Comitato Centrale del 15 giugno 2014: Elezioni, fase politica, rilancio del Pdci

pdci-x-sitoIl Comitato centrale del Pdci riunitosi domenica 15 giugno 2014,.per una analisi complessiva della situazione sociale e politica e del risultato delle elezioni europee ed amministrative, dopo una ampia e seria discussione, ha confermato l’attualit√† e la validit√† della linea politica stabilita dal 7¬į Congresso straordinario: ‚Äúunit√† dei comunisti, della sinistra e delle forze democratiche per difendere ed attuare la Costituzione‚ÄĚ.
L’esclusione del Pdci dalla lista Tsipras non elimina la necessit√† di un fronte unitario della sinistra, anzi l’esito elettorale complessivo va analizzato in profondit√† perch√© a differenza di altri stati europei in Italia la sinistra, seppure dopo anni riesca ad eleggere per un soffio, rischia di non avere nessuna autonomia. Come pure va approfondito il dato delle amministrative, dove il Pdci era impegnato in coalizioni di sinistra, di centro sinistra e in alcuni casi si √® presentato da solo. Impossibile affermare che una scelta sia stata premiata sull‚Äôaltra, pi√Ļ realisticamente si pu√≤ invece affermare che il nostro Partito ha raggiunto importanti risultati la dove esiste una struttura organizzata e legata ai cittadini, mentre dove abbiamo una marginalit√† complessiva politica e organizzativa i risultati sono stati insufficienti.
La politica delle alleanze risulta essere importantissima nella lotta per la difesa del lavoro e della democrazia, ma va sviluppata sulla base di contenuti concreti e attraverso il rafforzamento del Partito. Proprio per realizzare questo scopo prioritario, di mantenere e rafforzare una presenza comunista autonoma in Italia con una forte vocazione unitaria, il Comitato centrale ha deciso di avviare immediatamente una campagna di rafforzamento del Partito, ad iniziare da tutte le strutture territoriali e attraverso una conferenza politica e organizzativa nazionale. Sarà quest’ultimo il luogo idoneo per fare un bilancio complessivo del gruppo dirigente, anche a seguito delle dimissioni di alcuni componenti ella Segreteria nazionale del Pdci.
.Il Pdci parteciperà sulla base della propria piattaforma presentata durante la campagna per le elezioni europee alle iniziative unitarie contro la politica della Ue e del Governo Renzi, ad iniziare dalla manifestazione del prossimo 28 giugno a Roma.
Il C.c ha inoltre analizzato, con un dibattito sereno e costruttivo, le difficoltà della fase e le criticità del Partito, limiti che nessuno ha messo in dubbio. Nulla è stato omesso, a partire dal fatto che alcuni dirigenti della federazione di Roma nei giorni scorsi hanno lasciato il Partito. Nello stesso tempo si è però valorizzato il fatto che sempre nel Lazio in questi giorni in tanti si sono iscritti per la prima volta al Pdci, fra questi molti giovani, merito di un politica complessiva e del lavoro del comitato regionale e dei compagni che in quel territorio lavorano.
Il C.c, infine, impegna tutte le organizzazioni del Partito a convocare assemblee aperte, a intensificare il tesseramento, il reclutamento e l’autofinanziamento del Partito.
In questo anno 2014 (difficilissimo per i lavoratori e la democrazia) ricorrono anniversari di dirigenti comunisti importantissimi: Lenin, Togliatti, Berlinguer; noi partito sicuramente piccolo, ma continuatori nelle odierne condizioni di quella grande storia, abbiamo il dovere di non arrenderci di fronte alle difficoltà.

