In difesa della Costituzione

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di PCdI e FGCI Veneto

Le parole di Renzi sulla “riforma” costituzionale che sta per essere approvata definitivamente dal Parlamento, siano esse sotto forma di “messaggino” digitale (“Giornata storica oggi per le riforme costituzionali. Ma prima a Verona: aziende, JobsAct, Vinitaly 2016. Grinta e coraggio, l’Italia riparte”) o in forma di discorso alla Camera (“Per la prima volta la classe politica mostra il meglio di se stessa. Riforma se stessa e non altrettanto hanno fatto altre parti della classe dirigente di questo Paese. Perciò la politica dà una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente di questo Paese”; “Quello che sta avvenendo è un passaggio al quale non tutti credevano e in molti casi anche noi pensavamo di non vedere più”) sono un insulto a chi la Costituzione, quella vera del 1948, l’ha scritta e conquistata.

Ci riferiamo a chi era stato eletto nell’Assemblea Costituente, persone di altissimo profilo politico e morale. Ci riferiamo anche a chi, quella Costituzione che oggi viene umiliata e calpestata da quella “fauna” di mediocri politicanti e affaristi che occupa l’attuale parlamento (personaggi nominati con una legge dichiarata incostituzionale), l’ha conquistata combattendo il nazifascismo nelle nostre montagne, nelle campagne, nelle città. A chi ha difeso con le armi le fabbriche che i nazifascisti in rotta volevano distruggere. Sono loro, i partigiani, i veri costruttori della nostra democrazia e della Costituzione che Renzi e i suoi complici vogliono cancellare. Lo fanno imponendo il loro volere (e quello dei loro padroni) con arroganza, a colpi di fiducia, impedendo il dibattito, denigrando chi dissente in perfetto stile fascista. Si sentono forti mentre vogliono sostituire le firme di De Nicola, De Gasperi e Terracini con quelle di personaggi inqualificabili come Renzi, Boschi, Verdini.

Quando Renzi scrive che oggi è una “giornata storica” e afferma che “per la prima volta la classe politica mostra il meglio di se stessa” mente sapendo di mentire. Perché stiamo vivendo uno dei periodi più oscuri della storia della nostra Repubblica nata dalla Resistenza e perché quella che lui chiama “classe politica” non nient’altro che un insieme di mediocri servitori che sanno solo obbedire a chi garantisce loro una poltrona.

Quando in autunno saremo chiamati a esprimerci nel referendum per confermare questa ignobile riforma costituzionale votiamo NO. Invece di cancellare la Costituzione cancelliamo Renzi, i suoi complici, i suoi mandanti.