LISTA UNICA

LISTA UNICA

L’Unità intervista Oliviero Diliberto: siamo unitari ma autonomi

Luana Benini

Roma, 9 gennaio 2004

Oliviero Diliberto auspica che la discussione su come andare alle elezioni europee "sia affrontata senza veti e anatemi": "Occorre fare il pieno dei voti, ciascuno con la propria identità, affinché Berlusconi esca dalle europee con le ossa rotte e si possa andare alle elezioni anticipate".

La riunione di oggi è stata convocata per tentare di realizzare una lista alle europee davvero unitaria. Perché non siete d’accordo?
Questa riunione è stata convocata per lasciare il cerino in mano a qualcuno. La nostra posizione è nota da un anno, così come quella dei Verdi e dell’Udeur. È una posizione unitaria ma autonoma. Credo che ai comunisti italiani non si possa rimproverare di non essere unitari. Siamo nati da una scissione con il Prc proprio per salvare il centrosinistra e il governo Prodi. Ma un conto è vedere nell’Ulivo il proprio orizzonte strategico (questo sarà anche il pilastro del nostro congresso a fine febbraio), altro conto è operare una reductio ad unum azzerando le differenze esistenti.

Secondo lei la lista unitaria sarebbe una reductio ad unum?
Non c’è dubbio, e sarebbe un danno per l’Ulivo. Perché se ciascuno di noi parla a segmenti diversi dell’elettorato i voti aumentano. Sulla pace e sulla guerra non abbiamo posizioni univoche. È un bene che noi e i Verdi parliamo al popolo pacifista. Così sui temi sociali: le gabbie salariali proposte da Rutelli e l’insistere sulle pensioni integrative di Giuliano Amato mi trovano radicalmente contrario. Se presento una lista con il mio simbolo posso portare le mie posizioni di merito dentro l’Ulivo. Se viceversa c’è una lista indistinta e un programma che sfuma le differenze fino a rendere tutto opaco, c’è il rischio che certe posizioni non siano rappresentate alimentando l’area dell’astensione. Dopo le elezioni europee sarà la somma dei voti presi dalle liste a dirci quale schieramento ha vinto.

Dunque, secondo lei, l’idea prodiana di una lista unitaria era sbagliata?
L’ispirazione unitaria era giusta, era sbagliata la soluzione organizzativa. Io ho proposto che tutti i partiti che fanno riferimento all’Ulivo abbiano un esplicito richiamo nel simbolo. Noi lo faremo. In secondo luogo, siamo pronti ad entrare in un gruppo dell’Ulivo al Parlamento europeo. Infine, ribadisco: sono per Prodi leader del centrosinistra senza se e senza ma.

Si profila una lista a tre che, secondo Nanni Moretti, può innescare una esplosione centrifuga nel centrosinistra contrapponendo l’Ulivo riformista a quello radicale. Non è pericoloso?
Non auspico affatto una soluzione del genere. Se ci fosse una lista di tre o quattro partiti aperta anche alla società civile, sarebbe la benvenuta. Anche se resterebbe comunque un problema aperto: se un pezzo della sinistra fa una lista, insieme agli ex democristiani, che prelude al partito riformista, come ripetono autorevoli esponenti, che fine fa la sinistra in quanto tale? È possibile che l’Italia diventi l’unico paese in Europa a non avere una sinistra politicamente autonoma? Per questo rilancio l’idea della confederazione della sinistra con i Ds e Prc.

Se la lista a tre fosse aperta a Di Pietro e ai movimenti cambierebbe natura, non sarebbe più preludio al partito riformista. Sarebbe meglio?
Non c’è dubbio, cambierebbe di segno. Non sarebbe comunque una operazione di sinistra, ma certo rappresenterebbe una novità rispetto a una lista triciclo. Per questo auspico sinceramente che cada il veto verso Di Pietro. In questo modo anche il problema posto da Moretti sarebbe superato. Dopodiché la mia specificità mi porta ad essere alleato con formazioni politiche come queste, più moderate, restando tuttavia autonomo. Anche il sindacato confederale è unitario ma non unico.

Lei ha detto di essere disponibile a entrare in un gruppo dell’Ulivo a livello europeo. Non si riproporrebbe l’annullamento delle differenze?
Dentro un gruppo parlamentare c’è una libertà di orientamento maggiore che non dentro una lista o un partito unico.