Come ringiovanire e sviluppare il socialismo, contributi dalla Cina

epa00833254 A girl peers out from between two national flags of China at a park in Beijing, Tuesday 03 October 2006. China's economy continues to benefit from upper and middle class spending as the country enjoys the ongoing week-long National Day holiday. EPA/MICHAEL REYNOLDS

Il sito nazionale del PCdI pubblica un interessante saggio del prof. Cheng Enfu, del Dipartimento di studi marxisti, Accademia Cinese delle Scienze Sociali, sul rinnovamento del socialismo a livello mondiale e sull’unità del movimento comunista internazionale con un’ introduzione del prof. Domenico Losurdo, il quale è un punto di riferimento prestigioso per il dibattito politico e ideologico del movimento comunista internazionale.

 

Marxismo e internazionalismo alla luce di un viaggio in Cina

di Domenico Losurdo

Dal 20 aprile al 7 maggio sono stato in Cina (Pechino, Shanghai, Wuhan) per un giro di conferenze e di lezioni. I miei lettori conoscono il giudizio da me più volte espresso, e confermato anche nel libro appena pubblicato (Un mondo senza guerre. L’idea di pace dalle promesse del passato alle tragedie del presente, Carocci), relativamente alla Repubblica popolare cinese, non a caso protagonista della più grande rivoluzione anticoloniale della storia e che ora, grazie al suo straordinario sviluppo economico e tecnologico, sempre sotto la direzione del Partito comunista sta mettendo radicalmente in discussione la divisione internazionale del lavoro cara all’imperialismo e  l’egemonia imperialista in quanto tale.

Partendo dal fatto che le Conferenze internazionali alle quali ho partecipato avevano per oggetto Marx, voglio richiamare l’attenzione su una circostanza generalmente trascurata. La Cina sta conoscendo uno straordinario sviluppo anche sul piano culturale e sta diventando il centro degli studi marxologici a livello internazionale: grandi iniziative si preparano sia per il centenario della rivoluzione d’ottobre (2017), sia per il bicentenario della nascita di Marx (2018), si infittiscono le traduzioni in generale e dei testi marxisti e di orientamento marxista in particolare (in questo contesto vanno collocati la traduzione già avvenuta di due miei libri e l’annuncio della traduzione di altri).

Non stupisce allora una circostanza ancora più interessante, in ogni caso per i comunisti. Pechino sta assumendo un ruolo sempre più chiaramente internazionalista: la prima Conferenza internazionale alla quale ho partecipato, e che anzi ho avuto l’onore di aprire, si è svolta il 22 e 23 Aprile presso la Renmin University ed è stata organizzata in particolare da Roland Boer, docente di quella prestigiosa università (fra le più quotate nel mondo) ed esponente di primo piano del Partito Comunista Australiano. Lo conoscevo di nome anche in quanto autore di una lunga e simpatetica rassegna da lui dedicata al mio libro su Stalin (si può ben comprendere che l’incontro di persona sia stato subito amichevole e caloroso). In occasione invece della Conferenza internazionale organizzata il 5 maggio dall’Accademia cinese delle scienze sociali ho incontrato e conosciuto Wadi’h Halabi, membro del gruppo dirigente del Partito Comunista degli USA (e chiaramente di origine palestinese).

E proprio in occasione di tale Conferenza si è verificato l’evento più significativo sul piano internazionalista. Ad aprirla è stato Cheng Enfu, con un impegnativo discorso che traccia un bilancio della storia del movimento comunista internazionale e delinea le prospettive del futuro. È un testo che vale la pena di leggere (ringrazio il compagno Cheng Enfu per avere autorizzato questa pubblicazione). Richiamo l’attenzione su alcuni punti essenziali:

  • Non è certo una novità, ma dà comunque da pensare la forza con cui il partito di governo, il partito comunista, si definisce marxista-leninista e dichiara di voler seguire un orientamento socialista, nell’ambito del quale il settore statale e pubblico dell’economia continuerà a svolgere una funzione essenziale e decisiva.
  • Si comprende allora la condanna senza appello di Gorbacev che, promuovendo di fatto la dissoluzione dell’Unione Sovietica, ha provocato una catastrofe mondiale, la cui gravità risulta tanto più evidente quanto più si accentuano i pericoli di guerra.
  • Nuovo invece, e di grandissimo interesse, è l’accento posto sulla necessità di riannodare le file del movimento comunista internazionale, chiudendo una volta per sempre il capitolo delle polemiche astiose che in passato hanno contrapposto in particolare i partiti comunisti dell’Unione Sovietica e della Repubblica Popolare Cinese (un «nonsenso» devastante di cui, come aveva già riconosciuto Deng Xiaoping, entrambi i partiti sono stati responsabili), e aprendo invece una fase nuova all’insegna del rispetto reciproco tra i partiti impegnati nel dialogo.
  • Altrettanto nuovo e di enorme interesse è l’accenno al fatto che il PCC si appresta a impegnarsi in modo attivo anche su questo terreno: «A partire dalla politica di riforma il PCC ha trattato i partiti comunisti degli altri paesi e i forum internazionali [di orientamento comunista] con un profilo decisamente basso». Sperava forse di attenuare la politica di ostilità e accerchiamento condotta dall’imperialismo statunitense e dai suoi alleati e vassalli. Sennonché: «Stati Uniti, Europa e Giappone hanno per questo messo fine all’assedio militare e alle provocazioni ai confini della Cina o hanno invece intensificato le loro azioni?». Occorre prendere atto che «gli Stati Uniti sono la forza principale che ostacola lo sviluppo e la pace mondiale e che accerchia la Cina». La lotta per la pace, oggi più che mai necessaria, impone di riannodare le file del movimento comunista internazionale e di sviluppare il più possibile il fronte di lotta contro la guerra e i pericoli di guerra.

Cheng Enfu è una personalità importante anche sul piano. È direttore fra l’altro di «International Critical Thought», la rivista cinese in lingua inglese (alla quale io stesso collaboro) che può essere considerata espressione della politica sopra descritta.

Nel proporre il testo di Cheng Enfu all’attenzione dei lettori, da parte mia mi limito a una brevissima considerazione: non è solo in Italia che l’unità dei comunisti è all’ordine del giorno; è una problema di carattere internazionale che esige l’immediato superamento di meschinità provinciali o, peggio, personali.

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Come ringiovanire e sviluppare il socialismo.

Sulle strategie e tattiche per sviluppare il socialismo mondiale

di Cheng Enfu, Dipartimento di studi marxisti, Accademia Cinese delle Scienze Sociali

(clicca qui per scaricare l’articolo in PDF)

Quali mezzi possono essere utilizzati per ringiovanire e sviluppare il socialismo mondiale? Per riassumere con una frase, si può raggiungere tale fine utilizzando il marxismo scientifico e innovativo, sia cinese che straniero. Il futuro del socialismo mondiale dipende in larga misura dal livello e dall’efficienza del lavoro nel quale il proletariato contemporaneo è unito. Questa è dunque una componente importante delle strategie e tattiche per sviluppare il socialismo mondiale.

  1. Intensificare gli sforzi tramite sei approcci che facciano raggiungere l’obiettivo “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”

Con riferimento alla parola d’ordine “Proletari di tutti i paesi, unitevi”, lanciata da Marx nel suo Manifesto del partito comunista, non possiamo semplicemente accettare l’idea di unire solo i lavoratori impiegati nelle imprese private di tutto il mondo; tale parola d’ordine dovrebbe essere interpretata nel senso di unire tutta la classe operaia in tutto il mondo, così come le diverse organizzazioni che la rappresentano. Per fare ciò, si potrebbero utilizzare i seguenti sei approcci o modalità.

In primo luogo, occorre unire i partiti di sinistra della classe operaia di tutto il mondo. Dal 1990, abbiamo assistito al fatto che i partiti comunisti e operai di tutti i paesi del mondo hanno tenuto incontri annuali su base regolare. Tra questi, di tanto in tanto il Partito Comunista Cinese (PCC) ha partecipato in qualità di attento osservatore. Nonostante i partiti socialisti, laburisti e socialdemocratici dei vari paesi non siano sempre del tutto d’accordo tra loro, esiste un’Internazionale socialista attivamente impegnata. Pertanto, potrebbe essere creata una nuova Internazionale comunista tra i partiti comunisti, i partiti operai e i partiti del lavoro di vari paesi. La nuova Internazionale comunista dovrebbe basarsi sulle esperienze di tutte le Internazionali di partiti politici, cambiando alcuni modi di agire inefficienti precedentemente usati dal partito mondiale guidato dall’Unione Sovietica, e dovrebbe funzionare sulla base di nuovi principi organizzativi e nuovi modi di pensare.

Il PCC potrebbe non partecipare come membro ufficiale; ma non dovrebbe, per paura dell’America, deliberatamente tenersi a distanza dai partiti comunisti degli altri paesi, dai loro forum internazionali e dalle loro organizzazioni internazionali. Perché? A partire dalla sua riforma, il PCC si è rapportato ai partiti comunisti degli altri paesi e ai loro forum internazionali con un profilo decisamente basso, mantenendo intanto i rapporti con l’Internazionale socialista. Stati Uniti, Europa e Giappone hanno per questo messo fine all’assedio militare e alle provocazioni ai confini della Cina o hanno invece intensificato le loro azioni? Non hanno forse continuato a ricevere i separatisti cinesi? Non hanno forse ricompensato in ogni modo i calunniatori e i nemici della Cina? L’istituzione del Partito della sinistra europea, così come quella del Gruppo parlamentare della sinistra nel Parlamento europeo, sono stati dei segnali positivi. In futuro, gli sforzi dovrebbero essere tesi a rafforzare ulteriormente a livello mondiale le coalizioni con partiti di sinistra che sono notevolmente diversi dall’Internazionale socialista.

In secondo luogo, occorre unirsi coi sindacati dei lavoratori orientati a sinistra al livello mondiale. Attualmente, ci sono due coalizioni sindacali internazionali nel mondo. Esse sono in realtà dominate da coloro che si appoggiano alla socialdemocrazia, e quindi hanno ruoli limitati. Tuttavia ci sono due modi per cambiare tale situazione. Uno è che i partiti comunisti di tutti i paesi e i veri sindacati di sinistra sostengano attivisti sindacali di grande qualità e gradualmente li aiutino a diventare dirigenti delle due organizzazioni sindacali internazionali, in modo da cambiare la loro politica dall’interno, e favorire una migliore rappresentanza dei diritti e degli interessi della classe operaia e di tutti i lavoratori. Questa è la soluzione migliore. Naturalmente, questo cambiamento potrebbe essere realizzato anche dall’esterno, nel senso che i partiti comunisti di tutti i paesi e le organizzazioni sindacali di sinistra si potrebbero unire per fondare un terzo sindacato internazionale, che in tal modo potrebbe opporsi a idee e politiche erronee come il neoliberismo e combattere il peggioramento delle condizioni e del reddito dei lavoratori in tutto il mondo. Per esempio, in Portogallo, il Partito comunista e il Partito socialdemocratico hanno i loro propri sindacati indipendenti. Recentemente il sindacato americano ha votato per il candidato presidenziale democratico Sanders, che ha idee vicine al socialismo democratico; questo è più progressista che appoggiare Hilary Clinton, che sta sostenendo una politica di estrema destra che cerca di accerchiare e contenere la Cina. In futuro, i sindacati di tutti i paesi dovrebbero rafforzare gli scambi e la cooperazione, dare risonanza e co-organizzare movimenti progressisti.

