Perché non si parla più delle morti sul lavoro?

 

di Stefano Barbieri - responsabile nazionale Lavoro PdCI


Negli ultimi anni le morti sul lavoro erano il tema principale dei vari mezzi di informazione. I media ne parlavano con grande frequenza e queste cattive notizie occupavano pagine di quotidiani e servizi nei vari telegiornali. Con l’avanzare della crisi economica e quindi la conseguente diffusione della disoccupazione, l’argomento è stato posto in secondo piano. Come se tutto fosse stato risolto, ma in realtà non è proprio così e se i dati sono migliorati rispetto a quel momento nero,  le motivazioni sono dovute, in buona parte, alla diminuzione di occupazione che ha causato come logica conseguenza il ridimensionamento di morti sul posto di lavoro. Sono state quasi nulle, infatti, le precauzioni assunte per risolvere un dramma del genere.

Secondo i numeri emessi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre, sulla base di dati forniti dall’Inail, nei primi quattro mesi del 2014 i caduti sono stati esattamente 198. Il settore più colpito è quello manifatturiero con il 12,2%, poi c’è il settore delle costruzioni con il 10,7%, con il 9,2% c’è il settore dei trasporti e magazzinaggi e con il 7,1% il commercio all’ingrosso e al dettaglio. Le regioni più colpite dai decessi sul lavoro sono Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Però se si considera il rapporto tra i decessi e la popolazione, ci si rende conto come i risultati peggiori arrivano dalla piccola Basilicata seguita a ruota da Marche, Puglia e Sicilia. L’ultimo caso è quello di Aprilia. Nel comune in provincia di Latina sono morti ieri due operai nell’impianto di compostaggio Kyklos di proprietà di Acea. Le cause della morte non sono ancora certe, ma dalle ricostruzioni sembra che i due lavoratori abbiano accusato un malore dovuto a delle esalazioni, dovute allo sversamento di un liquido tossico. Il caso di Aprilia va ad aggiungersi a una lunga lista che fa dell’Italia uno dei Paesi con mortalità più elevata sul posto di lavoro. Una strage silenziosa che mette in luce l’assenza di tutele per i lavoratori e la mancanza di investimenti da parte delle aziende (tutte nessuna esclusa) in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro.

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