LAVORO

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SGOBIO: ALBACOM, 500 LAVORATORI A RISCHIO. PRESENTATA UN’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE

Ufficio stampa

Roma, 10 gennaio 2004

"Nelle settimane scorse, mentre l’Amministratore Delegato annunciava l’acquisto del 100% delle quote di Albacom, cedute da ENI, BNL e Mediaset, da parte della British Telecom, l’azienda comunicava ai propri dipendenti drastiche riduzioni di personale, tanto che sono stati circa 100 i lavoratori licenziati o messi in mobilità e altri 490 lavoratori, la maggior parte dei quali residente ed operanti su Palermo, rischiano adesso di essere buttati fuori dall’azienda". E’ quanto denuncia Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati, che, sull’argomento, ha presentato un’interrogazione parlamentare urgente ai Ministri delle Comunicazioni, delle Attività Produttive e del Lavoro.

"La preoccupazione maggiore dei lavoratori – continua Sgobio – è quella di finire nell’infernale gioco delle "scatole cinesi" (società che a loro volta potrebbero effettuare cessioni di ramo oppure attivare procedure di mobilità), che molte aziende utilizzano per portare i propri dipendenti fuori dal mondo del lavoro, nel giro di poco tempo".
"Albacom ha inoltre annunciato l’intenzione di ricorrere ad ulteriori riduzioni di costi, attraverso il "ritocco" delle buste paga con interventi su orario di lavoro, indennità per la reperibilità notturna e festiva e riconoscimento di aumenti dovuti a rinnovo contrattuale".
"Il Governo deve urgentemente intervenire, a tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, individuando, insieme alle parti, soluzioni e misure alternative a quelle annunciate dai vertici aziendali, capaci di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e utili ad assicurare il futuro produttivo dell’azienda".