In terzo luogo, occorre unirsi con le associazioni marxiste e di sinistra di tutto il mondo. Da studiosi, metteremo seriamente in pratica tale approccio. Allo stato attuale, un certo numero di associazioni di scienze sociali non sono nelle mani di marxisti e studiosi di sinistra, per esempio la World Economics Association e la International Society for Philosophy. Ma una decina di anni fa, noi economisti marxisti cinesi avviammo formalmente la World Association for Political Economy, soprattutto con esponenti di paesi altamente sviluppati. Teniamo riunioni annuali e abbiamo organizzato dieci incontri internazionali annuali in Cina, Giappone, Francia, America, Messico, Vietnam, Brasile e Sud Africa. Alle conferenze annuali partecipano oltre 100 studiosi provenienti da oltre 20 paesi, e alla fine di ogni conferenza viene sottoscritta una dichiarazione comune. Da cinque anni abbiamo iniziato a pubblicare i documenti dell’Associazione nella Review of World Political Economy, assegnamo due premi l’anno chiamati il 21st Century World Political Economics Outstanding Achievement Award e The World Marxist Economics Award. In futuro, dovremmo istituire una Federazione mondiale delle associazioni di sinistra.

In quarto luogo, occorre unire i media più vicini a punti di vista marxisti e ai partiti di sinistra in tutto il mondo. Al momento, curiamo e pubblichiamo la rivista World Review of Political Economy. Inoltre, nel 2011 abbiamo fondato una nuova rivista accademica internazionale in lingua inglese chiamata International Critical Thought con il supporto dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS). Curata da studiosi marxisti provenienti dagli Stati Uniti e Francia e dal sottoscritto, è una rivista di scienze sociali che rappresenta su scala globale il pensiero marxista e orientato a sinistra, mentre la World Review of Political Economy è una rivista di economia legata al pensiero marxista e di sinistra a livello mondiale. Queste due riviste sono pubblicate nel Regno Unito, con circa duemila copie in versione elettronica distribuite in tutto il mondo. Al momento sono diffuse in varie università e istituti di ricerca occidentali; speriamo che siano in grado di crescere negli anni a venire. In futuro, dovrebbero essere costituite associazioni globali tra riviste, giornali e network di sinistra, in modo tale da rafforzare gli scambi e la cooperazione e lavorare insieme per creare un ambito internazionale del socialismo scientifico.

In quinto luogo, occorre unire i marxisti e i forum di sinistra di tutto il mondo. Nel corso di quasi un decennio, il Dipartimento di studi marxisti dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali (CASS) ha inviato quattro studiosi a una grande conferenza internazionale ospitata dalla rivista britannica Historical Materialism, alla quale hanno partecipato più di 200 persone, e inviato professori di economia a seminari sui fondamenti teorici dell’economia politica organizzati in Francia da associazioni di economia politica francesi e britanniche. Io stesso ho preso parte al Forum globale della sinistra nel 2006 a New York, a cura della rivista International Critical Thought, e partecipato a diversi forum internazionali e conferenze organizzate dal Dipartimento di studi marxisti e dall’Accademia di marxismo della “CASS”. Il Centro di ricerca sul socialismo mondiale della “CASS” ha tenuto più di una dozzina di forum socialisti internazionali. Nell’ autunno del 2015, il Dipartimento di studi marxisti CASS ha ospitato il “Primo Forum culturale mondiale”, che ha visto confrontarsi diversi punti di vista. L’Università di Pechino ha ospitato la “Prima Conferenza mondiale di marxismo”, che pure ha avuto una certa influenza. Negli anni a venire, dovremmo impegnarci in una maggiore cooperazione e scambi con vari forum internazionali.

Infine, occorre unire i movimenti della classe operaia e della sinistra globale e dare maggiore importanza ai movimenti internazionali formati dal Forum sociale mondiale e del Forum sociale europeo. Oltre che nel World Economic Forum supportato da neoliberisti e multinazionali, la Cina dovrebbe anche essere presente nel Forum sociale mondiale. Come grande paese socialista governato dal PCC, la Cina tende a partecipare ad alcuni forum di stampo moderato più che a quelli delle sinistre, e leader cinesi si incontrano solo con economisti neoliberali ben noti come Friedman e Lucas che pagano le visite in Cina piuttosto che tenere incontri con marxisti ed economisti di sinistra di fama internazionale. Tale orientamento accademico e politico non è appropriato; è suscettibile di essere frainteso dall’opinione pubblica in patria e all’estero e non è nemmeno conforme alle pratiche internazionali di reciproca accoglienza tra grandi potenze.

Il movimento “Occupy Wall Street”, il quale ha subito una violenta repressione da parte degli Stati Uniti, è l’evento di protesta di più vasta scala e di maggiore intensità dal 1970 e presenta molte caratteristiche diverse da quelle di altri movimenti sociali. A differenza dei movimenti contro la guerra, per la tutela dell’ambiente, di movimenti rivendicativi e di altre proteste comuni che si limitano a una o poche città, il movimento “Occupy Wall Street” è ampiamente diffuso. A partire da New York, da Wall Street, l’ondata di protesta si è rapidamente in grandi città come Los Angeles, Boston e Chicago e in più di 80 paesi, tra cui i principali paesi europei, e quasi 1.000 città, sviluppandosi come un movimento sociale globale. Con proposte molto chiare, il movimento di protesta sembra puntare il dito contro le “avide” oligarchie finanziarie di Wall Street, gli effetti negativi del sistema finanziario, l’elevata disoccupazione e le deboli regolamentazioni dei governi; è un movimento che in realtà ha espresso insoddisfazione per il sistema capitalista. Indipendentemente dalle differenze ideologiche e sociali dei suoi membri, gli esponenti del movimento hanno dichiarato tutti assieme: “Rappresentiamo il 99% della popolazione totale; non possiamo più tollerare l’avidità e la corruzione del rimanente 1%”. A questo proposito, due economisti americani ed io abbiamo lavorato ad un’analisi marxista in forma di dialogo che è stata pubblicata nel Chinese Education News, mentre la rivista International Critical Thought ha pubblicato articoli di ricerca e di commento.

In seguito alla campagna internazionale “Occupy Wall Street”, il 31 marzo 2016 a Place de la République a Parigi molte persone e organizzazioni progressiste francesi hanno lanciato il movimento “Night Stand”. È iniziato a causa delle riforme di diritto del lavoro elaborate dai neoliberisti ed è in corso in numerose città di paesi sviluppati come Francia e Belgio. L’evento ha anche ricevuto l’attenzione dei nostri marxisti cinesi. Nei giorni a venire, dovremo rafforzare la copertura di tutti i tipi di movimenti, rafforzare la cooperazione e la partecipazione attiva.

  1. Nove strategie e tattiche alle quali marxisti e la sinistra dovrebbero prestare attenzione

In primo luogo, bisogna rafforzare reciproci scambi di teorie, strategie e tattiche orientate a sinistra, alla ricerca di un terreno comune, pur in presenza di differenze, e ridurre le discussioni inutili. Dobbiamo imparare le lezioni del dibattito cino-sovietico del passato. Anche se alcuni dei problemi teorici e strategici coinvolti nel dibattito non potrebbero essere considerati privi di significato, si trattò di un dibattito su vasta scala che riguardò i movimenti comunisti internazionali, sfociando addirittura in un confronto e in una guerra tra i due maggiori partiti comunisti e paesi socialisti di quel momento. Ciò ha comportato una spaccatura e una scissione nel movimento comunista internazionale globale e nel campo socialista. E in realtà ha fatto più male che bene. Come diretta conseguenza, i paesi imperialisti hanno approfittato di tale dibattito per combattere il movimento comunista e il marxismo. Deng Xiaoping una volta ha fatto un commento a tale proposito, sostenendo che entrambe le parti abbiano detto un bel po’ di sciocchezze in quel dibattito. Dal mio punto di vista, la Cina ha metà delle responsabilità per queste sciocchezze.

Alcuni anni fa, abbiamo osservato dei dibattiti tra il Partito comunista greco e il Partito comunista americano. La mia ricerca su questo aspetto mi suggerisce che le teorie e le scelte politiche per le quali hanno optato entrambi i partiti comunisti siano state scelte sulla base delle loro singole condizioni nazionali e situazioni di partito; esse possono coesistere per scambiare punti di vista e mettendo da parte le differenze, ma occorre prestare attenzione affinché non avvengano di nuovo cose come il dibattito cino-sovietico.

Negli ultimi anni, alcuni partiti comunisti europei non sono entusiasti delle teorie e delle politiche dei partiti di sinistra europei, che possono essere migliorate o conservate attraverso il confronto e la comunicazione. Il Partito del lavoro belga  ha rifiutato di invitare il Partito comunista francese (PCF) al Forum Internazionale ritenendo che esso sia seriamente divergente dal marxismo. Di fatto, quello che il Partito del lavoro belga ha fatto rientra tra i diritti del soggetto che invita alle riunioni. Ma certamente su tale punto discussioni teoriche e confronti sono necessari. In India, Nepal, Russia e Gran Bretagna, ci sono due, tre o anche più partiti comunisti e di sinistra. Essi dovrebbero trattare l’uno con l’altro con un atteggiamento di coesistenza e cooperazione piuttosto che combattersi reciprocamente, e contrastare invece, per il loro orientamento di destra borghese, partiti come il Partito conservatore britannico, e forze moderate o centriste come il Partito laburista britannico e  l’Internazionale socialista, che sono i nostri principali obiettivi con cui polemizzare.

I partiti comunisti di molti paesi criticano il sistema economico di privatizzazione o la tendenza alla privatizzazione attuata dal PCC come “capitalismo con caratteristiche cinesi”. Non per questo, dobbiamo fare storie o tagliarli fuori; dovremmo essere in grado di assumere l’atteggiamento di alto profilo di “correggere gli errori eventuali e stare in guardia contro quelli nuovi”.

In secondo luogo, bisogna prendere la sinistra marxista come nucleo e unire tutte le forze di sinistra che radunate sarebbero capaci di creare un esteso fronte socialista internazionale. Ad esempio, quando si ha a che fare con la Quarta Internazionale di stampo trotzkista, solidarietà e alleanza dovrebbero essere i principali approcci. Una volta ho avuto uno scambio di opinioni su questa con i capi del Partito comunista britannico, del Partito comunista dell’India e del Partito comunista giapponese, nonché con un trotskista giapponese noto professore di storia della scienza. Questo perché la valutazione trotskista dell’Unione Sovietica è cambiata un po’ dopo la disintegrazione dell’Unione Sovietica e i Paesi dell’Est e gli obiettivi finali indicati nel loro nuovo programma internazionale differiscono poco nella sostanza da quelli dei partiti comunisti e marxisti. Secondo il nuovo programma, essi valutano l’Unione Sovietica in modo più consonante con le parole usate da Trockij nel 1930, quando affermò che l’Unione Sovietica era uno “Stato operaio deformato”, col che sembrava ammettere che era ancora un paese socialista, pur mancando di una sufficiente democrazia e anche commettendo errori gravi.

