Clima irrespirabile nelle fabbriche metalmeccaniche

Clima irrespirabile nelle fabbriche metalmeccaniche

Giuseppe Del Sorbo*

Roma, 20 novembre 2003

Il 7 Novembre a Roma si è svolta una manifestazione della Fiom-Cgil, a cui hanno partecipato ben 200.000 lavoratori, metalmeccanici e non. Tra loro c’ero anch’io. Manifestando con il corteo per le strade romane ho potuto realmente verificare il senso di sconforto ed insoddisfazione che la gente e tanti compagni lavoratori stanno attraversando in questo delicato momento. Nonostante sia celibe e non abbia figli, arrivo a fine mese privandomi di cose a cui, sino a due anni fa, rinunciavo molto meno. Ma, purtroppo, il sacrificio più alto lo stanno provando le famiglie che, negli ultimi mesi, sono state letteralmente invase da una raffica di aumenti che ha ridotto il potere d’acquisto degli stipendi. Oltre al cancro dell’inflazione c’è una riforma del mercato del lavoro (la Legge 30) che aggraverà ulteriormente le cose, permettendo alle aziende di utilizzare la flessibilità e la precarietà a loro piacimento. Il lavoratore, a questo punto, sarà merce di scambio che sarà impiegata solo ed esclusivamente a piacimento delle aziende.

Noi della Fiom rivendichiamo un vero contratto nazionale, cosa di cui siamo stati privati con l’accordo sottoscritto dalla Fim e dalla Uilm qualche mese fa. Un contratto che, con i 69 euro di aumento per il prossimo biennio economico, non solo non ha recuperato l’inflazione, ma ha aggravato ulteriormente i rapporti tra le tre organizzazioni sindacali. Una cosa che noi della Fiom abbiamo denunciato e continueremo a farlo, è il fatto che il contratto stipulato mesi addietro non è stato votato da nessun lavoratore all’interno delle aziende. Nella mia fabbrica, la Graziano Trasmissioni di Sommaria Perno siamo stati noi della Fiom a far votare la nostra piattaforma e il consenso dei lavoratori è stato molto alto. La stessa cosa è accaduta in altre migliaia di aziende metalmeccaniche in tutta Italia ma, nonostante i rapporti di forza, la Federmeccanica ha siglato l’accordo separato, avviando un conflitto sociale che ci ha condotti fino alla manifestazione del 7 novembre. Quindi noi della Fiom rivendichiamo ad alta voce un contratto nazionale vero, che recuperi l’inflazione e che rifiuti in modo categorico l’inserimento della Legge 30 all’interno del contratto.
Le richieste per il nostro pre-contratto sono state fatte alle varie aziende a livello nazionale, e qualche tavolo di contrattazione si è chiuso con dei buoni accordi. Certo c’è ancora una strada difficile da fare, ma sicuramente vale la pena intraprenderla, perché ne va della dignità, della democrazia e dei diritti dei lavoratori.
In questo clima creatosi negli ultimi mesi, in fabbrica si respira un’aria piuttosto pesante e conflittuale. Già da maggio abbiamo iniziato le nostre forme di lotta per difendere il contratto e fortunatamente i lavoratori sono stati e, a tutt’oggi, sono ancora a fianco a noi. Anche a livello territoriale le richieste precontrattuali sono state presentate e in sette stabilimenti della Provincia Granda le aziende hanno sottoscritto il contratto, in altre si sono aperti i tavoli di contrattazione e si spera in un accordo. Anche perché le nostre lotte continueranno fino a quando democrazia e diritti non avranno la meglio su questo subdolo clima di repressione ed autoritarismo creatosi e voluto in modo pianificato dalla Federmeccanica.

*operaio, RSU Fiom-Cgil alla Graziano Trasmissioni di Sommariva Perno, Sezione PdCI di Bra