Un lavoro unitario contro la guerra

no-guerra

 

di Fausto Sorini

Ripropongo questa lettera aperta all’attenzione di tutti i soggetti interessati alle iniziative contro la guerra e la Nato del 16 gennaio. Trovo normale che ad una manifestazione contro la Nato, che mi auguro unitaria nello svolgimento e quindi anche nella preparazione e convocazione, concorrano forze e soggetti che hanno opinioni diverse su alcuni aspetti del quadro internazionale (come ad esempio il ruolo dei BRICS, che a me pare inequivocabilmente a favore della pace, anche quando combatte Daesh con le armi in pugno e senza doppiezze). Se si vuole perseguire un approccio unitario, tali differenze di opinione non debbono essere introdotte in una piattaforma comune, pena l’impossibilità della medesima. Si può anche manifestare contro la guerra e la Nato insieme a forze che pensano che nelle vicende di Siria o Ucraina vi siano responsabilità equidistanti “tra le maggiori potenze”.. O che “l’imperialismo europeo” sia più pericoloso di quello americano.. Ma non possiamo aderire – questa è la posizione del mio partito e dell’Associazione per la ricostruzione del partito comunista – a iniziative in cui posizioni di tale natura facciano capolino nella piattaforma di convocazione: che in tale eventualità non sarebbe unitaria, ma sottilmente divisionista ed escludente.

Faccio un esempio: affermazioni come: “la guerra … viene generata dallo scontro sulle fonti energetiche, dai conflitti di potenza”, in un appello che non contiene alcun tipo di attacco diretto alla politica di guerra del governo USA (che guidano la Nato), significa porre la questione in termini che consideriamo assolutamente equivoci. E così pure la rivendicazione per “l’autodeterminazione per il popolo curdo”: affermazione che rischia di alimentare equivoci se non si precisa che essa va perseguita nell’ambito di soluzioni federali e nell’ambito degli attuali confini degli Stati coinvolti (Iran Iraq, Siria, Turchia). Mettendo in discussione i quali si alimentano nuovi conflitti devastanti in una regione già di per sé esplosiva. E poi mi chiedo: perché introdurre un tema così particolare e controverso come la questione curda, che divide le stesse forze antimperialiste, nella piattaforma che dovrebbe convocare una manifestazione unitaria contro la Nato? Aggiungo: come si combatte Daesh? Solo perseguendo soluzioni politico-diplomatiche o anche con un intervento militare di “polizia internazionale” che, per essere legittimo e conforme al diritto internazionale, può essere solo a guida ONU, come chiedono i BRICS? e che non si realizza solo per la contrarietà di Usa e Nato che invece, essi si’, sono presenti nella regione per finalità imperialistiche.

LA LETTERA APERTA