Dal nostro punto di vista marxista, siamo dispiaciuti e tristi per la degenerazione dei paesi socialisti dell’Europa dell’Est e dell’Unione Sovietica in nazioni capitaliste e certamente non ne gioiamo. Il PC giapponese invece è felice di aver visto il crollo dei paesi di “egemonia sovietica”, sostenendo in primo luogo che l’Unione Sovietica non è mai stata un paese socialista. Su questo ho espresso le mie idee ai leader PC giapponese: tali osservazioni sono troppo radicalizzate, soprattutto in una situazione in cui i paesi occidentali non cessano di demonizzare l’Unione Sovietica, la Cina e gli altri paesi socialisti.

Se dovessimo stilare una classifica degli individui che vissero durante la seconda guerra mondiale e l’intero XX secolo sulla base dei loro effetti negativi sulla storia umana e sul progresso della civiltà, Hitler sarebbe il primo, seguito da vicino da Gorbaciov e dall’imperatore giapponese Hirohito. In un certo senso, Gorbaciov ha creato un impatto ancora più negativo sull’avanzamento e lo sviluppo della società umana. Nel 2011 ho pubblicato un lungo articolo sulla rivista Social Science in China (numero 6) in cui ho analizzato le tre principali ragioni del drastico cambiamento dell’Unione Sovietica e ho fatto una valutazione complessiva di tutti i principali motivi riconosciuti a livello internazionale per il suo collasso. Ho concluso che la maggior parte dei punti di vista sono unilaterali o sbagliati. Le visioni errate sono indicate come segue. Il PC giapponese ritiene che l’Unione Sovietica non è mai stata un paese socialista ed è una buona notizia che abbia collassato. Tra coloro che appoggiano questo punto di vista c’è Buzglin, un mio amico professore presso il Dipartimento di economia dell’Università statale di Mosca, il quale sostiene che “il sistema stalinista avrebbe condotto inevitabilmente al capitalismo”. E il professor David Coates, un famoso economista marxista americano, è anch’egli tra queste persone, con la sua tesi di “riforma incontrollata”. Secondo lui, in un tentativo di riforma socialista, Gorbaciov a poco a poco ha perso il controllo degli eventi, con conseguenti drastici cambiamenti dell’Unione Sovietica e dei Paesi dell’Est. Ci sono ancora molte persone di buon animo che considerano Gorbaciov un buon uomo che intendeva aderire al marxismo e al socialismo dopo il suo arrivo al potere, ma purtroppo ha fallito. Tuttavia, questa è una dichiarazione ingenua di buona volontà. Se Krusciov era uno spericolato marxista di bassa qualità, Gorbaciov è stato il tipico membro del Partito comunista impregnato di idee socialdemocratiche.

Chavez e Samir Amin una volta dissero di voler fondare una Quinta Internazionale. Nel complesso, allo stato attuale, col socialismo nel mondo a livelli bassi e che stenta a recuperare, è utile costruire più organizzazioni politiche, strutture di ricerca e piattaforme comunicative e per i movimenti socialisti mondiali, purché siano ben gestite. Certo, questo può incontrare l’opposizione di una miriade di forze di destra, il che è assolutamente normale. Attualmente, considerando che gli Stati Uniti sono la principale potenza in grado di ostacolare la pace e lo sviluppo del mondo e di contenere la Cina, formare un fronte unito internazionale per combattere l’egemonia americana è una priorità per la Cina e per il mondo in generale. Pertanto, a mio parere, i marxisti dovrebbe essere una combinazione di “colombe” e “falchi”, ed essere “colombe o falchi quando necessario” piuttosto che “struzzi” e funzionari mediocri come denunciato da Wu Jianmin; certamente, essi non devono essere “traditori” occidentali filo-americani, che agiscono sulla base del pensiero di altri traditori.

In terzo luogo, è necessario incentivare attivamente lo sviluppo di gruppi di sinistra tra i sindacati, tra gli studenti e le organizzazioni di tutti i settori della società, stabilendo legami più stretti con quelli apertamente, riservatamente o potenzialmente di sinistra. Attualmente, il monopolio borghese di alcuni paesi spesso raggiunge i propri obiettivi di attività anti-umana e anti-comunista utilizzando organizzazioni semi-segrete o segrete come la Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, la Free Mason o altri mezzi visibili o occulti.

Gli esponenti della sinistra devono superare un modo di pensare tradizionale rigido e dogmatico, attivare molteplici modalità legali e legittime di lavoro politico, aiutare i sindacati, i sindacati degli studenti, le associazioni femminili e i gruppi ambientalisti in tutti i settori della società, per rimuovere gli effetti negativi prodotti dalla Internazionale Socialista e dare maggiore sostegno alle organizzazioni marxiste e ai partiti comunisti. Come è stato dimostrato sulla base dell’esperienza dei partiti comunisti di alcuni paesi nel mondo, se tra i membri del partito comunista non vi sono insegnanti nelle scuole, e soprattutto nelle università, non ci saranno possibilità minime di formare tra i giovani nuovi militanti del partito comunista e della sinistra.

In quarto luogo, molti sforzi dovrebbero essere fatti per fondare e sviluppare strutture di orientamento marxista, nazionali e globali, che coprano una vasta gamma di discipline delle scienze sociali, organizzare un gruppo di mass-media, come giornali, siti web ed editori, mettere in piedi corsi di marxismo e piattaforme sociali aperte nelle scuole e nelle università e anche tra il pubblico. Oltre ai media direttamente promossi dal Partito comunista, dobbiamo creare diversi tipi di media al livello accademico o di massa (usando la televisione via cavo, i telefoni cellulari e altri nuovi media) attraverso ONG e gruppi no-profit. Anche se ci sono solo circa 2.000 membri del Partito comunista in Gran Bretagna, la rivista The Morning Star giunge a 20.000 copie, il che mostra che è possibile sviluppare positivamente il supporto popolare. Ad esempio, l’Istituto belga del marxismo assume solo 10 ricercatori a tempo pieno, ma è altamente efficiente e influente nell’organizzazione di riviste.

In quinto luogo, bisogna ricercare e promuovere i marxisti convinti e innovativi in tutti i tipi di movimenti di sinistra in modo da renderli leaders capaci di fornire una guida critica. Sono a favore della risposta del presidente del Partito comunista dell’India (marxista) alle mie domande del 2011, il quale ha sottolineato che uno dei punti di divisione tra il loro partito e il Partito comunista indiano è questo: se la leadership nella fase di rivoluzione democratica debba o meno essere nelle mani del Partito comunista. Lenin discusse con i menscevichi questa questione e scrisse un saggio intitolato Due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica; questo fu un presupposto importante per il successo della Rivoluzione d’Ottobre. Già negli anni Venti e Trenta all’interno del Partito comunista cinese le discussioni tra Mao Zedong, Chen Duxiu e Wang Ming riguardavano in realtà la questione della leadership nella rivoluzione democratica. Un’importante causa organizzativa del crollo del Partito comunista dell’Unione Sovietica è legata al fatto che esso ha promosso un gran numero di quadri anti-marxisti. Alcuni profondi problemi esistenti oggi in Cina sono strettamente associati a questo punto, ossia se la leadership sia controllata da marxisti.

Sesto, bisogna influenzare positivamente, partecipando e guidandoli, i movimenti di sinistra nazionali e internazionali e le iniziative progressiste in una serie di modi, sia palesi che riservati. La chiave qui è di partecipare e guidare questi movimenti, altrimenti essi difficilmente potranno diventare movimenti durevoli e progressisti. Dopo la fondazione del Partito comunista cinese, tutti i movimenti progressisti sono stati sostenuti e guidati dal PCC, sia in modo aperto che coperto. Ora, se vogliamo sperare di condurre ampiamente per tempo i movimenti come “Occupy Wall Street” e la “Night Stand” in un gran numero di paesi, è fondamentale rendere studenti marxisti, militanti del Partito comunista e della sinistra, attivamente partecipi di tali campagne e che essi ne diventino la spina dorsale, piuttosto che perdere occasioni. La partecipazione attiva e l’organizzazione di tali movimenti da parte dei trotskisti britannici sono comprensibili; mentre è difficile capire perché il Partito comunista del Regno Unito non vi partecipi.

Settimo, i partiti comunisti e le altre organizzazioni di sinistra dovrebbero avviare e far crescere imprese redditizie, ovviamente a condizione di non violare la legge, al fine di fornire, direttamente o indirettamente un sostegno finanziario per le varie attività. Ad esempio, in Giappone il Partito comunista avvia imprese in prima persona. Dal momento che è difficile realizzare molte attività necessarie facendo affidamento unicamente su quote associative, alla Marx Memorial Library a Londra potrebbe essere consentito anche di raccogliere fondi in tutto il mondo. Nel frattempo, essa potrebbe produrre oggetti commemorativi e promozionali per espandere la sua portata e influenza internazionale come ha fatto il museo Casa di Marx a Treviri, gestito dalle Fondazioni del Partito socialdemocratico tedesco.

Ottavo, i paesi socialisti devono dare la massima priorità a tutto il movimento comunista internazionale e affrontare con calma tutti i tipi di conflitti e controversie tra i paesi socialisti. Non è necessario emulare le azioni passate della Cina, che si alleò con gli Stati Uniti contro l’Unione Sovietica. Ora ci sono solo cinque paesi socialisti dove i partiti comunisti sono al governo da tempo. Sia la Cina che il Vietnam dovrebbero avviare questo processo in considerazione della situazione generale. Il Vietnam non dovrebbe adottare strategie e politiche che contrastino la Cina spalleggiando l’America per evitare che il potere dell’egemonia capitalistica semini discordia. Entrambe le parti dovrebbero giungere a un pacchetto di soluzioni per risolvere le controversie riguardanti le isole del Mar Cinese Meridionale. Per quanto riguarda la Corea del Nord, non dobbiamo criticarla per il fatto che continui a perseguire il suo modello socialista pianificato dato che diversi modelli socialisti possono essere ulteriormente sperimentati e appresi reciprocamente (in ogni caso, la chiave per risolvere le difficoltà della penisola coreana è quella di abbandonare i doppi standard e le esercitazioni militari su larga scala in termini di sviluppo di armi nucleari da parte americana e di firmare un patto di pace sul ritiro completo tra gli Stati Uniti e Corea del Nord, o tra sei parti, che dovrebbe essere concluso con un accordo a non impegnarsi nella produzione di armi nucleari da parte della Corea del Nord).

