Un nemico scrive a Giuliano Ferrara

Un nemico scrive a Giuliano Ferrara

Gianfranco Pagliarulo

Roma, 17 novembre 2003

Questo scritto apparirà sul numero di Rinascita in edicola venerdì 21 novembre

Caro Foglio di Ferrara, hai scritto il 13 novembre che Cossutta dà ragione agli assassini dei carabinieri. Che per lui i terroristi che hanno fatto saltare per aria la caserma hanno ragione. Che il suo cinismo somiglia a quello di Togliatti, anzi è più ignobile. Che chi chiede di ritirare le truppe, chi parla di guerra imperialista è, non solo oggettivamente, complice della sedicente resistenza irachena, cioè si comporta come un nemico. Che l’appoggio a una presunta lotta anticoloniale e antimperialista rappresenta il tradimento di ogni impegno nella lotta contro il terrorismo internazionale in cui è impegnata l’Italia. E come tale va trattato. Potremmo replicare sulla palese illegittimità ed illegalità dell’invasione angloamericana, sull’esplicito sostegno di Berlusconi e del suo governo all’occupazione manu militari dell’Iraq, sulla presenza militare italiana prima della recente risoluzione dell’Onu, utilizzata dopo per giustificarla sul piano della legittimità internazionale, sulla violazione strisciante e successivamente conclamata dell’art. 11 della Costituzione, sulla irresponsabilità di chi non ha garantito la sicurezza dei militari italiani nonostante l’evidente pericolo e le esplicite minacce verso il nostro Paese e i nostri uomini in territorio iracheno. Potremmo ricordare che le armi di sterminio di massa che dovevano giustificare l’invasione a lui così cara sono ancora nascoste nella capiente mente del signor Rumsfield. Potremmo citare il comunicato stampa congiunto del Giornale dei Carabinieri, dell’Associazione Unarma e del Sinacc, il sindacato nazionale dei carabinieri in congedo, ove si afferma: "ritirate i militari italiani dall’Iraq, questa è ancora una guerra in atto".

Il maresciallo capo Ernesto Pallotta – riferiscono le agenzie – ha affermato che "non dovevamo aspettare i morti per meditare sull’impegno italiano in Iraq. Allo stato attuale, contrariamente a quanto ha affermato Bush, i fatti dimostrano che in Iraq vi è ancora la guerra e l’Italia non ha partecipato né ha avuto il mandato parlamentare per partecipare ad un conflitto armato". Potremmo suggerire di leggere integralmente il sondaggio Eurobarometro, dal quale si conferma che la stragrande maggioranza degli europei – italiani compresi – ritengono ingiustificato l’intervento militare "alleato" in Iraq. Dimenticavamo: per il Tuo direttore trattasi di sondaggio antisemita. Potremmo aggiungere che l’articolo in oggetto del quotidiano berlusconian-bipartizan ha il fine di spaccare l’Ulivo cercando di dividere i buoni Umberto Ranieri e Francesco Rutelli dal pessimo Armando Cossutta. Ma val la pena replicare al Tuo tambureggiante delirio di insulti e minacce? Sì, minacce, se Cossutta "si comporta come un nemico", se "rappresenta il tradimento", se "come tale va trattato".
La cosa, caro Foglio, fa schifo, ma non stupisce. Che il Tuo direttore sia da tempo passato, come diceva Lenin, dall’arma della critica alla critica delle armi, è risaputo. E’ lui il soggetto di polemiche non precisamente amabili con Tabucchi e con L’Unità. E’ lui che sostiene e correda di chiose, approfondimenti, argomentazioni, e, forse, grammatica e sintassi, la modernissima concezione del mondo del Presidente del Consiglio esposta, per così dire, allo stato grezzo nella famosa intervista a The Spectator quando affermò testualmente: "perché non riformiamo l’Onu? Diciamo al signor X o Y, in questa o quella dittatura, tu devi riconoscere i diritti umani nel tuo Paese, e noi ti diamo sei o dodici mesi o giù di lì, altrimenti interveniamo". "Se necessario con la forza". La cosa dunque non stupisce. Ma inquieta. L’opinione di Cossutta non è solo quella di un intero partito che sta all’opposizione, ma di una fascia di italiani enormemente superiore allo stesso attuale elettorato del Pdci. Che si parli di lui come di un pericolo pubblico è inquietante, specie se il soggetto dell’operazione-criminalizzazione sei Tu, cioè un foglio governativo. Fortuna vuole in ogni caso che Tu possa scrivere in libertà anche grazie al contributo di tutti quelli che come Cossutta conquistarono la libertà medesima, armi in pugno, in Italia e in Europa. Quando l’Europa fu liberata dal nazifascismo grazie alla Resistenza e agli alleati – quelli veri – due dei quali erano gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, che lasciò sul terreno – ma forse era propaganda antiamericana – qualcosa di più di due decine di milioni di morti.
Siamo lieti di comunicarTi che il consenso ai Comunisti italiani è in rilevante crescita nell’ambito di una virtuale maggioranza di consensi all’Ulivo. Il rafforzamento, infatti, dei Comunisti italiani e la vittoria dell’Ulivo sono la migliore garanzia per la Tua stessa libertà di scrivere ciò che credi. Cordiali saluti da un altro nemico e traditore che come tale va trattato. Cosa vieppiù confermata dalla citazione di Lenin.