Expo, Diana Bracco si deve dimettere

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Nei giorni scorsi è emerso che Diana Bracco , presidente di Expo, avrebbe evaso il fisco per circa 1 milione di euro, e non è neppure la prima volta che ha problemi con il fisco.
Come più o meno tutti i “grandi” imprenditori italiani anche la Bracco viene colta con le mani nel sacco di una evasione fiscale.
Confindustria è sempre pronta a chiedere soldi Pubblici per le aziende, a pretendere più lavoro e meno stipendi per i propri dipendenti, a chiedere tagli alle pensioni ed allo stato sociale, le motivazioni sono sempre le stesse : il debito pubblico ed i soldi “che non ci sono”.
Ma il debito è così alto ed i soldi non ci sono perché ogni anno i ricchi come la Bracco evadono tra i 160 e i 200 miliardi di euro di tasse.
Se queste tasse fossero state pagate l’Italia avrebbe oggi un debito pubblico tra i più bassi in Europa, non ci sarebbero problemi né per le pensioni , né per la sanità e neppure per investire per dare lavoro ai giovani.
E’ una beffa che Expo, che ha come tema nutrire il pianeta, abbia un presidente che per ristrutturare le sue ville e per i suoi yacht evade il fisco e fa mancare le risorse a chi ne ha più bisogno.
Se Diana Bracco avesse un minimo di dignità si sarebbe già dimessa, se fossimo in un paese civile i media, le forze politiche, le amministrazioni comunale e regionale, le avrebbero già chiesto le dimissioni.
Ma in Italia i ricchi che evadono non vanno in galera, come invece avviene in altri paesi, anzi sono considerati dei “furbi” e magari anche premiati con incarichi di prestigio.
 
Vladimiro Merlin, Segretario Partito Comunista d’Italia – Lombardia