23 Comments

  • Una volta, specialmente in occasione di importanti riunioni di organismi nazionali come il CC, si pubblicava in anteprima un documento base di discussione del CC, su cui si chiamavano a discutere i compagni delle varie istanze a partire dalle cellule e dalle sezioni, poi dopo la riunione del comitato centrale, di cui si pubblicavano relazione introduttiva interventi e conclusioni del segretario nazionale, si tornava a discutere ed applicare quanto stabilito e approvato dall’organismo politico forse pi√Ļ importante del Partito. Oggi invece a seguito di una situazione che vede il Partito in profonda crisi politica ideologica e organizzativa tutto si riduce ad uno scarno comunicato che di fatto informa sulla riconferma di parole d’ordine ormai superate dagli eventi e annuncia la convocazione di una conferenza organizzativa che servir√† solo a sostituire i compagni che hanno abbandonato il partito. Rimango profondamente deluso…mi aspettavo uno scatto d’orgoglio che si concretizzasse nel rilancio della costruzione del Partito Comunista con indicazioni pratiche su come avviare il lavoro per raggiungere questo obiettivo, mi aspettavo una analisi politica che partendo dalle questioni internazionali arrivasse alla politica nazionale e alla necessit√† di una formazione teorica e politica che servisse a far crescere una nuova leva di militanti comunisti con l’entusiasmo di chi si accinge a ricostruire l’organizzazione di avanguardia che guidasse la trasformazione rivoluzionaria e l’obiettivo di una nuova societ√†…nulla di tutto questo…peccato ancora una volta una occasione persa…si continua a vivacchiare…

  • Mauro chi? Ma perch√© questo stramaledetto vizio di rendersi anonimi! Si pretende lo scatto d’orgoglio dei gruppi dirigenti, dietro l’anonimato. Questa dovrebbe essere prassi di un comuinista? Nasconditi una volta per tutte, ma questa volta per sempre.

  • Il documento…documenta l’irreversibilit√† della crisi. Sono rattristato dall’evidenza: se si vuole rendere un servizio alla causa, bisogna prendere atto della situazione e ricominciare…non √® pi√Ļ tempo di trionfalismi. Sono arrivati alcuni compagni dal PD, bene, ma quanti ne abbiamo persi? Qual’√® la reale situazione organizzativa del partito? Quanti tesserati? Quante sezioni operative? Potrei continuare, direi con una battuta “cala trinchetto”.
    P.S.: LUCA…mi presento…

  • Semplicemente essere comunisti nel 2014 non √® facile, da nessun punto di vista. Io intendo ancora provare a costruire un partito comunista serio, leale, concreto e che non abbia l’unico scopo di celebrare se stesso ma si ponga l’obiettivo di migliorare le condizioni materiali di chi lavora. Chi non ci crede pi√Ļ, anzich√® polemizzare, metta le proprie forze al servizio di ci√≤ in cui crede. La situazione del PdCI √® pubblica, chi vuole lavorare, si faccia avanti, c’√® posto per tutti.

  • Giustino, come ben sai, una dichiarazione sulle conclusioni del Comitato centrale non pu√≤ entrare nel particolare del dibattito, per questo ci sono le sedi di partito. Inoltre siamo piccoli ma (non si capisce perch√® visto che contiamo poco) abbiamo tanti nemici, quindi le risoluzioni che vengono pubblicate sono all’essenziale proprio perch√® c’√® gi√† chi ci pensa a distorcere quanto si √® detto, gli interventi, le conclusioni. Meglio sempre parlarne a voce.

    • Scusate non intendevo nascondermi, mi chiamo mauro Cipriano e purtroppo i compagni che come me non fanno parte di alcun organismo dirigente non hanno la possibilit√† di essere informati sugli interventi, sulla relazione e conclusione del segretario, sulle posizioni presenti all’interno del partito…una volta c’era il giornale la rinascita che pubblicava tutto ma ora ? Si fanno solo riunioni di segreterie e comitati federali e chi non ne fa parte non n’√® da nulla di quello che vi siete detti al comitato centrale…il mio era solo un intervento per dire che abbiamo bisogno di avere informazioni…

  • Concordo con la compagna Lucia Mango. Essere comunisti oggi non √® facile. Non lo √® perch√© i primi ad essere freno al lavoro del PdCI sono compagni che continuano a sostenere che “cos√¨ non si pu√≤ andare avanti”.
    Il PdCI √® consapevole dei suoi attuali limiti e delle criticit√† che ha al suo interno. Se cos√¨ non fosse i compagni della Federazione romana sarebbero ancora nel partito. Prima dell’estate, la notizia che alcuni compagni della FGCI nazionale hanno lasciato il partito fecero aprire il Congresso nazionale id Chianciano con un po’ di amaro in bocca, senza contare l’addio del compagno Francescaglia.
    Questo pubblicato è un comunicato. dove si riassume cosa il partito vuole fare per rilanciare una forza comunista in Italia.
    L’esperienza della Lista Tsipras mette tutti i partiti alla sinistra del PD di fronte al “che fare”.
    Noi del PdCI lo sappiamo bene. Potenziare il partito per fare in modo che sia lo stesso PdCI ad essere il “Partito Comunista ricostruito”.

