L’Unità: gravi, faziose e censorie le accuse all’ANPI e al suo Presidente Smuraglia

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di Alessandro Fontanesi, segretario PCdI Reggio Emilia

Non paghi di aver ridotto il giornale di Antonio Gramsci a carta straccia, ora dalle pagine de l’Unità del 1° aprile, a firma di Fabrizio Rondolino, gli pseudo “democratici” si permettono di attaccare l’Anpi e il suo presidente partigiano Smuraglia perché non è e non sono d’accordo con le improvvide modifiche alla Costituzione, combinate ad una legge elettorale ancor peggiore della legge Acerbo di Mussolini. Il tentativo di zittire l’Anpi ed il suo presidente partigiano è un fatto grave, molto grave, specie se diretto dalle pagine del giornale fondato da Antonio Gramsci e che in tutta la sua storia, specie nell’ultima molto travagliata, mai si era visto. Delegittimare l’Anpi e il suo presidente partigiano con dichiarazioni del tipo “Insomma, ad un esame non vogliamo dire di diritto costituzionale, ma di educazione civica alla scuola media, Smuraglia sarebbe sonoramente bocciato. Ma questo è un problema suo. Gli chiediamo però, sommessamente, di non trascinare con sé la memoria e i valori della Resistenza“, evidenziano in pieno la natura squadrista di questo governo e di un partito a cui di democratico è rimasto forse nemmeno il nome. Un governo e un partito, il Pd, che dimostrano ogni giorno che passa di essere allergici ad ogni sorta di dissenso (col coraggio di farsi ancora meraviglia di Berlusconi), persino se il dissenso viene ed a ragione dalla storia della Resistenza del nostro Paese quale è oggi l’Anpi.  Dichiarazioni faziose, censorie e fuorvianti, perché la posizione assunta dall’Anpi sulla Costituzione  è sempre stata molto chiara, anche quando faceva comodo per dare addosso ai governi di destra e lo è ancora oggi in particolare sulle riforme peggiorative della natura democratica della Costituzione che da qualche tempo sono mal sopportate, specie da chi crede che l’Anpi debba essere una sorta di “stampella” del governo e del partito di Renzi. Ma una cosa è il confronto delle idee anche se diverse e soprattutto il rispetto di quelle altrui anche se non piacciono, ma con un limite invalicabile che non può cadere, o scadere come in questo caso, nelle offese di un giornalista evidentemente legittimato a farlo, verso un uomo come Smuraglia di specchiata moralità, un partigiano che parla a ragion veduta, perché quella Costituzione che ora si vuole snaturare al punto di demolirla, è il frutto della stagione della Resistenza di cui Smuraglia è stato protagonista e di cui oggi l’Anpi è legittima erede. Ed il tentativo denigratorio è ancor più grave perché diretto, di fatto, anche nei confronti della Resistenza stessa e che il giornalista Rondolino non solo dimostra di non conoscere, addirittura con l’aggravante tentativo di darne lezione ai suoi interpreti.
Al presidente partigiano Smuraglia e all’Anpi va tutta la solidarietà dei comunisti reggiani e la mia personale, per questo volgare ed ignobile attacco, volto a delegittimare ancora una volta la Resistenza, i partigiani e la Costituzione.