Infine, bisogna fare più sforzi per pubblicizzare le pratiche tipiche di sinistra dei vari paesi in modo che la gente possa capire i valori della sinistra e la possibilità di attuare il socialismo scientifico. A tale proposito vorrei citare tre casi:

  1. Il “villaggio Yamagishi” in Giappone. Ha organizzazioni economiche collettive comuniste presenti in sette paesi e migliaia di persone che vivono e lavorano lì. Non si basa su alcuna religione, né dichiara alcuna relazione con l’ideologia socialista. Tuttavia, questo non influisce sulla natura delle sue organizzazioni economiche socialiste e comuniste. Il PC giapponese dovrebbe unirsi ad esso invece di indulgere nell’incomprensione.
  2. “Mondragon” in Spagna. Ho visitato questa grande cooperativa quattro anni fa. In realtà, si tratta di una società o impresa multinazionale di tipo cooperativo con le migliori prospettive di gestione e sviluppo. Se Marx fosse vivo, l’avrebbe di sicuro fortemente raccomandata perché nel Capitale le cooperative sono acclamate come “abbandono positivo ” del capitalismo, mentre le società per azioni privatizzate vengono ritenute “abbandono negativo” del capitalismo.
  3. La Bielorussia. Al modello socialista di mercato bielorusso dovrebbe essere prestata attenzione. Dopo 20 anni di riforma, la proprietà dello Stato ammonta a oltre il 70% del settore industriale in Bielorussia, mentre solo al 20% circa in Cina. Questo verifica un mio punto di vista di circa una dozzina di anni fa: l’economia di mercato socialista con caratteristiche cinesi è solo una modalità del sistema economico di mercato socialista (Vietnam e Laos somigliano alla Cina in questo senso), che non esclude la presenza di altre modalità; la Bielorussia è ora un’altra variante. Il superamento della percentuale di proprietà privata su quella pubblica in Cina ha portato ad una quantità di problemi in campo economico, politico, sociale e ideologico. Tuttavia, se si pensasse che il socialismo mondiale dipendesse in gran parte da alcune storie di successo disperse o frammentate di per sé efficaci contro le organizzazioni e le alleanze internazionali, la cosa sembrerebbe ridicola.

III. Una scuola marxista innovativa può sostenere la prosperità del socialismo scientifico in patria e all’estero

Allo stato attuale, le possibilità di sviluppo economico e politico e le tendenze della Cina socialista sono strettamente legate alla ideologia e teoria. Queste ultime si riflettono oggi nelle seguenti principali sette tendenze sociali di pensiero: neoliberismo, socialismo democratico, nuova sinistra, marxismo eclettico, marxismo tradizionale, “revivalismo” e marxismo innovativo. Le tendenze del pensiero qui sono intese come concetto neutro e il marxismo teorico può essere considerato uno di esse. In termini di fondamenti e teorie relative allo sviluppo sociale, la scuola del marxismo innovativo e il Comitato centrale del PCC sono molto in sintonia tra di loro.

Prima di tutto, per quanto riguarda l’ ideologia guida, secondo il marxismo innovativo la Cina deve rispettare il ruolo guida del marxismo-leninismo e del marxismo-leninismo cinese. Naturalmente i paesi socialisti variano a seconda delle ideologie guida. Il Vietnam abbraccia il marxismo-leninismo e il pensiero di Ho Chi Minh come suo orientamento; Cuba il marxismo-leninismo e il pensiero José Martí; in Corea del Nord, le idee Juche di Kim Il Sung vengono adottate come linee guida. Dal mio punto di vista, il fatto che l’ideologia guida e la guida per l’azione non dovrebbero essere separate dovrebbe definire il marxismo-leninismo e la sua teoria del marxismo-leninismo in Cina in modo unitario (il nome completo sarebbe marxismo leninismo, pensiero di Mao Zedong, teoria di Deng Xiaoping, l’importante teoria delle “Tre Rappresentanze”, la prospettiva scientifica sullo sviluppo, l’elaborazione sul governo dello Stato e su come intendere la politica; o più semplicemente, il marxismo-leninismo, il pensiero di Mao Zedong, e le teorie socialiste con caratteristiche cinesi, che si compongono delle teorie di Deng Xiaoping, Jiang Zemin, Hu Jintao e Xi Jinping). La forma breve servirà come pensiero guida della Cina e guida per l’azione; forme lunghe non sono raccomandate visto che possono suscitare reazioni negative o anche un senso di ridicolo in alcuni cittadini stranieri.

In secondo luogo, alla luce del sistema politico, il marxismo innovativo ritiene che la Cina deve rispettare la direzione del partito della classe operaia. Dobbiamo anche insistere sulla natura del Partito comunista come avanguardia della classe operaia e sul principio del centralismo democratico e sostenere la leadership del Partito comunista per la causa del socialismo.

Allo stato attuale, la Cina pratica una cooperazione multipartitica e consultazioni politiche sotto la guida del Partito comunista, mentre il centralismo democratico è assieme il principio organizzativo fondamentale e il sistema organizzativo del Partito comunista e del Paese che esso guida, ma anche una norma che regola le relazioni dentro e fuori il partito. Ulteriori sforzi devono essere compiuti per portare avanti le riforme politiche relative al carattere e alla direzione socialista del processo, per razionalizzare il rapporto tra i partiti politici, il Congresso del popolo e il governo, e dare piena attuazione alla democrazia di partito e alla democrazia popolare. Il sistema giuridico socialista con caratteristiche cinesi non deve copiare il sistema giuridico capitalistico-occidentale; dovrebbe invece veramente innovare e realizzare il concetto di democrazia popolare centrata sulle persone, in cui il popolo stesso costituisce la parte suprema, piuttosto che un sistema di democrazia occidentale che si caratterizza come una democrazia del denaro, oligarchica e basata su alcune grandi famiglie.

In terzo luogo, dal punto di vista del sistema economico, il marxismo innovativo sostiene che la Cina deve mantenere la posizione dominante della proprietà pubblica dei mezzi di produzione in modo da formare la superiorità sia in qualità e quantità totale delle attività e beni produttivi. La differenza sostanziale tra il socialismo e il capitalismo alla luce del sistema economico di base si trova nella struttura della proprietà sociale dei mezzi di produzione; nel primo, la proprietà pubblica dei mezzi di produzione svolge un ruolo di primo piano, dominante sia nella qualità e quantità e guidato dalle aziende di Stato, sulla cui base implementiamo un adeguamento strategico per far avanzare entrambi i settori, pubblico e privato, dell’economia, invece di promuovere i settori privati ​​limitando quelli pubblici. Questo comporta un equilibrio nella crescita del Paese, arricchisce le persone e costruisce un socialismo con caratteristiche cinesi. Sia i settori pubblici sia quelli non pubblici dell’economia agiscono come fondamenti economici o elementi economici della società socialista ai suoi primi stadi. Nel contempo, i settori pubblici dell’economia sono il fondamento economico della sovrastruttura economica o socialista. Allo stato attuale, dobbiamo concentrarci sullo sviluppo della proprietà mista con capitale pubblico, affrontare correttamente il ruolo decisivo che il mercato svolge nell’allocazione delle risorse e l’importante ruolo dello Stato (Congresso dei deputati del popolo e governo). Il Presidente Zhang Dejiang ha chiarito nella relazione consegnata durante le due sessioni di quest’anno che dobbiamo concentrarci sul ruolo del mercato e su quello del governo piuttosto che solo su quello del mercato.

Infine, per quanto riguarda gli obiettivi, il marxismo innovativo sostiene che la Cina deve rispettare l’emancipazione e lo sviluppo delle forze produttive, eliminando lo sfruttamento e la polarizzazione sociale, realizzando l’essenza socialista e il principio della prosperità collettiva e della condivisione che sono i due pilastri di base della proprietà pubblica e della distribuzione del lavoro; e sulla base del socialismo con la massima crescita della produttività, in ultima analisi, lavorare per realizzare il comunismo globale in cui siano superati la proprietà privata (dei mezzi di produzione), le merci, le classi, lo Stato e la guerra.

Il socialismo con caratteristiche cinesi non è un tipo di sistema sociale fondamentalmente diverso dal socialismo scientifico; né è un cosiddetto socialismo originato dalla società feudale (pre-capitalismo). Si tratta di un lascito e di uno sviluppo delle teorie del socialismo scientifico ed è una modalità o uno stadio di sviluppo del socialismo scientifico stesso. La fase primaria del socialismo è destinata a evolvere verso fasi intermedie e avanzate in cui le forze produttive e rapporti di produzione saranno in parte sottoposti ad un cambiamento qualitativo e potrà giungere a una società comunista che si svilupperà e migliorerà ulteriormente. Questo è un processo di evoluzione storica e innovazione istituzionale piuttosto lungo. A partire dal XVIII Comitato centrale, il Segretario generale del PCC, Xi Jinping, ha più volte sottolineato la fede socialista con caratteristiche cinesi e gli ideali comunisti, che sono della massima importanza e rappresentano un taglio netto coi mali attuali.

Il rappresentante principale della scuola del marxismo innovativo è Liu Guoguang, consigliere speciale, membro ed ex vice presidente della CASS e famoso economista, e io stesso sono tra i suoi esponenti. Studies on MarxismJournal of Economics of Shanghai School, Red Flag Manuscript, Journal of Ideological and Theoretical Education, Journal of Management e altre riviste cinesi sono tutte promotrici e rappresentative del marxismo innovativo; in particolare, la rivista Digest of Marxism riflette prospettive teoriche e politiche della scuola del marxismo innovativo in maniera sintetica.

Sia io che Liu Guoguang sosteniamo che la ricerca e l’innovazione teorica e la stessa dinamica politica in Cina dovrebbero in definitiva essere incentrate sulle caratteristiche nazionali della Cina, ma al contempo siamo anche tenuti ad avere una buona comprensione dello “stato del mondo”. Che si tratti di riforme o dell’avvio o dello sviluppo di importanti iniziative, dobbiamo prima familiarizzare con circostanze globali e nazionali e avere un’analisi precisa prima di attuare progetti pilota o di implementarli. Se questo ordine è invertito, per esempio, attuando incerti progetti di lavoro prima, o svolgendo cosiddetti processi di prova poiché è richiesto da autorità superiori, è probabile che si finisca in una situazione caotica e non pianificata, lasciando una grande mole di conseguenze fastidiose e molti inconvenienti man mano che si va avanti.

In conclusione, la scuola del marxismo innovativo dovrebbe, sulla base del principio “costruire su teorie cinesi, con la teoria marxista come corpo principale e l’apprendimento delle teorie occidentali adatte all’uso”, condurre una “innovazione globale”, imparando dallo stato del mondo, partendo dalle circostanze nazionali e dando priorità alle condizioni del nostro partito.

Successivamente, approfondiremo ulteriormente le teorie e punti strategici della Scuola del marxismo innovativo. Crediamo fortemente che dobbiamo concentrarci sullo sviluppo e il miglioramento del sistema di governance e del sistema istituzionale nel portare avanti il ​​nostro socialismo e la sua direzione scientifica nel XXI secolo.

