TERRITORI OCCUPATI

TERRITORI OCCUPATI

Calabria, terra bella e misteriosa, accogliente e violenta

Franco Critelli

Torino, 30 ottobre 2003

In Calabria può succedere di tutto!

Mi riferisco a quanto sta accadendo in questi ultimi giorni in Calabria ed in maniera particolare nella provincia di Vibo Valentia. La recrudescenza criminale di queste ultime ore – vedi la mattanza di Gerocarne, tre uomini assassinati con circa 150 pallettoni – impone una severa ed attenta opera dello Stato mirata a bonificare questi territori da sempre nelle mani dei poteri malavitosi. Ma questa è una facciata della medaglia, riconducibile, probabilmente, ad una resa di conti tra clan avversi per il controllo degli appetitosi appalti della Salerno-Reggio Calabria.

L’altra facciata invece è quella della gente comune, quella che lavora, studia, o che semplicemente conduce la propria vita in maniera normale. E mi riferisco a quanto accaduto lunedì scorso a San Costantino Calabro, paese dell’entroterra vibonese dove vive e lavora un nostro bravo compagno, Nino Calafati, vigile urbano.

Nelle nostre tortuose strade può accadere di tutto, di finire dentro un burrone per la mancata manutenzione della rete viaria, di incrociare delle bellissime volpi o lepri oppure le vacche sacre di qualche mafioso del luogo, oppure di essere attratti da qualche splendida aquila o di rimanere affascinati dallo splendido paesaggio della nostra terra, nonché di ritrovarsi testimone o vittima di qualche efferato delitto, oppure più semplicemente di "inciampare" in 10 candelotti di dinamite e fortunatamente rimanere illesi.

Questo è quello che è successo al nostro bravo militante che, appresa la notizia della presenza di una bomba nelle vicinanze della scuola del paese, da buon servitore dello Stato immediatamente è accorso presso l’edificio, col pensiero rivolto ai bambini dentro il plesso scolastico, ma nella sua corsa non si è accorto di essere passato con le ruote della sua automobile sopra l’involucro contenente i 10 candelotti (1300 grammi di dinamite) e solo il caso ha voluto che il detonatore non facesse esplodere la bomba. Questo accade in Calabria, terra bella quanto misteriosa, accogliente quanto violenta. E’ difficile vivere, convivere o sopravvivere da queste parti. Non si sa a chi era diretta la bomba, stante alle notizie della stampa è stata "persa" da qualcuno, ma era lì, in paese, a due passi da una scuola; capite quanto tutto diventa difficile e quanto è comprensibile che la gente sia sfiduciata e rassegnata. Agire in questi territori non è facile, può succedere di tutto, anche di saltare in aria perché qualche "distratto" perde una bomba per strada.

Al nostro rinato compagno Nino, perché è rinato lunedì 27 ottobre 2003, un forte abbraccio.

Dai territori occupati, un fraterno saluto.