  • Io voglio provare a consolidare un qualcosa di forte, affrontare determinati temi in modo chiaro e sulla base di un’idea comune. Non voglio polemizzare, ma la situazione √® pubblica? bene, con chi devo parlare per lavorare e aiutare?

  • il progetto di UNIFICAZIONE dei comunisti, dobbiamo farlo noi. come? organizzare prima della fine dell’anno un ”soviet” -coordinamento,che raccoglie invitando altri chi si ritiene comunista e rispecchia l’unita’ dei comunisti. Iniziando a invitare RIZZO,FERRERO, FERRANDO I DIRETTORI DI GIORNALE -MARX21,LIBERAZIONE,(MANIFESTO?),E ALTRI GRUPPI FILO COMUNISTI. Non solo noi ci dobbiamo anche noi ravvedere dal pd ,io sono stanco di vedere tanti partitini spezzatini alla soviet. non ha piu’ nessuna convivenza con il pd sia nazionale e locale ,come SARDEGNA O FIRENZE E ALTRI ,ABBIAMO PERSO OLTRE LA META’ DEL VOTO. DALLA GUERRA IN YUGOSLAVIA AD OGGI CON O SENZA DI NOI IL PD SI FA I CAVOLI SUOI. NON VALE LA PENA A FAR PARTE DELLE PRIMARIE SECONDARIE OGNI GIORNO CHE PASSA IL PD E’ PEGGIO DELLA DC. ORA SPERO CHE VERAMENTE SI DECIDE NIENTE PIU’ ALLEANZE. MATTEI RINALDO

    • CI SONO ZONE CHE L’UNITA DELLA SINISTRA E COMUNISTA HA OTTENUTO OLTRE IL 10% UNIFICARE I COMUNISTI E LE SINISTRE VERE . ROMPERE DEFINITAMENTE CON IL PD .

  • Le tesi del PdCI sulla ricostruzione del partito comunista sono scandite dal documento del suo congresso straordinario (Chianciano, luglio 2013), approvate su questo punto all’unanimit√†, anche dalle compagne/i che presentarono emendamenti su altre parti del documento. Cito testualmente:

    <>

    “Si tratta di un processo di lungo periodo, che richiede per√≤ alcune scelte inequivoche immediate.

    Noi non ci consideriamo la risposta al problema della ricostruzione del partito comunista in Italia, degno di questo nome e all’altezza dei compiti, n√© il suo nucleo dirigente predeterminato.

    Crediamo per√≤ di esprimere, oggi, un patrimonio importante di idee ed una rete di alcune migliaia di militanti e di quadri che mettiamo al servizio di un processo di ricostruzione, aperto alle soggettivit√† comuniste, organizzate e non, con cui sia possibile costruire alcune fondamenta comuni in termini di affinit√† politica, programmatica, ideologica, di cultura politica e dell’organizzazione.

    Non √® un‚Äôindistinta, generica, eclettica ‚Äúunit√† dei comunisti‚ÄĚ quella che vogliamo perseguire, ma la costruzione di un’unica, nuova organizzazione comunista, di tutte le forze che in Italia si richiamano al patrimonio migliore del movimento operaio e comunista italiano e internazionale”.

    SI COMMENTA DA SOLO.

  • (Posto nuovamente, perch√® nel precedente √® saltato il titolo della tesi).

    Le tesi del PdCI sulla ricostruzione del partito comunista sono scandite dal documento del suo congresso straordinario (Chianciano, luglio 2013), approvate su questo punto all’unanimit√†, anche dalle compagne/i che presentarono emendamenti su altre parti del documento. Cito testualmente:

    TESI 30-IL PdCI E IL PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA

    “Si tratta di un processo di lungo periodo, che richiede per√≤ alcune scelte inequivoche immediate.

