Buon Primo Maggio a chi vive del proprio lavoro

maggio

di Giorgio Langella

Oggi dovrebbe essere un giorno di festa ma le nuvole si addensano metaforicamente e non solo.
Ci dicono che gli occupati aumentano. Decine di migliaia (90.000) solo nel mese di marzo. I dati ISTAT lo confermano ma se facciamo riferimento ai due mesi precedenti notiamo come questo “straordinario” aumento che, secondo la propaganda di regime, dimostrerebbe il “successo” del jobs act diventi null’altro che una stabilizzazione di una situazione drammatica. Infatti se a marzo gli occupati sono stimati in 22.577.883 unit√†, a gennaio erano 22.575.292 e gli inattivi sono stimati a marzo in 13.951.037 unit√†, erano a gennaio 13.930.730. Non solo, i lavoratori occupati permanenti sono stimati a marzo in 14.801.200 unit√† e i lavoratori a termine in 2.342.221 unit√† mentre a gennaio erano rispettivamente 14.853.557 e 2.323.380; dati che, evidentemente, contraddicono gli strepitosi “effetti del jobs act” che Renzi e soci millantano sbandierando i dati ISTAT di marzo diffusi (guarda caso) alla vigilia del Primo Maggio.


Ma non √® finita, solo qualche giorno fa EUROSTAT diffondeva i dati, relativi al 2015, sull’occupazione nei paesi europei. Ebbene, l’Italia delle “straordinarie” riforme renziane si colloca agli ultimi posti, con un tasso di occupazione (popolazione di et√† compresa tra i 20 e i 64 anni) del 60,5% (la media europea √® del 70,1%).


E, se si guardano altri dati (ma basterebbe frequentare i luoghi di lavoro, le fabbriche e gli uffici), si può vedere come la produzione sia stagnante e spess in calo. Del resto, in assenza di qualsiasi politica per lo sviluppo, questa situazione, che non si può che definire disastrosa, è nella logica delle cose. Forse i mediocri personaggi che governano il paese essendo abituati a non lavorare (lo hanno mai fatto in vita loro?) credono che facendo propaganda si possano risolvere le cose?


Intanto al 30 aprile 2016 i morti per infortunio nei luoghi di lavoro sono 191 e diventano oltre 400 considerando le morti sulle strade e in itinere e tutti i lavoratori, anche quelli non assicurati da INAIL.


Ma, secondo il governo va tutto bene, anzi “meglio”.


Un’ultima cosa. In Francia il governo di quel paese ha proposto una “riforma” del lavoro molto simile al “jobs act” renziano. Ebbene, c’√® stata la rivolta dei lavoratori e degli studenti. Enormi manifestazioni e scioperi. Una lotta che sta facendo recedere il governo dalle sue intenzioni di colpire i diritti dei lavoratori. In Italia stravolgono la Costituzione, cancellano i diritti conquistati in decenni di lotte, ma tutto passa senza problemi. Viviamo in un paese rassegnato, abituato a subire, avvolto da un torpore mortale.


Manca una forza politica che possa e sappia contrastare lo scempio che sta avvenendo nel nostro paese. Un’organizzazione che riesca a far crescere la coscienza che chi vive del proprio lavoro appartiene a una stessa comunit√† (a una classe, si sarebbe detto tempo fa) e che pu√≤, unito, conquistare mete oggi impensabili. Manca, in Italia, la forza del Partito Comunista Italiano. Proviamo a ricostruirlo.