“Sul caso Sofri non potevo intervenire”

"Sul caso Sofri non potevo intervenire"

Intervista di Oliviero Diliberto a Il Manifesto: la legge Boato migliorerà complessivamente il meccanismo della grazia
Manuela Cartosio

Roma, 7 gennaio 2004

Il Pdci voterà "in modo convinto" la legge Boato, "un provvedimento non ad personam ma d’utilità generale". Però il "vergognoso balletto" del centro destra, gli "scandalosi opportunismi e i ripensamenti" di tanti esponenti della maggioranza rischiano di far affondare "nel pantano" la legge. Di certo, allungheranno i tempi della sua approvazione. "Per questo auspichiamo un gesto autonomo di clemenza da parte di Ciampi", dice il segretario del Pdci Oliviero Diliberto.

L’auspicio è un modo obliquo per dire che il testo Boato, sotto sotto, non vi convinceva del tutto?
Ero convinto, e lo resto, che l’atto della grazia è per definizione di competenza esclusiva del capo dello Stato. Poiché ci sono differenti opinioni in materia, ben venga ad adiuvandum la legge Boato. La sua approvazione una settimana fa sembrava pacifica e rapida. La prospettiva è sfumata per il vergognoso balletto messo in scena con particolare accanimento da Lega e An. Ne faccio una questione di tempi. Se Ciampi decidesse di fare da solo sarebbe il modo migliore per troncare il balletto. Certo, occorre che il presidente della repubblica abbia la volontà politica di firmare la grazia per Sofri e, non dimentichiamolo, per Bompressi. Non si possono tenere queste due persone in ostaggio dei veti incrociati e dei regolamenti di conti interni al centrodestra.

Berlusconi potrebbe controfirmare al posto di Castelli?
Perché no? Si può fare. Berlusconi da tempo si è detto favorevole alla grazia. Se davvero ne è convinto ci metta qualcosa di suo.

Pesa di più l’opportunismo della destra o l’antipatia per Sofri?
Entrambi. Mi auguro che i deputati di Forza Italia, che si proclamano garantisti, riescano a tenere sulla legge Boato. Se fanno marcia indietro pure loro, sarebbe una riprova che il loro garantismo è davvero penoso.

Pur di mettersi per traverso si arriva al punto d’ipotizzare il ritorno alla grazia solo su richiesta. Anzi, La Russa ventila in subordine un doppio regime pur di tenere Sofri in galera.
E’ agghiacciante. Qui esce la natura vera di costoro. Fascisti erano e fascisti restano. Nel caso specifico di Sofri, oltretutto, questa pretesa non sta né in cielo né in terra. Il rispetto di Sofri per la giustizia è al limite dell’autolesionismo. Basterebbe questo comportamento per essere meritevole di clemenza.

La grazia a Sofri poteva darla il governo di centro sinistra, sostiene la destra, perché scocciate noi? In quanto ex ministro della giustizia l’obiezione ti riguarda…
Neanche un po’. Quand’ero ministro io la condanna non era ancora definitiva e quand’era ministro Fassino la sentenza definitiva era troppo vicina. Di certo, Ciampi non avrebbe firmato la grazia a ridosso della condanna definitiva.

Ma proprio nelle motivazioni della sentenza di Venezia, quella del processo di revisione, i giudici hanno scritto che il problema doveva essere risolto all’origine, concedendo le attenuanti e mandando liberi i tre condannati.
Purtroppo a dirlo sono stati i giudici che non potevano intervenire sull’entità della pena.

Per Sofri, personaggio illustre, si riscrivono le leggi. E agli altri detenuti chi ci pensa? Questa obiezione "di classe" ti tocca in qualche modo?
Io la grazia l’ho chiesta e controfirmata anche per condannati sconosciuti. E comunque i casi eclatanti aiutano a risolvere anche gli altri. Questa destra, inoltre, non è titolata a eccepire che la legge Boato è ad personam. Da quando governa ha fatto solo ed esclusivamente leggi ad personam, tagliate su misura per Berlusconi.

Castelli lo metti tra i feroci o tra gli opportunisti?
Anche lui ha la sua dose di tigna feroce. A questa si aggiunga il fatto che deve rispondere a Bossi e alla Lega. Un ministro dovrebbe avere come bussola l’interesse dello Stato. Castelli, invece, bada agli interessi biecamente elettoralistici del suo partito. Il caso Sofri non fa eccezione.