In primo luogo, nella costruzione del sistema economico, dobbiamo continuare a migliorare il “sistema economico quattro in uno”, che è costituito da un sistema plurale di forme proprietà dominato dalla proprietà pubblica, da un sistema di distribuzione dei fattori economici dominato dal lavoro, da un sistema di mercato multistrutturato guidato dallo Stato e infine da un sistema di apertura multidimensionale auto-orientato.

Tra l’altro, il socialismo con caratteristiche cinesi pone un accento particolare sul sistema economico di base in cui agisce la proprietà pubblica come una parte principale e diverse forme di proprietà si sviluppano fianco a fianco. Una differenza decisiva tra il socialismo e il capitalismo in termini di struttura di base del sistema economico è la proprietà sociale dei mezzi di produzione (su cui ha riflettuto Deng Xiaoping). La Cina prende come suo fondamento la proprietà pubblica dei mezzi di produzione che domina sia in qualità che quantità, ha l’economia statale che svolge un ruolo di primo piano, sviluppa attivamente l’economia collettiva e l’economia cooperativa e promuove settori non pubblici dell’economia in maniera moderata; questo è di vitale importanza per uno sviluppo sociale ed economico rapido e sano e la crescita del livello di vita delle persone. Questo costituisce inoltre la base economica socialista della sovrastruttura politica e del ruolo dirigente del Partito comunista (Jiang Zemin, Xi Jinping).

A causa di forze produttive in Cina ancora in via di sviluppo, in questa fase è impossibile ottenere una proprietà pubblica completa, ma dobbiamo mantenere la posizione dominante del settore pubblico dell’economia, mentre sviluppiamo il settore privato. Solo mettendo la proprietà pubblica in una posizione centrale in un contesto di economia di mercato possiamo veramente migliorare la crescita e il sistema della redistribuzione della ricchezza dominato dalla distribuzione secondo il lavoro, sulla base del quale ci sforziamo di realizzare la prosperità comune e la condivisione, l’equità e la giustizia. Solo in questo modo siamo in grado di mettere realmente in pratica una prospettiva scientifica di sviluppo orientata verso le persone o teorie dello sviluppo incentrate sulle persone e siamo in grado di fornire la base economica per la democrazia popolare e raggiungere rapidamente una modernizzazione socialista che classifichi la Cina tra i paesi sviluppati.

In secondo luogo, in termini di costruzione del sistema politico, dobbiamo migliorare costantemente il “sistema politico cinque in uno”, comprendente il Congresso del popolo, il sistema di cooperazione e consultazioni politiche multipartitiche sotto la guida del Partito comunista, il sistema di autonomia etnica regionale, il criterio “un paese due sistemi”, e infine il sistema di autogoverno delle comunità. Inoltre, la Cina deve anche sostenere l’unità organica della leadership di partito, l’idea del popolo come padrone del proprio paese e il governo dalla legge, promuovendo positivamente auto-innovazione e sviluppo del sistema politico socialista e intensificando la dittatura democratica del popolo. Tra l’altro, dobbiamo salvaguardare la natura del PCC come avanguardia della classe operaia, perfezionare il principio del centralismo democratico, migliorare una serie di relazioni significative come quelle tra i partiti politici, il Congresso dei deputati del popolo e il governo, così come l’equilibrio di poteri (per esempio, superando fenomeni di sostituzione del partito al governo e del governo al Congresso), in modo da riuscire a realizzare una leadership ordinata ed efficiente del PCC in conformità con la Costituzione.

Di fronte alla nuova rivoluzione scientifica e tecnologica, la classe operaia rimane la rappresentante delle esigenze di sviluppo delle forze produttive avanzate e dei rapporti di produzione principali e continua ad assumere la missione storica di rovesciare il capitalismo e di costruire socialismo e comunismo. In un nuovo scenario, con la comparsa e la coesistenza di più classi sociali, il PCC deve mantenere la natura di avanguardia della classe operaia e dipendere interamente dalla classe operaia. Allo stato attuale, la Cina pratica il sistema di cooperazione e consultazioni politiche multipartitiche sotto la guida del PCC, mentre un centralismo democratico scientifico è uno dei principi organizzativi fondamentali e organizzativi del PCC e del Paese che esso governa, oltre che una norma politica per gestire correttamente i rapporti dentro e fuori il partito.

In terzo luogo, alla luce dello sviluppo del sistema culturale, dobbiamo incentivare costantemente il “sistema culturale cinque in uno”, che comprende il sistema di trasmissione culturale ed il sistema di valori fondamentali socialisti come elemento principale e al tempo stesso consente una diversità culturale, il sistema di diritti di proprietà di beni culturali in cui gli atti di proprietà pubblica sono il pilastro ma a fianco ad essi sono promosse diverse forme di proprietà, il sistema delle imprese e delle istituzioni pubbliche in cui l’industria culturale è forma principale e la cultura senza scopo di lucro prospera, il sistema dell’apertura culturale che rende la cultura nazionale forma principale e consente di assorbire benefiche culture straniere, e infine il sistema di regolazione culturale che ha come pilastro le responsabilità del partito e del governo e incoraggia il mercato a svolgere un ruolo attivo.

Tra gli altri, il socialismo con caratteristiche cinesi promuoverà il sistema di valori fondamentali socialisti con il marxismo come la sua anima così come i valori più importanti in modo da guidare e condurre i diversi tipi di tendenze sociali, di pensiero e di pratiche sociali al fine di stimolare la prosperità culturale. Come visione del mondo e metodologia scientifico, il marxismo è una base teorica dei movimenti socialisti e dovrebbe occupare una posizione di guida nelle pratiche del socialismo con caratteristiche cinesi. Per avere il marxismo-leninismo e la sua teoria del marxismo-leninismo in Cina come guida, è necessario integrare i principi generali del marxismo-leninismo con la realtà attuale della Cina, migliorare le teorie socialiste con caratteristiche cinesi, promuovere pratiche socialiste con caratteristiche cinesi, studiare nuove situazioni, provare nuove esperienze e affrontare nuovi problemi. Il marxismo cinese e internazionale che si mantiene al passo con i tempi è un sistema aperto che si sviluppa di pari passo con i progressi scientifici e le nuove pratiche sociali; è dotato di potente e costante vitalità accademica ed è in grado di spiegare e rapportarsi con tutti i maggiori problemi della realtà attuale in patria e all’estero in modo scientifico.

Infine, in termini di sviluppo del sistema sociale dobbiamo migliorare continuamente il “sistema di gestione sociale cinque-in-uno”. Esso è composto: dal sistema di gestione sociale caratterizzato dalla direzione del Comitato centrale del PCC; dal governo come responsabile del coordinamento sociale e della partecipazione pubblica; dal sistema dei servizi pubblici di base che ha come pietra angolare la maggiore uguaglianza possibile e la combinazione di aree urbane e rurali; dal sistema della sicurezza sociale che è multi-livello e sostenibile ed è caratterizzato da un’ampia copertura e garantisce le esigenze fondamentali delle persone; dal sistema di tutela dei diritti e degli interessi della collettività che si caratterizza per il dominio dello Stato, il coordinamento multipartitico e sforzi individuali per tutelare i diritti; e infine dal sistema di gestione della sicurezza pubblica che assicura pari priorità a prevenzione e risposte alle emergenze, con una sinergia del pubblico e del mercato, la posizione dominante del governo e la partecipazione pubblica.

Inoltre, dovremmo fare sforzi concertati per costruire e condividere una società armoniosa orientata alle persone. Dovremmo anche innovare il sistema di gestione sociale. Dobbiamo, guidati dal Partito, incoraggiare una spinta positiva per combinare i meccanismi di regolamentazione del governo con il coordinamento sociale, rendere le funzioni di amministrazione del governo complementari con l’autonomia sociale e fare in modo che forze di amministrazione governative interagiscano coi fenomeni di assestamento sociale, al fine di formare un meccanismo scientifico ed efficace di coordinamento di interessi, espressione di richieste, mediazione di dispute e tutela dei diritti.

Bisognerebbe considerare che, mentre il sistema di democrazia socialista liberale è suscettibile essere migliorato, molte persone che non comprendono il socialismo e sono insoddisfatte della situazione cinese attuale equiparano capitalismo e democrazia liberale e confondono il socialismo con la dittatura. Se ci si limita a criticare l’ipocrisia del neoliberismo, della socialdemocrazia o del socialismo democratico senza migliorare il nostro sistema di democrazia socialista liberale, non riusciremo mai a sradicare il terreno su cui cresce nella nostra terra la democrazia liberale occidentale. Uno dei mezzi per superare la democrazia liberale occidentale è quello di fare in modo che la costruzione del socialismo in Cina contribuisca ancora di più alla libertà delle persone e alla democrazia, all’equità sociale e alla giustizia, alla crescita del paese e al maggiore benessere delle persone di qualsiasi altro paese. Questo dimostrerebbe che il socialismo è superiore al capitalismo.

Oggi, con il “sogno Cinese” come visione strategica e il sistema di governo a modernizzazione socialista come nostro obiettivo strategico, stiamo facendo sforzi su fronti strategici definibili “sette-in-uno”, vale a dire l’economia, la politica (tra cui la costruzione del partito), la cultura, la società, l’ecologia, l’elemento militare e la diplomazia, seguendo la disposizione strategica dei “quattro obiettivi generali” e prendendo cinque concetti di sviluppo come nostro pensiero strategico; nelle nuove condizioni in cui perseguiamo uno Stato che governa e una politica che agisce a tutto tondo, siamo pienamente qualificati e capaci di fare questo. Alla luce dello scenario economico da solo la nostra nuova normalità economica socialista non andrà mai incontro a un “atterraggio duro” a differenza della nuova normalità del dilemma economico occidentale, che è superfluo definire “collasso”. Ma se dovessimo seguire i passi di riforma di socialismo democratico in stile Gorbaciov e di riforma neoliberista di Eltsin, ci sarebbero enormi disastri per il paese e la gente. Non dobbiamo ripetere lo stesso sbaglio di commettere errori che sovvertano il sistema.

Infine, va sottolineato che se il marxismo innovativo della scuola cinese diventasse egemone nella comunità accademica, esso determinerebbe la direzione e il destino del socialista cinese nel XXI secolo insieme agli stessi dirigenti politici.

 (L’autore è tra i primi membri del Dipartimento accademico dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, membro del Presidium del Dipartimento accademico e direttore del Dipartimento accademico di studi marxisti, direttore del Centro di ricerca per lo sviluppo economico e sociale, presidente dell’Associazione mondiale di economia politica, presidente dell’Associazione cinese di ricerca sulle teorie economiche straniere, curatore della riviste internazionali trimestrali International Critical Thought e Review of World Political Economy)

(traduzione a cura della redazione. Si ringrazia Paolo Mura per la collaborazione)

What means can be used to rejuvenate and develop world socialism? To summarize it with one sentence, it is to achieve such end by employing scientific and innovative Chinese and foreign Marxism. Among it, the future of world socialism depends largely on to what level and work efficiency the contemporary proletariat is united. This is an important part of strategies and tactics to develop world socialism.