    Noi non ci consideriamo la risposta al problema della ricostruzione del partito comunista in Italia, degno di questo nome e all’altezza dei compiti, n√© il suo nucleo dirigente predeterminato.

    Crediamo per√≤ di esprimere, oggi, un patrimonio importante di idee ed una rete di alcune migliaia di militanti e di quadri che mettiamo al servizio di un processo di ricostruzione, aperto alle soggettivit√† comuniste, organizzate e non, con cui sia possibile costruire alcune fondamenta comuni in termini di affinit√† politica, programmatica, ideologica, di cultura politica e dell’organizzazione.

    Non √® un‚Äôindistinta, generica, eclettica ‚Äúunit√† dei comunisti‚ÄĚ quella che vogliamo perseguire, ma la costruzione di un’unica, nuova organizzazione comunista, di tutte le forze che in Italia si richiamano al patrimonio migliore del movimento operaio e comunista italiano e internazionale”.

    SI COMMENTA DA SOLO.

  • Io sono comunista, pur essendo ancora giovane, a 33 anni. Ho sempre votato per il PdCI e per Rifondazione Comunista, non mi importa delle contrapposizioni sterili e inutili tipiche dell’individualismo comunista (che invece non dovrebbe essere cos√¨), basta che vedo la falce e il martello e ne sono attratto. Da troppi anni io ho alcune tesi, che potrebbero essere anche strampalate, ma io sono convinto di quello che dico e nelle assemblee dei Comunisti lo dir√≤ sempre. La vittoria del capitalismo come modello purtroppo lo abbiamo accettata tutti, anche chi dice di essere comunista. Fatevi questa domanda. Se prendiamo 100 persone, anche povere, cio√® che faticano ad arrivare a fine mese, che stentano nella loro vita, che hanno difficolt√† con le loro famiglie. A loro gli diciamo. Che cosa vorresti fare per dare una svolta alla tua vita? Credo che 95 su 100 diranno che vogliono fare sei al superenalotto, mentre le altre 5 potranno dire, mantenendomi comunque alto come media, che il loro obiettivo √® quello di un rovesciamento della societ√† capitalista, sostituita da una socialista e comunista, dove invece che i valori dell’individualismo, dell’egoismo, della lussuria e del dio denaro, trionfino l’amore universale e la giustizia sociale, l’eguaglianza, la fratellanza e la solidariet√†. Io faccio parte di quel 5%, credo anche voi, ma purtroppo non possiamo fare niente, siamo in supersupesuperminoranza. Come mestiere faccio l’operaio di fabbrica, ed ho la passione per lo studio come fonte di liberazione. Sento sempre gli altri colleghi parlare o di scommesse, o di gratta e vinci, o di fare sei al superenalotto, o di pallone. Dopodich√© potremo anche parlare di Togliatti e di Berlinguer, di Lenin e Stalin, ma invece di andare sempre su queste grandi figure del passato ed essere autoreferenziali (cio√® che sappiamo di avere ragione, ma rimane sempre tra di noi), i comunisti si devono impegnare, naturalmente sempre secondo me, per la lotta contro l’abolizione di tutti i giochi, dal superenalotto ( che √® una cosa vergognosa perch√© produce vincite abissali, e quindi disuguaglianze abissali), agli altri tipo le lotterie, i gratta e vinci…Lascerei solo le scommessucce, perch√© quelle rappresentano vincite popolari. Solo agendo su questi campi, che altro non sono se non le ideologie moderne, paragonabili alle molto pi√Ļ nobili Religione e Morale di cui diceva Marx nel 1848, si potranno ricostruire le basi per una coscienza di classe. Altrimenti √® tutto inutile. Avremo sempre gente che stenta con il capitalismo industriale, ma che vuole dare una svolta alla propria vita con un’altra forma di capitalismo, quella della vincita al gioco. Grazie.

