Solidarietà ai lavoratori francesi in mobilitazione

People hold French CGT Trade Union's flags and placards reading messages like "Let's not live like slaves anymore" as they demonstrate in the streets of Bordeaux during the traditional May Day rally on May 1, 2016. / AFP PHOTO / GEORGES GOBET

di Lucia Mango, segreteria nazionale e resp.  Lavoro PCdI

I lavoratori francesi hanno le idee chiare. Una miriade di manifestazioni contro la riforma del diritto del lavoro, che tanto è simile al nostrano jobs act, hanno animato le piazze di tutto il paese. No alla precarietà diffusa, no all’allungamento dell’orario di lavoro, no al licenziamento senza giusta causa. Una reazione ben diversa e più forte del silenzio nel quale è passata la controriforma del lavoro voluta da questo governo. Esprimiamo, dunque, totale solidarietà ai lavoratori francesi, per i quali la beffa viene da un governo che si definisce socialista e che, invece di migliorare le condizioni materiali di chi lavora, fa una scelta di classe esattamente contrapposta, fingendo di mirare a una ripresa. L’esempio lo abbiamo già. Qui in Italia il jobs act non ha sortito effetti positivi, né per la parte datoriale, né in termini di ripresa. Ma l’obiettivo reale era chiaro in Italia ed è altrettanto chiaro in Francia: rendere ancora più debole e divisa la classe lavoratrice, metterla in concorrenza con l’esercito di riserva, tornare al concetto, non già di lavoratore con doveri, diritti e una vita da vivere con dignità, ma di forza lavoro a basso valore aggiunto. Ci auguriamo, francamente, che i francesi ottengano risultati soddisfacenti, che riescano a tutelare i propri diritti e a non fare la fine degli italiani, come recitava uno striscione che, vero o falso che fosse, rendeva bene l’idea della realtà in cui vivono i lavoratori del bel paese.