  1. Intensifying Efforts by Six Approaches to Achieve “Working People of All Countries,United!”

When it comes to the call “Working people of all countries, united!” by Marx in his Communist Manifesto, we cannot simply accept it as uniting employed workers in private enterprises around the globe; it should be interpreted as bringing together the entire working class around the world as well as various representative organizations and individuals. In doing so, there’re specifically six approaches or modes as follows.

First, uniting the left-wing parties of the working class worldwide. Since the 1990s, we have been aware that Communist and workers’ parties of all countries around the world have been holding annual meetings on a regular basis. Among the rest, the Communist Party of China (CPC)only attended as observers out of meticulousness occasionally. Considering that Socialist Parties, Labor Parties and Social Democratic Parties of countries cannot quite agree on one another, yet there is a Socialist International actively at play, then a new Communist International can be set up as well among Communist Parties, Workers’ Parties and Labor Parties of countries. The new Communist International should draw the lessons of the work of all sorts of political party internationals, change some previous poor ways and methods seen in the Party International led by the Soviet Union and should work in new organizational principles and ways of thinking. The CPC may not participate as a formal member; yet it should not deliberately alienate the communist parties of other countries as well as their international forums and international alliances because of fear of America. Why? The CPC has been treating the communist parties of other countries as well as the international forums since its reform in quite a low profile while maintaining relations with the Socialist International. Despite this, have the United States, Europe and Japan ceased their military siege and provocation on China’s neighbors, or even intensified their actions? Haven’t they continued to receive Chinese separatists? Haven’t they granted all kinds of rewards to slanders or offenders?! The European Left-wing Party as well as the Left-wing Party coalition of the European Parliament was established, which was a good sign. In the future, efforts should be made to further strengthen multiple coalitions with global left-wing parties that are greatly different from the Socialist International.

Second, uniting with global left-wing trade unions of the working class. Currently, there are two international trade union coalitions in the world. They are actually dominated by those who are leaning towards social democracy, and therefore have limited roles. Yet there are two ways to change such situation. One is that communist parties of all countries and true leftist trade unions must foster high-quality trade union activists and gradually have them serve as major leaders of the two international trade unions, so as to shift their policy from within, better representing the rights and interests of the working class and all workers. This is the best solution. Certainly, changes can be made from the outside, that is, the communist parties of all countries and the leftist-led trade unions unite to found the third international trade union, thereby really opposing erroneous ideas and policies such as neoliberalism and fighting a slow raise or drop of welfare and income of the workers around the world. For instance, in Portugal, the Communist Party and the Social Democratic Party have their own independent trade unions. Recently, the U.S. trade union has voted for the democratic presidential contender Sanders with democratic socialism views; this is more progressive than supporting Hilary Clinton who is a far-right politician trying hard to encircle and contain China. In the future, trade unions of all countries should enhance exchanges and cooperation, echo together and co-organize progressive movements.

Third, uniting with worldwide Marxism and left-wing associations. As scholars, we will earnestly practice such approach. At present, a number of social science associations basically don’t rest in the hands of Marxists and left-wing scholars, for instance, the World Economics Association and International Society for Philosophy. But a decade ago, we Chinese Marxist economists formally initiated the “World Association for Political Economy” mainly along with those from developed nations. We host annual meetings once every year, and ten annual meetings and international forums have been successively held in China, Japan, France, America, Mexico, Vietnam, Brazil and South Africa. The annual conference for each year is attended by more than 100 scholars from over 20 countries, with a consensus statement issued at each conference. Since five years ago, it has started to publish the proceedings of the Association called the Review of World Political Economy and to award two prizes annually to the effect of “The 21st Century World Political Economics Outstanding Achievement Award” and “The World Marxist Economics Award.” In the future, we should timely establish the Federation of the Global Leftist Associations.

Fourth, uniting the media inclined to views of Marxists and left-wings worldwide. At present, we edit and publish the World Review of Political Economy. Additionally, we also created a new English international academic journal named the International Critical Thought with the support of the Chinese Academy of Social Sciences (CASS) in 2011. Co-edited by Marxist professors from the United States and France and I, it’s a magazine of social sciences representing global Marxism and leftists, while the World Review of Political Economy is magazine of economics featuring world Marxism and leftists. These two magazines are published in the UK, with approximately two thousand electronic version publications issued in the world. They have entered Western mainstream universities and research institutions currently; we hope they are able to be inquired by Western mainstream retrieval systems in the years to come. In the future, global associations of left-wing magazines, newspapers and networks should be set up so as to strengthen exchanges and cooperation and jointly create an international atmosphere of scientific socialism.

Fifth, uniting Marxism and left-wing forums around the world. Over nearly a decade, the CASS Academic Division of Marxism Studies has sent four scholars to a large international conference hosted by the British journal Historical Materialism attended by more than 200 people and sent professors of economics to a seminar on basic theories of political economics held by French and British Political Economics Associations in France. I myself have attended the 2006 Global Left Forum in New York, edited the journal International Critical Thought, and participated in several international forums and conferences hosted by the Academic Division of Marxist Studies and the Academy of Marxism of CASS. The CASS Research Center of World Socialism has held more than a dozen of international “World Socialist Forums.” In fall 2015, the CASSA academic Division of Marxist Studies hosted the “First World Cultural Forum”, delivering influential forum consensus of distinctive viewpoints. Peking University hosted the “First World Marxism Conference” which is also influential. In the years to come, we should engage in more cooperation and exchanges with various international forums.

Finally,​uniting the movements of the global working class and leftists and highly placing importance on international movements formed by the World Social Forum and the European Social Forum. Besides the World Economic Forum supported by neoliberalists and transnational corporations, China should also be present at the World Social Forum. As a large CPC-ruled socialist country, China tends to only participate in some of the right-wing forums instead of left-wing ones, or Chinese leaders only meet with such well-known neoliberal economists as Friedman and Lucas who pay visits to China rather than internationally renowned Marxists and left-wing economists. Such academic and political orientation is not appropriate; it is apt to be misunderstood by public opinion at home and abroad and it does not conform to international practices of peer reception among major powers either. The “Occupy Wall Street” movement which suffered violent suppression by the United States, is a protest event with the largest scale and most extensive coverage since the 1970s and reflects many characteristics different from general social movements. Unlike anti-war, environmental protection, labor disputes and other common protests which are confined to individual or several cities, the “Occupy Wall Street” movement is widely spread. Starting from New York, the location of the Wall Street, the wave of protest, pervaded in major cities like Los Angeles, Boston and Chicago with great rapidity and swept more than 80 countries including major European countries, and nearly 1,000 cities, developing into a global social movement. With very clear propositions, the protest movement seems to point at “greedy” Wall Street financial oligarchies, drawbacks of the financial system, high unemployment and weak government regulation, however, what it actually expressed is dissatisfaction with the capitalist system. Regardless of disparities in identities and occupations of people, they jointly declared “We the public account for 99% of the total population; yet we can no longer put up with greed and corruption of those taking only 1% of the total number”. In this regard, two American Marxist economists and I had analysis in form of dialogues which was issued in the Chinese Education News, and the International Critical Thought also published research and commentary articles. Following the international campaign “Occupy Wall Street”, the “Night Stand” movement was launched by French progressive individuals and organizations at the Place de la République in Parison March 31, 2016. It started with the labor law revised by neoliberalists and is underway in numerous cities of developed countries like France and Belgium. The event has also received attention of our Chinese Marxists. In the days to come, we should strengthen coverage of all kinds of movements, enhance cooperation and active participation.

  1. Nine Strategies and Tactics Marxists and Leftists Should Pay Attention To

First, making greater efforts in mutual exchanges of leftist theories, strategies and tactics, seeking common ground while reserving differences, and reducing unnecessary argument. We must learn the lessons of the past Sino-Soviet debate. Though some of theoretical and strategic issues involved in the debate could not to be regarded as meaningless, it’s apt to be considerably radical that such a large-scaled debate occurred in international communist movements and even grew into confrontation and war between the two largest Communist Parties and socialist countries at that time, in particular that it led to split and separation of the overall international communist movement and the socialist camp. It actually did more harm than good. As a direct consequence, the imperialist countries took advantage of such debate to oppose the communist movement and Marxism. As Deng Xiaoping once commented on this, both sides talked a good deal of nonsense in the debate. From my viewpoint, China should bear half of responsibilities for these nonsense. A few years ago, we noticed recent debates between the Greek Communist Party and American Communist Party. My own research into this aspect dawned upon me that the theories and policy options have been made by both the two Communist Parties on the basis of their individual national conditions and party situations; they can co-exist by exchanging views and setting aside differences, but attention should be paid to occurrence of things like the Sino-Soviet Debate. In recent years, some European communist parties don’t sing praise of the theories and policies of European leftist parties all which can be improved or retained through gentle exchanges and communications. The Workers’ Party of Belgium refused to invite the Communist Party of France (CPF) to the International Forum holding that the CPF is seriously separated from Marxism. As a matter of fact, what the Workers’ Party did is the rights of the meeting inviter. Surely, theoretical discussions and negotiations are needed internally for such matter. In India, Nepal, Russia and Britain, there’re two, three or even more communist parties and left-wing ones. They should treat one another with cooperative coexistence normally rather than mutual fight and combat, for it’s bourgeois right-wing parties, such as the British Conservative Party, and central-right-wing and central-wing parties like the British Labor Party and the Socialist International that are our main objects to debate against. Communist parties of many countries criticize the CPC practicing the “privatization or privatization-oriented”“capitalist economic system with Chinese characteristics”. For this, we do not have to make a fuss or shut them out; we can take the high profile of “correcting mistakes if any and guarding against new ones if not” instead.

