La repubblica di Pera non è antifascista

La repubblica di Pera non è antifascista

Severino Galante

Roma, 16 dicembre 2003

Tra le tante facezie dette ieri in merito all’antifascismo dal Presidente del Senato Marcello Pera – omen nomen, vien da pensare; e infatti, parlando di lui, Francesco Cossiga tempo addietro ebbe a ironizzare sui "nomi di cosa" – c’è anche quella che la Costituzione italiana sarebbe, tra l’altro, anche "anticomunista". Tesi ardita e singolare, se fosse seria. E perciò preferisco appunto pensare a una facezia.

Se però mi sbagliassi, e se quindi anziché fare concorrenza alla Guzzanti il Pera avesse indossato le vesti dello studioso e del politico serio, gli ricordo che la Costituzione della Repubblica italiana reca al fondo tre firme: quella del liberale De Nicola, quella del democristiano De Gasperi, e quella del comunista Terracini. E’ alquanto difficile che Umberto Terracini, dopo vent’anni di "vacanza" (direbbe il Presidente del Consiglio: non a caso sodale politico del Pera) nelle galere fasciste in quanto comunista, potesse firmare una Costituzione "anticomunista". E’ invece certo che la firmò perché era democratica, ed era democratica perché costruita sulla collaborazione di tutte le culture e le forze politiche democratiche che combatterono contro il nazifascismo "male assoluto", abbattendolo: così come è certo che fu mantenuta, quella collaborazione, per la saggezza dei dirigenti politici italiani di allora, anche dopo che lo scoppio della guerra fredda aveva di nuovo tragicamente lacerato il mondo e l’Italia. Ma l’obiettivo del Pera è anch’esso certo: se la Costituzione non è antifascista, i fascisti (che ci sono ancora: il Pera si guardi attorno, vicino: li vedrà) sono rilegittimati; e se la Costituzione è "democratica" nell’accezione periana, cioè anticomunista, allora la firma di Terracini è nel posto sbagliato: anzi, Terracini stesso, i tanti o pochi Terracini di oggi, sono nel posto sbagliato (quello giusto è in "vacanza"?). Così, il gioco è fatto: fuori i comunisti, dentro i fascisti, cade la Costituzione del ’48, cadono cioè gli equilibri gli interessi e i valori che essa tutela (il lavoro, la pace, la laicità dello Stato…), si apre la strada a una nuova Costituzione (fondata sul capitale, sulla guerra lavacro democratico e sul clericalismo dei miscredenti?) e nasce la nuova Repubblica. La repubblica di Pera.