Lezioni di democrazia

siria vignetta mediaIn Siria il prossimo 3 giugno si voterà per decidere chi dovrà essere il prossimo presidente della Repubblica. Una bella notizia, segno del dinamismo che nonostante tre anni di attacco imperialista, di morti, distruzioni e sfaldamento sociale, quel Paese bellissimo conserva. Come dire, una speranza per il futuro…
Non sarà certamente la democrazia perfetta (credetemi ne sono pienamente consapevole), ma lo è forse quella di un Paese che sta per votare una riforma elettorale che – se approvata – impedirebbe a circa tre milioni di donne e uomini (se meno dell’8 per cento) di avere una rappresentanza? Si può chiamare libertà quella che si poggia su oltre il 12 per cento di disoccupazione, con punte oltre il 20 nel Mezzogiorno? E’ democrazia quella di un Paese che impedisce a donne e uomini che cercano di trovare qui quelle occasioni che le politiche predatorie dell’Occidente nega di trovare nei loro Paesi, di giocarsi le proprie chance accogliendoli civilmente?
E poi, qualcuno vuole spiegarmi perché le piazze sono buone se contestano governi – come quello dell’Ucraina o come quello siriano e venezuelano – colpevoli principalmente di non essere allineati con gli Stati Uniti, e diventano al contrario pericolose e sovversive se chiedono casa e lavoro come a Roma una settimana fa? Oppure se chiedono democrazia in Barhein o ad Amman. In Colombia chi scende per le strade e contesta il governo è un “terrorista”, i palestinesi che da decenni combattono per la propria legittima terra e indipendenza, sono “criminali”. Israele, invece, che occupa terre arabe da decenni, a partire proprio dalla Palestina, che costruisce muri e teorizza un sistema di apartheid, è un “campione” di democrazia.
Esempi che potrebbero continuare, ricordando che nel nome della guerra ad Al Qaida si costruiscono luoghi di tortura come Guantanamo, si invadono stati come il Mali e si violano paesi come lo Yemen, ma nello stesso tempo i terroristi di Al Qaida diventano preziosi alleati quando come ad Aleppo combattono contro i nemici dell’Occidente. Si potrebbe ricordare come ci si scandalizza se in Russia o in Cina vi sono limitazioni all’utilizzo della rete e poi si tace sulle leggi liberticide che il presidente Erdogan promulga contro l’opposizione turca e kurda.
Insomma in questo lunedì di Pasqua godiamoci la bella notizia che arriva dalla Siria, consapevoli che viviamo in tempi di mer.. e che la Resistenza continua.
Aspettando l’imminente 25 aprile!!!
Maurizio Musolino