Second, taking the Marxist left-wing as the core and uniting all left-wing forces that arelikely to be rallied so as to create an extensive united Socialist International front. For example, as to how to deal with the Trotskyite-represented Fourth International, solidarity and alliance should be main means. I once exchanged views regarding this with the heads of the British Communist Party, the Communist Party of India (CPI) and the Communist Party of Japanese (CPJ) as well as Japanese renowned Trotskyist professor of history of science. This is because Trotskyists’ appraisal of the Soviet Union has somewhat changed after the disintegration of the Soviet Union and Eastern countries, and the ultimate goals stated in their new international programme differ little in essence from those of communist parties and Marxists. According to the new programme, they appraise the Soviet Union more with the words of Trotsky used in the 1930s, saying that the Soviet Union is a “deformed workers’ state” and seemingly admitting that it is still a socialist country, yet lack of sufficient democracy and even making serious mistakes. From our Marxists’ side, we feel sorry and sad for the degeneration of the socialist countries of Eastern Europe and the Soviet Union into capitalist nations instead of gloating over them. The CPJ holds it makes one happy to see the collapse of the “Soviet Union hegemony” countries, claiming that the Soviet Union is never an array of socialist countries in the first place. I expressed my own ideas to the CPJ leaders over this: such remarks are too much radicalized under circumstances in which the Western countries don’t cease demonizing the Soviet Union, China and other socialist countries. If we sort in order the individuals living during the World War II and the20th century that comes after that from the perspective of their negative impacts on human history and progress of civilization, Hitler from Germany will come first, closely followed by Gorbachev from the Soviet Union and the Japanese Emperor Hirohito. In a sense, Gorbachev imposes even more negative impacts on the progress and development of the human society. In 2011, I published a long article in Social Science in China of No.6 where I analyzed three top reasons for drastic change of the Soviet Union and made an overall evaluation on all internationally recognized main reasons for its collapse. I concluded that the majority of views are one-sided or erroneous. The wrong views are shown as follows. The CPJ believes that the Soviet Union is never a set of socialist countries and it’s good news to fall into collapse. Among them is Buzglin, my friend and also professor from the Department of Economics of Moscow State University, arguing that “the Stalinist system will inevitably lead to capitalism”. And professor David Coates, a famous American Marxist economist, is also one of such people, with his argument of “uncontrolled reform”. According to him, in an attempt of socialist reform, Gorbachev gradually lost control in the course, resulting in drastic changes of the Soviet Union and Eastern countries. There are still many kind people, considering Gorbachev to be a good man who meant to adhere to Marxism and socialism after he came to power, but unfortunately ended up failing to hang on there. However, this is a naive statement of goodwill. Khrushchev is a reckless low-quality Marxist, while Gorbachev is typical of Communist Party member holding views of the social democratic party. Chavez and Samir Amin once advocated founding the Fifth International. Overall at present, world socialism is at a low ebb and is slow to recover, it’s beneficial to build more political or research or communicative platforms and organizations for world socialist movements as long as they are well operated. Admittedly, this can encounter opposition from a myriad of right-wing forces, which is purely normal. Currently, considering that the United States is primary force to hinder world peace and development and to surround China, it will be a high priority to form an international united front to fight back American hegemony for China and the world at large. Therefore, in my opinion, Marxists should be a combination of “doves” and “hawks”, and be “doves or hawks when needed” instead of “ostriches” (ostrich thinking) and mediocre officials as claimed by Wu Jianmin; certainly, they shall not be pro-American and Western “traitors” (with thinking of traitors and Chinese traitors).

Third, actively developing left-wing groups among trade unions, schools and organizations from all sectors of society and establishing closer ties with public or secret or potential leftists. Presently, monopoly bourgeoisie of countries still often achieve their goals of anti-human and anti-communist and conduct such activities by using semi-secret or secret organizations like the U.S. Central Intelligence Agency and the Free Mason or by open or secret means. The Leftists must eliminate traditional rigid and dogmatic thinking, take lots of legal and legitimate ways of working, help the trade unions, students’ unions, women’s associations and green groups from all sectors of the community remove adverse effects of the Socialist International, and give more support to Marxists and communist parties. As has been proved by experience of communist parties of countries in the world, if no communist party members come from teachers in schools, especially in colleges and universities, there would be slim chances to create communist party members and leftists out of young people.

Fourth, efforts should be made to found and develop national and global Marxist societies among a full range of disciplines of social sciences, organize a portfolio of media such as newspapers, websites and publishers and set up Marxism courses and open social platforms in colleges and universities and also among the public. Besides the media directly sponsored by the communist party, we must create varieties of academic or mass media (including cable television, mobile phones and other new media) in the name of NGOs and non-profit groups. Though there are only about 2,000 communist party members in Britain, the circulation of the Morning Star under the Party totals up to 20,000 copies, indicating that it’s possible to positively develop popular media. For example, Belgian Institute of Marxism hires only 10 full-time researchers, but it’s highly efficient and influential in organizing magazines.

Fifth, seeking and promoting staunch innovative Marxists and leftists from all sorts of left-wing movements so as to make them master the critical leadership. I am in favor of the answer of President of the Communist Party of India (Marxist) to my questions in 2011, he stressed that one of divisions between the CPI (Marxist) and the CPI is a matter of whether the leadership at the stage of democratic revolution should be in the hands of the Communist Party. Lenin also debated with the Mensheviks about the issue and wrote about an article titled Two Strategies; this is an important prerequisite for success of the “October Revolution”. As early as between 1920s and 1930s inside the CPC, the arguments between Mao Zedong and Chen Duxiu and Wang Ming, are actually related to whether to emphasize the leadership of the Democratic Revolution. An important organizational cause of the collapse of the Soviet Union communist party is that it promoted a large number of anti-Marxist cadres. Some deep-seated problems existing in China today is first closely associated with whether the leadership is controlled by Marxists.

Sixth, positively influencing, participating in and guiding domestic and foreign left-wing movements and progressive activities in an array of ways, both overt and covert. The key here is to participate in and guide these movements, otherwise the movements are unlikely to truly become abiding and progressive movements. After the founding of the CPC, all the progressive movements have been supported and led by the CPC either in open or secret ways. Now if we hope to conduct extensively for long the movements such as the “Occupy Wall Street” and the “Night Stand” in a large number of countries, it’s crucial to make Marxist scholars, communist party members and leftists actively participate in the campaigns and become the backbones rather than miss the boat. Active participation in and organization of such movements by British Trotskyists are justified; while it’s difficult to understand why the Communist Party of the U.K. does’t participate in these movements.

Seventh, communist parties and other left-wing organizations should actively start and grow profitable businesses or public institutions on condition that current laws are not violated in order to provide financial support for various activities directly or indirectly. For example, in Japan, the communist party starts businesses on its own. Since it’s hard to carry out a lot of necessary activities by relying solely on membership dues, Marx Memorial Library in London can be also allowed to raise money around the world; meanwhile, it also produces commemorative and advertising commodities for sales to expand its scale and international influence as what the Marx House in Trier (museum) managed by the German Social Democratic Party Foundations did.

Eighth, socialist countries must give high priority to the entire international communist movement and calmly deal with all kinds of conflicts and disputes among socialist countries. It’s not worthy of emulating China’s previous actions to ally the U.S. in opposition to the Soviet Union. Now there are only five socialist countries where communist parties have been long ruling. Both China and Vietnam should start in view of the overall situation. Vietnam should not adopt the strategies and policies to oppose China by joining hands with America to prevent the capitalist hegemony power to sow discord. Both parties should resort to a package of solutions compromisingly to address disputes in the South China Sea islands. For North Korea, we do not need to criticize it for continuing to pursue its planned socialist model, for diverse socialist models can be further experimented and mutually learned (by the way, the key to thoroughly solve difficulties of the Korean peninsula is to abandon double standards and large-scale military exercises in terms of developing nuclear weapons from American part and to sign a peaceful pact on full withdrawal between the United States and North Korea or between six parties which must be concluded together with an agreement on not engaging in nuclear weapons by North Korea).

Finally, making more efforts to publicize typical left-wing practices of countries so that the people can understand the values of the left wing and possibility of fulfilling scientific socialism. Here are three cases. Case 1. “Yamagishi Village” in Japan. It has such communist collective economic organizations in seven countries and thousands of people live and work there in Japan. It features no color of religion, neither does it declare any relation with socialist ideology. However, this does not affect the nature of its socialist and communist economic organizations. The CPJ should unite them instead of indulging in misunderstanding them. Case 2. “Mondragon” in Spain. I visited the cooperation group company four years ago. In fact, it’s a corporation group or multinational enterprise of cooperative economy with the best management and development prospects. If Marx was alive, he would strongly commend it for sure because in Das Kapital cooperatives are acclaimed as “positive abandoning” of capitalism, while privatized joint-stock is only looked upon as “negative abandoning” of capitalism. Case 3.Belarus mode. The Byelorussian market socialist model should be paid attention to. After 20 years of reform, the state-owned economy accounts for more than 70% of the industry in Belarus, while it occupies only around 20% in China. This verifies my view about a dozen years ago: the socialist market economy with Chinese characteristics is just one mode of the socialist market economic system (Vietnam and Laos resembles China in this regard), which does not exclude the presence of other modes; now Belarus is just another mode. As the proportion of private ownership gradually outpaces that of public one in China, it has brought on quantities of problems in economic, political, social and ideological fields. However, if one simply holds that world socialism depends largely on some dispersed or fragmented successful stories and thereby sides against effective organizations and necessary international alliances, it would sound ridiculous.

 

III. Innovative Marxism School Can Underpin Prosperity of Scientific Socialism at Home and Abroad Theoretically

At present, economic and political development possibility and tendency of socialist China are closely related to ideology and theory. They, in fact, are permeated or reflected in the following seven major social trends of thoughts: neoliberalism, democratic socialism, the New Left, eclectic Marxism, traditional Marxism, revivalism and innovative Marxism. The trend of thought here is a neutral concept and intellectual Marxism can be counted as one of them. In terms of basic direction and theories pertaining to social development, the innovative Marxism school and the CPC Central Committee are truly consistent with each other.

First of all, in aspect of the guiding ideology, according to Innovative Marxism, China must adhere to the guiding status of Marxism-Leninism as well as its Marxism-Leninism theory in China. Of course, different socialist countries vary with wordings of guiding ideologies. Vietnam takes Marxism-Leninism Ho Chi Minh Thought as its guideline; Cuba takes Marxism-Leninism and José Martí Thought as its guiding thought; in North Korea, Kim Il Sung’s Juche Ideais adopted as the guideline. In my point of view, the fact that guiding ideology and the guide to action should not be separated should be termed Marxism-Leninism and its Marxism-Leninism theory in China for short in a unified manner (in full name, it would be Marxism-Leninism, Mao Zedong Thought, Deng Xiaoping Theory, the important thought of “Three Represents”, scientific outlook on development, thought on governing state and dealing with politics; or, more simply referred to as Marxism-Leninism, Mao Zedong Thought, as well as socialist theories with Chinese characteristics which comprises of Deng Xiaoping Theory, Jiang Zemin Theory, Hu Jintao Theory and Xi Jinping Theory). The short form will serve as China’s guiding thought and the guide to action; long and lengthy wording are not recommended, which is inclined to arouse resentment even ridicules out of some foreign nationals.

Secondly, in light of the political system, Innovative Marxism believes that China must adhere to the leadership of the working class party. We must also insist on the nature of the Communist Party being the vanguard of the working class and the principle of democratic centralism and uphold the leadership of the Communist Party in the cause of socialism. At the current stage, China practices multi-party cooperation and political consultations under the leadership of the Communist Party, while democratic centralism is the fundamental organizational principle and organizational system of the Communist Party and the country it rules and is also a political norm to properly deal with various relations inside and outside the Party. Efforts must be made to pursue political reform related to socialist nature and direction, rationalize the relationship among political parties, the National People’s Congress and the government and to give full play to political party democracy and people’s democracy. The socialist legal system with Chinese characteristics should not copy the Western capitalist legal system; instead, it should truly innovate and achieve people-centered people’s democracy in which people are the most supreme rather than the Western democracy system essentially featured with money democracy (“oligarch-supreme” and “oligarchy- centered”), oligarchy democracy and family democracy.

