Il PCdI aderisce al presidio “per il Presidente che vogliamo”

quirinale

Il Partito Comunista d’Italia aderisce al “Presidio per il Presidente che vogliamo” che avrà luogo domani a Firenze dinanzi alla Prefettura. Il reiterato attacco portato in questi anni alla lettera ed alla sostanza della Carta Costituzionale, sommatosi al degrado della politica ed alla più grave crisi sociale ed economica che abbia mai investito il nostro Paese dal secondo dopoguerra ad oggi, impongono uno scatto d’intenti ed una riflessione alta sul passaggio politico ed istituzionale rappresentato dall’elezione del nuovo Presidente. Un Presidente della Repubblica che i padri costituenti hanno voluto non mero orpello ma organo costituzionale, tracciandone con chiarezza tutele, ruolo democratico e funzioni. Abbiamo davvero necessità che egli rappresenti insieme l’unità del Paese, le radici antifasciste della nostra democrazia il cui richiamo vorremmo fosse forte ed esplicito (ovvero un discrimine ed un nucleo valoriale attuale a fronte di gravi fattori decompositivi la vita sociale e relazionale, nuovi razzismi e rigurgiti antidemocratici), una coerente difesa del carattere parlamentare della nostra Democrazia. Un Presidente che giurando fedeltà alla Carta fondamentale di cui si suppone primo interprete e garante, colga il limite ed i confini che questa impone in primis al proprio ruolo.

Insomma un Presidente che proprio in nome e nel rispetto della Costituzione, abbia la forza di resistere alla strisciante deriva presidenzialista verso cui ci pare spingano da tempo forze potenti e trasversali del mondo politico presenti nel panorama  nazionale. Noi Comunisti, contro un’ ipotesi siffatta che riteniamo grave e pericolosa, ci siamo battuti e ci batteremo con tutte le nostre energie. Così come sono stati nostra cura ed impegno, sbarrare in ogni sede la strada al diffuso e pericoloso lavorio di depotenziamento del carattere popolare della Repubblica, dello spirito progressivo della Costituzione che rinvia in ogni momento alla necessità di una forte partecipazione alla vita pubblica dei lavoratori, dei cittadini, delle donne.

Un Presidente, quindi popolare e democratico nell’accezione più densa, perché capace di intercettare e dare voce ad una spinta di reale pulizia e cambiamento presente nella parte migliore del Paese. Quando come in queste ore si parla del nuovo Presidente della Repubblica, tutto riducendo al “chi” -ovvero derubricando un delicato passaggio democratico a semplice fatto di cronaca- noi riteniamo che parte di quel lavorio di snaturamento ed indebolimento della Costituzione sia già in atto. Anche per questo non ci siamo accodati e non ci accoderemo. Il Paese attende ben altri segnali!

 

La Segreteria Regionale Toscana del Partito Comunista d’Italia