Renzi e la paura dei lavoratori

renzi bresciaC’è nulla più brutalmente di destra che chiudersi in una fabbrica svuotata di operai – comandati a prendersi un giorno di ferie – ospitato dal padrone di quella fabbrica assieme al capo di Confindustria e ad altri padroni frequentatori della Leopolda? A Renzi non è venuto in mente che accettare quell’invito era un’offesa verso gli operai? Che pensare sia normale tenerli fuori dal luogo dove ogni giorno vanno a lavorare è sintomo di un demenziale delirio di onnipotenza?
La fila di auto blu è entrata in mattinata nella fabbrica vuota mentre la polizia caricava i sindacati di base, gli studenti e i giovani dei centri sociali. All’interno i padroni bresciani – e Renzi con loro – tuonavano contro i sindacati, responsabili di arrestare il rilancio dell’Italia. Renzi concordava così appassionatamente da dire che i sindacati sfruttano il dolore dei disoccupati solo per attaccare il governo.
In realtà da quando i sindacati hanno finalmente assunto il dolore dei lavoratori il clima in Italia è cambiato. Te ne accorgi perché le parole e gli atteggiamenti stanno ritrovando la loro autentica interpretazione. Renzi che va in quella fabbrica non è il salvatore della patria, ma solo uno che preferisce incontrare le imprese perché è politicamente schierato con loro. Il jobs act non è una straordinaria opportunità, ma una porcheria antioperaia, fatta pure male, che toglie salario e diritti e restituisce ai padroni la potestà di sorvegliare a distanza chi lavora. Che Renzi sembra la parodia di Berlusconi, con la differenza che almeno il Berlusca se la prendeva con quelli più lontani da lui, i comunisti, mentre Renzi se la prende con i piddini che flebilmente lo contestano e con i lavoratori, quelli che per la sinistra rappresentano, anche nei momenti di più acuta difficoltà e contestazione, il suo popolo. Il blocco sociale di riferimento.
La giornata di Renzi a Brescia non è finita con l’osannato comizio riservatogli dai rappresentanti delle imprese. A un certo punto ha fatto sapere ai sindacati che li avrebbe incontrati. Hanno aspettato quasi due ore, poi hanno capito che Renzi, protetto dalla sua auto blu, se ne era andato. In silenzio, vigliaccamente, senza avvertire nessuno.
Il clima è cambiato e Renzi sta perdendo.

Manuela Palermi

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