Il lavoro: una situazione drammatica

lavoro

di Giorgio Langella

Solo qualche settimana fa il governo e la maggior parte degli organi di informazione ci facevano sapere degli straordinari risultati delle “riforme” sul lavoro di Poletti e Renzi. Disoccupazione in calo, occupazione in crescita, grandi opportunità di lavoro. Un successo. I pochi che osavano porre alcuni interrogativi e, magari, interpretare con maggiore attenzione i dati divulgati dall’ISTAT (non così positivi come voleva la propaganda di regime) venivano definiti “gufi”, menagrami anti-italiani. Tutto andava bene, anzi, meglio.

Ed ecco che i dati diffusi dall’ISTAT e relativi a febbraio sono tutt’altro che positivi. Ci dicono che sono causa della diminuzione degli incentivi regalati alle imprese e che, cercando bene, qualche dato risulta positivo (il tasso della disoccupazione giovanile che è leggermente calato dello 0,2% ma che rimane sempre il più alto tra i paesi europei: 39,1%).

A febbraio 2016 (stima ISTAT) la forza lavoro è pari a 25.435.824 unità e registra un calo rispetto a gennaio 2016 di 89.296 unità. Gli occupati sono pari a 22.455.957 (-96.785 rispetto a gennaio) e i disoccupati sono stimati in 2.979.867 (+7.489 rispetto a gennaio). Il tasso di disoccupazione è pari a un 11,7% (con una crescita mensile dello 0,1%). I lavoratori dipendenti sono 17.054.703 con un calo di 113.901 unità rispetto a gennaio. I lavoratori occupati con contratto “permanente” sono 14.763.831 (-91.548 rispetto a gennaio), quelli con contratto “a termine” sono 2.290.872 (-22.353 rispetto a gennaio). Gli “inattivi” sono 14.001.723 (+57.895 rispetto a gennaio). I giovani con età compresa tra i 15 e i 24 anni in cerca di occupazione sono, a febbraio 2016, 594.560 (+3.860 rispetto a gennaio, nonostante l’unico dato positivo del calo percentuale).

Sul fronte della sicurezza, al 31 marzo 2016, i lavoratori morti sui luoghi di lavoro sono 135 (+9,8% rispetto a fine marzo 2015 quando erano 120). La stima (per difetto) dei morti sul lavoro totali comprensivi di quelli sulle strade o in itinere raggiunge la spaventosa cifra di 280.

Quelle riportate sono cifre che smentiscono l’ottimismo del governo e che dimostrano come il famigerato “jobs act” del governo in carica non serva a produrre lavoro. La crescita tanto reclamizzata da Renzi e Poletti è qualcosa di assolutamente inesistente e, quando si è verificata, dovuta unicamente alle regalie fatte da un governo incapace a un’imprenditoria altrettanto incapace di raggiungere risultati che non siano il proprio profitto e l’abbattimento dei costi.