Thirdly, in terms of the economic system, Innovative Marxism maintains that China must uphold the dominant position of the public ownership of the means of production so as to form superiority in both quality and quantity in total assets and productive assets. The material difference between socialism and capitalism in light of the basic economic system lies in the social ownership structure of the means of production; in the former one, the public ownership of the means of production plays a leading role, dominant in both quality and quantity and SOE-led, on which basis we implement a strategic adjustment to advance both public and private sectors of the economy instead of promoting private sectors while limiting public ones. This holds balance for growing the country, enriching the people and building socialism with Chinese characteristics. Both public and non-public sectors of the economy act as the economic foundation or economic elements of the primary-stage socialist society. While, the public sectors of the economy are socialist the economic foundation of or economic elements forming socialist superstructure such as the Communist Party ruling. At present, we must focus on developing the mixed ownership with public capital holding, properly deal with the decisive role that the market plays in allocating general resources and the important roles of the state (the NPC and the government). Chairman Zhang Dejiang has made it clear in the report delivered during the two sessions this year that we must center on the roles of the market and the government rather than only focusing on that of the market.

Finally, with regard to goals, Innovative Marxism holds that China must adhere to emancipating and developing productive forces, eliminating exploitation and polarization, fulfilling the socialist essence and principle featuring collective prosperity and sharing that based on the two mainstays, say, the public ownership and distribution according to work; and based on socialism with maximum growth of productivity, it will work ultimately to achieve global communism in which no private ownership (of the means of production), no commodity, no class, no state and no war exist. Socialism with Chinese characteristics is not a type of social system fundamentally different from scientific socialism; it’s not a so-called socialism originating from the feudal society (pre-capitalism) either. It’s an inheritance and development of the theories of scientific socialism and is a mode and stage of development of scientific socialism. The primary stage of socialism is bound to evolve into intermediate and advanced stages in which productive forces and production relations will partly undergo qualitative change, and will eventually achieve the communist society which will develop and improve further. This is a rather long process of historical evolution and institutional innovation. Since the 18th CPC Central Committee, General Secretary Xi Jinping has repeatedly stressed socialist faith with Chinese characteristics and communist ideal and belief, which is of utmost importance and cuts into the present-day evils.

The primary representative of the Innovative Marxism School is Liu Guoguang, special adviser, member and former deputy president of CASS and famous economist, and I, the author, is also among the main representatives. Studies on MarxismJournal of Economics of Shanghai School, Red Flag Manuscript, Journal of Ideological and Theoretical Education, Journal of Management and other Chinese journals are all representatives of Innovative Marxism; in particular, the Digest of Marxism reflects theoretical and policy perspectives of the Innovative Marxism School in a concise manner.

Both Liu Guoguang and I hold that theoretical innovation and research or policy making in China should ultimately rely on China’s national circumstances, but meanwhile we’re also required to have a good understanding of the “world situations”. Whether it is reform and opening up or development-related important initiatives, we must first familiarize ourselves global and national circumstances and make a certain specification before conducting pilot projects or putting them into implementation. If this order is reversed, for example, implementing uncertain pilot work first, or carrying out so-called affirmative trials as is directed by superior authorities, it likely ends up with chaotic and unplanned plight, leaving a large pile of annoying sequelae and drawbacks when extending them. In conclusion, the Innovative Marxism School should, in the principle of “building on Chinese theories, with Marxist theory as the main body and learning Western theories for use”, conduct “comprehensive innovation” by learning from world situations, starting from national circumstances and giving priority to our Party conditions.

Next, we’ll further elaborate the theories and policy points of the Innovation Marxism School. It’s strongly believed that we must center around developing and improving the system of modern governance and the institutional system in our carrying forward socialism and its scientific direction in the 21st century.

Firstly, in terms of building the economic system, we must continue to improve the “four-in-one economic system” which consists of the multi-type property rights system dominated by the public ownership, the system of labor-dominated multi-factor distribution, the system of state-led multi-structured market and the system of self-oriented multi-dimensional opening up. Among the rest, socialism with Chinese characteristics places particular emphasis on the basic economic system in which the public ownership acts as a principal part and diverse forms of ownership are developed side by side. A decisive difference between socialism and capitalism in terms of the basic economic system is the social ownership structure of the means of production (commented by Deng Xiaoping). China takes as its mainstay the public ownership of the means of production which dominates in both quality and quantity, has the state-owned economy play a leading role, actively develops collective economy and cooperative economy and grows non-public sectors of the economy in a moderate manner; this is vital to rapid and healthy social and economic development and improved people’s livelihood. This also serves as the socialist economic basis of its superstructure such as the Community Party ruling (Jiang Zemin and Xi Jinping). Constrained by underdeveloped productive forces in China at this stage, it’s impossible to achieve a full public ownership, but we must uphold the dominant position of the public sectors of the economy while developing private sectors. Only by putting the public ownership in a mainstay position under the market economy conditions, can we truly improve the system of wealth and income distribution predominated by distribution according to work, based on which we strive to fulfill common prosperity and sharing, fairness and justice. Only in this way are we able to really put into practice people-oriented scientific outlook on development or people-centered theory of development and are we able to provide economic basis for people’s democracy and rapidly achieve socialist modernization, ranking China among developed countries.

Secondly, in terms of constructing the political system, we must constantly improve the “five-in-one political system”, including the system of people’s congress, the system of multi-party cooperation and political consultations under the leadership of the Communist Party of China, the system of regional ethnic autonomy, the “one country two systems” as well as the system of community-level self-governance. Besides, China must also uphold the organic unity of the Party’s leadership, people as masters of their country and rule by law, positively promote self-innovation and development of the socialist political system and step up people’s democratic dictatorship. Among them, we should safeguard the nature of the CPC as the vanguard of the working class, improve the principle of democratic centralism, better a variety of significant relations such as the relationship among political parties, the NPC and the government as well as balance of powers (for example, overcoming the phenomena of substituting the party for the government and the government surpassing the Congress), so as to succeed in realizing an orderly and efficient leadership of the CPC in accordance with the Constitution. Faced with new scientific and technological revolution, the working class remains to represent development requirements of advanced productive forces and leading relations of production and continues to undertake historic missions of overthrowing capitalism and building socialism and communism. In a new landscape with emergence and co-existence of multiple social classes, the CPC must retain the nature of being the vanguard of the working class and depend on the working class wholeheartedly. At the current stage, China practices the system of multi-party cooperation and political consultations under the leadership of the CPC, while scientific democratic centralism is the fundamental organizational principles and organizational system of the CPC and its ruled country and is a political norm to correctly handle diverse relations inside and beyond the Party.

Thirdly, in light of developing the cultural system, we must constantly boost the “five-in-one cultural system”, including the system of cultural transmission with the system of socialist core values as a major part and allowing cultural diversity, the system of cultural property rights where the public ownership acts as the mainstay and diverse forms of ownership are promoted alongside, the system of enterprises and public institutions where the cultural industry is a main form and non-profit culture thrives, the system of cultural opening up taking national culture as a main form and absorbing beneficial foreign cultures and the system of cultural regulation taking as the mainstay responsibilities of the Party and the government and encouraging the market to play an active role. Among others, socialism with Chinese characteristics will promote the system of socialist core values with Marxism as its soul as well as major values so as to guide and lead types of social trends of thought and social practices and to spur cultural prosperity. As scientific world outlook and methodology, Marxism is a theoretical basis of socialist movements and should occupy a guiding position in socialist practices with Chinese characteristics. To take Marxism-Leninism and its Marxism-Leninism theory in China as guidance, it is to integrate general principles of Marxism-Leninism with China’s current realities, improve socialist theories with Chinese characteristics, guide socialist practices with Chinese characteristics, study new situations, sum up new experience and address new problems. Chinese and foreign Marxism that keeps paces with the times is an open scientific system that advances along with the development of science and practices; it features powerful and abiding academic vitality and practical guiding force and is capable of explaining and dealing with all major realistic issues at home and abroad in a scientific way.

Finally, in terms of developing the social system, we should continuously improve the “five-in-one social management system”. It is composed of the system of social management characterized by the leadership of the CPC Committee, the government bearing responsibility, social coordination and public participation, the system of basic public services taking as cornerstone moderate equality and combination of urban and rural areas, the system of social security that is multi-level and sustainable and is featured with wide coverage and guaranteeing basic needs of people, the system of safeguarding rights and interests of the general public that is characterized by state dominance, multi-party coordination and individual efforts to protect rights, as well as the system of public safety management that gives equal priority to prevention and emergency, synergy of the public and the market, government dominance and public participation. Additionally, we should make concerted efforts to build and share a harmonious people-oriented society. We should also innovate the system of social management. We must, led by the Party, make a positive push to combine mechanisms of government regulation with social coordination, complement functions of government administration with social self-autonomy and to interact forces of government administration with social adjustment in order to form scientific and effective mechanisms of interest coordination, demands expression, disputes mediation and handling as well as rights protection.

It should be noted that as the system of socialist liberal democracy leaves to be improved, many people who lack of an understanding of socialism and are dissatisfied with Chinese actualities equate capitalism with liberal democracy and mistake socialism for dictatorship. If we merely criticize hypocrisy of neoliberalism, social democracy or democratic socialism without improving our system of socialist liberal democracy, we will never eradicate the soil where western liberal democracy exists in our land. One of the weapons to surmount western liberal democracy, is to make socialist construction in China contribute even more topeople’s freedom and democracy, social fairness and justice and growing the country and enriching the people than any other country and to have socialism demonstrate its full superiority which capitalism are unable to match.

Today, with the China Dream as a strategic vision and the system of socialist modernization governance as our strategic objectives, we are making efforts in “seven-in-one” strategic fronts, namely, economy, politics (including Party building), culture, society, ecology, military and diplomacy, following the strategic layout of “four comprehensives” and taking five development concepts as our strategic thinking; under new situations where we pursue an all-round state ruling and politics handling, we are fully qualified and competent to do this. In light of economy alone, our socialist economic new normal will never encounter “hard landing” at all compared with constant new normal of western economic dilemma, needless to mention “collapse”. But if you followed the steps of Gorbachev-style reform of democratic socialism and Yeltsin’s neoliberal reform, it would inevitably bring about massive disasters to the country and the people. We must not repeat the same mistake to commit subversive errors.

Finally, it should be pointed out that whether China’s Innovative Marxism School to rise as the mainstream of the academic community, will decide the direction and destiny of China’s socialist in the 21st century along with the political circles linkage!

 (The author is among the first members of the Academic Division of the Chinese Academy of Social Sciences, member of the presidium of the Academic Division and Director of the Academic Division of MarxismStudies, Director of the Research Center for Economic and Social Development, Chairman of World Association for Political Economics, President of theChina Association for Foreign Economic Theory Research, Editor of the English international quarterly International Critical Thought and Review of WorldPolitical Economy)