    • Caro Giulio, purtroppo la tua analisi per quanto possa apparire superficiale √® in realt√† assai centrata. Oggi la gente √® come tu la descrivi, indotta a questo anche dalla crisi che i capitalisti alimentano e di cui si nutrono per sfruttarci meglio. I primi anni di Rifondazione, potevo ogni tanto spendere 100.000 lire per il Partito. Oggi non ci riesco pi√Ļ. Allora i pensionati mi corrrevano dietro con 50.000 lire per la tessera. Oggi una tessera da 20 euro, a qualcuno gliela pago io.Non √® la gente che √® cambiata. Sono le condizioni materiali che costringono a cambiare. Anche su questo Marx aveva ragione. Anch’io aspiro aquel mondo che descrivi, ma oggi solo i comici milionari possono creare e sostenere un partito. Io potrei fare altrettanto se vincessi il fatidico 6. Ti immagini l’effetto di aprire 100 sezioni del partito in tutti i comuni del ferrarese? Senza dover pagare alcun affitto? O stampare migliaia di volantini? O acquistare spazi settimanali su tutte le TV locali e nazionali??? Sono certo che farei quel sacco di nuove tessere che oggi √® tanto difficile fare.

    • E’vero compagno Tiradritti ,IO 47 ANNI,SE NON CAMBIAMO ROTTA E’ PEGGIO. Non abbiamo neanche la forza di reagire; solo insulti. Come e’ successo in un caso, sono andato al sito pcl e com. sinistra popolare , con un” battibbecco ”tra stalinisti e troskisti., Non voglio offendere nessuno si fa a gara chi e’ ”PIU’ PURO”, ecco perche’ le destre se ne approfittano ,continua a spararci come se fosse la guerra civile spagnola senon peggio. OGGI 21/6/2014 LEGGENDO IL MANIFESTO LA SEL SI E’ SPACCATA. NOI COMUNISTI DOBBIAMO APPROFITTARE SUBITO come ho scritto sopra.,RITENGO PIU’ DISPENSABILE A COSTRUIRE IL —–PARTITO COMUNISTA D’ITALIA DL XXI SECOLO—-UN PROGETTO AMBIZIOSO MA ARDUO . Non dobbiamo avere paura dello sbarramento del 4% o 5% (anche se antidemocratico );noi tutti i comunisti non dobbiamo avere paura. NONci hanno fermato il fascismo con le leggi del 19 26 ,ora DOBBIAMO AVERE PAURA DELLO SBARRAMENTO? DELLA SPINELLI ? DI VENDOLA? MIGLIORE? COME POSSIAMO OTTENERLI I VOTI I RISULTATI? Senza allearci con il pd sel ecc.ecc. StANNO DISTRUGGENDO il SENATO ,LA REPUBBLICA LE ISTITUZIONI,IL MONDO DEL LAVORO,INTERVENTI MILITARI-LIBIA– L.ART.18 , E VIA DICENDO…..NON CE’ NEANCHE I CONTROLLI SUL LAVORO ,PER FARE LE DOMANDE DI LAVORO TRAMITE INTERNET DIVI MANDARE ALMENO TRE ISCRIZIONI AI PRIVATI. E CI DOMANDIAMO ANCORA DI FARE ALLEANZE E PRIMARIE? MO’ BASTA!!! ALCUNI CHE CONOSCO HANNO VOTATO SEL E INIZIANO A TRASLOCAR E DOVE? E’ LI CHE DOBBIAMO MUOVERCI PER OTTENERE VOTI E ISCRITTI A QUEI 3.000.000 DEL NON VOTO E MOV.5STELLE UNA PARTE DI SELLINA DI SINISTRA ANTICAPITALISTA E COMUNISTA CHE SI E’ ASTENUTA NON OBBLIGARCI PER ALLEARCI PER UNA POLTRONCINA. MATTEI RINALDO

  • Rilancio del Pdci, con esiti positivi? Difficilissimo in mancanza di intellettuali di rango fra le file del Partito. Il Pci era grande solo perch√© avevano UOMINI POLITICI di RANGO, INTELLETTUALI alla Professr Luc√¨ano Canfora. Tanto per capirci

