Il 25 Aprile e la Resistenza in un ricordo di Giancarlo Pajetta

25 aprile  milano“Forse la guerra era finita dopo Hiroshima e Nagasaki, ma allora non capivamo cosa avrebbero significato quei nomi. La sera che finì l’oscuramento, uscimmo a fare un giro in macchina per Milano illuminata, gridando: <Evviva!>. Non c’erano più i bollettini di guerra, e non erano cominciati ancora quelli della guerra fredda.
Potevamo dire: <La guerra è finita!>. Per dirci subito dopo la lotta non finisce mai; che si può essere rossi sempre, anche se non sempre ragazzi; e che una volta tanto si ha pur il diritto di dire: <E’ cominciata la pace>. Se poi ti accorgi che la pace è subito finita, se troppe cose non vanno per quello che credevi dovesse essere il loro verso, è pur qualcosa di nuovo quello che sta per comincia reMa per divagazioni non c’era tempo. La guerra partigiana l’avevamo vinta, con i suoi travagli e la sua fatica il futuro era già cominciato. A Milano qualche giorno dopo, il 14 luglio, si ballò per le strade, nelle piazze, anche se la Bastiglia proprio non l’avevamo presa!”.
Giancarlo Pajetta dal libro “ Il ragazzo rosso va alla guerra”