La Marlane di nuovo in un’aula di giustizia. Ma ci sarà giustizia ?

tribunale

di Partito Comunista d’Italia –  Vicenza

Nel marzo del 2015, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza di assoluzione per tutti gli imputati nel processo Marlane-Marzotto del 19 dicembre 2014 (avvenuta a ridosso delle sentenze di altri processi per disastri ambientali e morti per condizioni di lavoro assolutamente insufficienti che hanno sempre visto gli imputati assolti per prescrizione o altre motivazioni spesso pretestuose) avevamo scritto, parafrasando una canzone dedicata ai morti di amianto della Breda e appena pubblicata dai Gang (il gruppo dei fratelli Severini che avevano firmato l’appello “verità e giustizia per i morti della Marlane”), “Non finisce qui”.
E, infatti, non è finita!
Il prossimo 16 maggio dovrebbe iniziare il processo di appello che potrebbe rendere finalmente giustizia alle oltre 100 vittime della “fabbrica dei veleni”. Il condizionale è d’obbligo visto come è andato il processo di primo grado e la scandalosa sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.

Chiediamo a tutti i democratici e alla stampa che ancora si ritiene libera di agire perché questo processo non aia avvolto dalla coltre di nebbia e omertà che ha caratterizzato la vicenda della Marlane-Marzotto per tutti questi anni.

È un fatto di normale democrazia e trasparenza, cosa ormai rara nel nostro paese.

Lo dobbiamo ai parenti delle vittime di una delle più gravi (e oscurate) tragedie del lavoro avvenute nel nostro paese. Lo dobbiamo a tutte quelle persone, ai lavoratori della Marlane, ai parenti delle vittime, alle poche organizzazioni politiche e sindacali, alle associazioni ambientaliste che non si sono arrese di fronte all’arroganza e all’indifferenza ma che hanno continuato la lotta perché in Italia non deve essere “normale” morire di lavoro.