La Costituzione violata

La Costituzione violata

Piergiorgio Bergonzi

Roma, 25 novembre 2003

Una manifestazione di grande importanza quella indetta dalle Confederazioni sindacali "Per la Scuola Pubblica" sabato 29. Una manifestazione di grande importanza perché può segnare il nuovo inizio di una battaglia per la scuola, l’università e la ricerca che coinvolga l’intera società; di grande importanza perché avviene nel momento in cui per la prima volta nella storia repubblicana, un governo persegue l’obiettivo di negare un’istruzione qualificata alla maggioranza dei giovani, compromettendo il futuro di milioni di persone, lo sviluppo, il progresso economico e sociale, la democrazia stessa del nostro Paese. Senza istruzione per tutti, infatti, non c’è futuro, non c’è sviluppo, non c’è democrazia.

Questo sciagurato progetto oscurantista si sta realizzando con l’abolizione della legge sull’obbligo scolastico, con un riduzione dello stesso dai 15 ai 14 anni, con la costrizione di ragazzi tredicenni a scegliere fra istruzione e formazione professionale; con tagli senza precedenti a risorse, personale e tempo scuola che producono la dequalificazione della scuola pubblica; con scelte consapevolmente volte alla sua privatizzazione, a creare un sistema scolastico in cui, fin dalle elementari avrà una scuola di qualità solo chi potrà e vorrà pagarsela. Una politica che costituisce vero e proprio disincentivo all’istruzione per milioni di famiglie; una politica contro la scuola pubblica e che, nel contempo, finanzia la scuola privata in aperta violazione della Costituzione. Questo progetto ributterebbe indietro il Paese di decenni, ad una scuola classista, ad una istruzione riservata a ristrette elites privilegiate.
Fermarlo è ancora possibile. Fermarlo è necessario per realizzare un disegno riformatore volto ad innalzare la qualità della scuola pubblica. Una scuola dell’infanzia per tutti; una scuola in cui il tempo pieno divenga pratica sempre più diffusa; una scuola obbligatoria e gratuita almeno fino a sedici anni; una scuola in cui si investano risorse straordinarie per l’edilizia; una scuola rinnovata nei saperi e nei rapporti con la società e il mondo del lavoro; una "scuola" che duri per tutto l’arco della vita; una scuola che valorizzi l’insostituibile ruolo culturale, sociale e civile degli insegnanti; una scuola pubblica, laica, democratica e pluralista; una scuola che garantisca a tutti un’istruzione qualificata per poter essere cittadini a pieno titolo, per garantire lo sviluppo sociale, economico, civile, la democrazia del nostro Paese. Con queste ragioni i Comunisti il 29 novembre saranno presenti a manifestare per la Scuola Pubblica.