El Salvador volta pagina

Mentre non era ancora entrato ufficialmente in carica come presidente della Repubblica, l’ex guerrigliero Sanchez Cerén, del Fronte Farabundo Marti di Liberazione Nazionale, ha avviato i primi passi perché il suo paese, El Salvador, faccia il suo ingresso nell’alleanza caraibica per la vendita del petrolio con dilazioni di pagamento promossa da Cuba e dal Venezuela, Petrocaribe, (che già sta cooperando con le municipalità dirette dal FMLN). Il presidente spera di ottenere da questa operazione un risparmio di 640 milioni di dollari all’anno che verrebbero indirizzati al finanziamento di programmi sociali nel paese. Egli aveva anche annunciato durante la campagna elettorale la sua intenzione di aderire all’Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA).
Il Salvador come l’Honduras e il Guatemala è afflitto dalla povertà, dalla violenza (malgrado gli impegni ad aiutarlo degli Stati Uniti e rappresenta un regno per i narcotrafficanti (molti dei suoi cittadini, come dei suoi due vicini, fuggono a cercare rifugio nel Nicaragua sandinista. E’ il quarto paese al mondo per numero di omicidi ogni 100.000 abitanti (41), dopo l’Honduras, il Venezuela e il Belize (contro solamente i 12 nel Nicaragua e i 5 a Cuba). Ma delle misure positive sono state adottate dalla coalizione di sinistra: come la riforma costituzionale che riconosce l’esistenza delle nazioni indigene, un progetto di riforma fiscale (a cui il padronato replica chiedendo la creazione di zone franche), la continuazione del programma Ciudad mujer a favore delle donne, l’ampliamento delle politiche a favore della terza età.
Da atlasalternatif.over-blog.com (Traduzione di Marx21.it)

 

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