  • Mi rivolgo a tutti i compagni militanti che credono ancora oggi che √® possibile costruire/ricostruire il partito comunista come molti di noi l’hanno conosciuto, amato, criticato e difeso. Sapevamo tutti che era e rimane un’impresa difficile, un cammino disseminato di enormi difficolt√†, ma non impossibile. Siamo in piena emergenza democratica. Il grande inciucio Renzi-Berlusconi altro non √® che il progetto “criminale” della P2 che si materializza, con un attacco alle istituzioni democratiche /parlamentari/costituzionali senza precedenti. Questi due individui hanno gi√† stretto un patto segreto per un BI-PARTITISMO e per il presidenzialismo PLEBISCITARIO tanto caro al pregiudicato. Siamo alla fase finale. Pu√≤ un comunista rimanere impassibile e accettare tutto ci√≤? Basterebbe solo questo perch√® NOI TUTTI la smettessimo di polemizzare fr√† di noi “sul nulla” invece di lavorare, lavorare e lavorare per la costruzione/ricostruzione del partito comunista d’Italia. Metter su un partito di dirigenti non serve a nulla. Un dirigente dev’essere il primo militante. Vorrei chiedere a molti, troppi pseudo dirigenti quanti nuovi tesserati hanno reclutato nelle loro federazioni, quante iniziative hanno organizzato nei territori per dare visibilt√† al partito. Da militante/dirigente ho capito, gi√† da tanto, che sono in troppi quelli che “parlano e criticano” e pochi quelli che invece LAVORANO.

  • riunite tutti i segretari dei vari partiti comunisti presenti fate un passo indietro dimettetevi e l’asciate che la base discute dell’unit√† di tutta la sx

  • Scusate se mi permetto, ma non sarebbe l’ora di riunificarsi con rifondazione? Dopotutto la scissione √® stata voluta dai dirigenti di allora per continuare ad appoggiare il governo di csx dopo l’uscita di Bertinotti. Credo che i punti in comune con i compagni di rifondazione siano la maggioranza e che sarebbe davvero un gesto da signori e da comunisti autentici decidere di rientrare. Sarebbe un gesto di superiorit√† morale unico. I compagni in tutta italia ci ringrazierebbero ed inoltre la cosa potrebbe avere un buon impatto mediatico. Fare il primo passo sarebbe questione di umilt√† e superiorit√† morale. Grazie. Viva i comunisti uniti.

  • La verit√†, cari compagni, √® che √®’ stato distrutto un partito e non si ha il coraggio di ammetterlo!!
    Sono anni che sento parlare di unità dei comunisti, io ci credevo come tutti i compagni con cui parlavo!!!
    Ma la verità e che La dirigenza nazionale non ha mai sostenuto fino in fondo questa strada ( quando i posti sono pochi perché dividerli)!!!
    Comunque bisogna dire che la dirigenza nazionale e sempre stata molto abile a trovare il modo (anche se non molto comunista) di sopravvivere!!!
    caso emblematico quello del comune di terni dove Giuseppe Mascio , segretario regionale dell Pdci umbro nonch√© membro della segreteria nazionale , si √® candidato alle amministrative non con il simbolo del pdci, ma con quello di una lista civica, da lui ben costruita, piena di massoni e comunque di persone a dir. poco lontane dall’ideologia comunista!!!
    Che dire ,…se √® questo un partito comunista Sono contenta di aver fatto la mia scelta tempi non sospetti!!!
    Queste cose, come tante altre, sono sconosciute ai militanti e questi mi dispiace….perch√© sono certa
    Che se tutto venisse a galla il pdci avrebbe le ore contate!!!
    Compagni informatevi fate domande e pretendere delle risposte!!
    Per evitare insulti come nei commenti precedenti il mio nome e Grassi
    luna !!!

  • Per ricostriore il pdci bisogna ripartire dalle fondamenta e cioe’ iniziare dal basso dai piccoli paesi portando aiuto e non lasciarli allo sbando sopratutto in un periodo come questo dove gli quali sono dappertutto c’e’ bisogno che le alte sfere abbiano l’umilta’ di scendere dalle loro poltroncine e vedere cosa si puo’ fare per lavorare sopratutto in quei paesi dove ci potrebbe essere un buon bacino di persone disposte a collaborare e a lavorare. Casa per casa, strada per strada come diceva il grande enrico berlinguer!!!!

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