Mafia Capitale, il 5 novembre un giorno molto particolare

Mafia Roma, la lupa capitolina vista attraverso le luci di un mezzo dei Carabinieri

Il prossimo 5 novembre potrebbe sembrare un giovedì autunnale come tanti altri.

Invece è un giorno davvero speciale, anche se sono in molti quelli che vorrebbero rimuoverne ogni traccia. Un giorno importante sul serio dicevo, perchè in quel primo giovedì del mese di novembre si aprirà nell’aula bunker di Rebibbia a Roma il maxi-processo per “Mafia Capitale”. Alla sbarra sfileranno malavitosi della peggiore risma, faccendieri e capitani d’impresa, alti burocrati dell’amministrazione comunale Capitolina, ex estremisti neri ma soprattutto politici.

Politici importanti, di quelli che a Roma decidevano molte cose e organizzavano migliaia di voti, tutti provenienti dai partiti che “contano” e che hanno governato negli ultimi anni il Campidoglio.
Questa volta insieme ai soliti nomi del centro destra, coinvolti anche alcuni esponenti di rilievo del PD romano. Tutti i componenti di questa simpatica comitiva sono accusati di aver avviato e in parte realizzato il nuovo “sacco di Roma”, come dei novelli lanzichenecchi.

Per ora si parla di imputati sottoposti a processo e quindi ancora di “presunti innocenti”, anche se le accuse a loro carico sono pesanti e corredate da prove spesso schiaccianti. Fin qui sembrerebbe una normale storia di corruzione all’italiana, con comuni delinquenti insieme a “colletti bianchi” in combutta. Voi direte che non è la prima volta che capita qualcosa di simile e che non sarà nemmeno l’ultima. Il processo accerterà, ove esistano, le responsabilità dei singoli imputati.

Tutto giusto. Però non esistono solo responsabilità penali nella vicenda. I politici hanno responsabilità nei confronti dei cittadini romani di altro genere. Poi come non parlare dei partiti a cui gli imputati appartengono? Questi ultimi hanno una responsabilità politica precisa sull’operato dei propri esponenti. Più sono gravi i fatti di rilevanza penale contestati ai loro iscritti tanto più è seria la responsabilità politica dei partiti di riferimento.

A Roma in questi giorni si parla di tutto, ma sono sporadici gli accenni a questo processo.
Stampa e media, soprattutto quelli romani, sembrano ignorare la vicenda. Ovviamente esistono le eccezioni che confermano la regola. Tuttavia il maxi-processo è marginalizzato dall’informazione che quasi non ne parla. Unico argomento trattato con sufficiente ampiezza di spazi sui giornali è quello legato alle notizie su Buzzi e Carminati. Loro parlano un gustoso dialetto e le intercettazioni fanno “audience”. Il romanesco di alcuni dialoghi ricorda alcuni film con Tomas Milian nei panni del “commissario Giraldi”.

Invece è scomparso quasi completamente ogni accenno sulla stampa romana e nazionale che “conta” ai nomi eccellenti. Eppure nella rete questa volta sono finiti pesci abbastanza grossi. Per fortuna c’è chi come noi (e siamo un bel po’) continua a voler vedere la realtà dei fatti per come è e non per come ci viene presentata. Così, molto a naso, la sensazione è che della vicenda sia emersa solo la punta dell’iceberg.

Noi però siamo molto curiosi e questa montagna, non di ghiaccio ma di rifiuti, la vogliamo esplorare tutta.

Roberto Vallocchia, segretario PCdI Roma