c’è addirittura un emendamento del relatore alla Finanziaria Tarolli per introdurre il silenzio-assenso) i beni cessano di essere salvaguardati e possono essere venduti. Altro che soldi per la valorizzazione, la Cdl ha messo in atto la più colossale svendita delle nostre radici mai vista".
Per quanto riguarda la parte propositiva, le proposte avanzate sono indirizzate: per quanto riguarda la scuola ad incentivare l’innalzamento dell’istruzione, ad assumere i docenti precari, ad abrogare i tagli di 13500 insegnanti previsti per il 2004, ad aumentare l’offerta formativa (tempo pieno, attività didattiche varie), ad investire nell’edilizia scolastica; per quanto riguarda l’università a destinare un milione di euro in più all’anno (per tre anni) agli atenei, investire nel diritto allo studio, sbloccare le assunzioni, decongestionare gli atenei; per quanto riguarda la ricerca a sviluppare la ricerca di base, investire nella ricerca applicata, destinare quota dell’otto per mille alla ricerca, sopprimere il blocco delle assunzioni, ad abrogare il Mit dei poveri e utilizzare le risorse della creatura tremontiana per istituire un Fondo per lo sviluppo tecnologico; per quanto riguarda i beni culturali a dire no alla svendita del patrimonio per fare cassa.