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LISTA ARCOBALENO: Dicono di noi... Inviato da : ufficiostampa | Martedì, 20 Settembre 2005 - 12:58

La Repubblica 16-9-05

Unione, arriva la lista Arcobaleno. In pista la candidata no global 
di Umbero Rosso

ROMA - Accordo fatto, lista pronta. Si chiama Arcobaleno, raccoglie i comunisti e i verdi, e una composita area di sinistra, dai girotondi di Firenze alla sinistra della Cgil. E in più, a sorpresa, è in piedi una trattativa per provare a traghettare nell' operazione anche Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori. Pronti dunque a lanciarsi nella sfida del proporzionale, dove i partiti dell' Unione andranno con i propri simboli. Oliviero Diliberto, il segretario del Pdci, conferma l' intesa, «la lista Arcobaleno si farà», e conti alla mano è ottimista sul risultato finale: «Il quorum del 4 per cento lo portiamo a casa». Come simbolo, naturalmente, un arcobaleno stilizzato, che ricorda molto uello della "casa madre" Unione e ben visibile lo slogan "Per Prodi". Accanto, i marchi di fabbrica della falce e martello e del Sole che ride. L' annuncio ufficiale dell'alleanza elettorale rosso-verde è previsto per domenica, quando sul palco di Firenze per la chiusura della festa dei comunisti italiani saliranno Diliberto, il presidente dei verdi Pecoraro Scanio, il segretario della sinistra Cgil Gianpaolo Patta, intervistati da Valentino Parlato, uno dei padri fondatori del manifesto. Una presenza non casuale, visto che la Lista Arcobaleno punta a conquistare le simpatie di tutta un' area vicina al quotidiano comunista e alla "camera di consultazione" promossa da Alberto Asor Rosa. Una galassia che alla fine non si è riconosciuta nelle posizioni di Bertinotti, scegliendo (non senza tormenti) di non appoggiarlo alle primarie del centrosinistra e preparandosi ad un ulteriore passo in più: il voto al proporzionale per l' alleanza rosso-verde. Alle primarie, ad animare il fronte di sinistra, scende in pista anche il candidato no global "senza volto". Ieri i disobbedienti si sono presentati in piazza Santi Apostoli e hanno consegnato dodicimila firme, trasportate su u carrello dello spesa, a sostegno della presentazione. Con una trovata ad effetto. Il candidato "senza volto" è apparso con un passamontagna, dipinto nei colori della pace («rappresento i milioni di disoccupati, precari, senza casa, che per la storia non hanno un volto»), e ha perciò indicato come competitor ufficiale alle primarie Simona Panzino, una ragazza calabrese di 34 anni. Piccolo giallo al momento del rendez vous con i responsabili dell' ufficio "Primaria 2005". Secondo l'Unione il candidato "senza volto" si è fatto riconoscere, i no global smentiscono: mai sfilato il passamontagna. Nella lista Arcobaleno, accanto al Pdci e ai verdi, ci sarà posto per una rete di gruppi e movimenti. Entrano i girotondi fiorentini dei professori Pancho Pardi e Paul Ginsborg, a Torino ecco l' ex sindaco Diego Novelli. Diliberto guarda con particolare soddisfazione all' apporto della sinistra della Cgil, «un' area che copre il venti per cento del sindacato». Non sembrano invece andati a buon fine i contatti con il Cantiere" di Achille Occhetto, dove per esempio il senatore Antonello Falomi, ex ds, pare intenzionato a seguire l' esempio di Folena veleggiando verso Rifondazione. E la strana alleanza con il giustizialista Di Pietro? La trattativa è aperta, «e io non voglio rinunciare a nessuno, tranne i radicali» spiega il leader del Pdci. Tanto più che c' è un precedente: in Calabria, nelle ultime regionali, comunisti e Di Pietro si sono già presentati insieme, superando la soglia di sbarramento. Esattamente l' obiettivo che ora gli arcobaleno vogliono centrare nel proporzionale, partendo da un 2,4 del Pdci sommato al 2,9 dei verdi.


 Il Messaggero 16-9-05

«La “Lista Arcobaleno” è cosa fatta»

Oliviero Diliberto arriva alla Camera nel pomeriggio e annuncia che la Lista Arcobaleno «è ormai cosa fatta». Sarà composta da Pdci, Verdi, sinistra Cgil e settori dei girotondi (Pardi e Ginzborg a Firenze, Novelli a Torino), più quanti si riconoscono nell’assemblea di Asor Rosa. Trattative sono in corso con Di Pietro («Io non rifiuto nessuno», dice Diliberto). L’annuncio ufficiale sarà dato domenica a Firenze quando, alla chiusura della Festa del Pdci, non ci sarà il tradizionale comizio del leader Diliberto, ma un confronto con Pecoraro Scanio leader dei Verdi, con Gianpaolo Patta della Cgi coordinato da Valentino Parlato del Manifesto. E’ già pronto il simbolo: un arcobaleno stilizzato simile a quello dell’Unione, i simboli di Pdci e Verdi e la scritta ”Per Prodi” ben visibile. Quorum possibile? Diliberto ricorda che alle regionali il Pdci ha preso il 2,8 e i Verdi il 2,9 «non dovremmo avere problemi».

 

La Repubblica 17-9-05

Lista Arcobaleno, è già polemica anche a sinistra parte la competition

di Giorgia Rombola

Cartello elettorale o soggetto unitario di una nuova sinistra? La possibile presentazione alle politiche del 2006 di una lista Arcobaleno che raccolga i partiti minori dell' Unione ed esponenti della società civile fa discutere. E non tanto sul merito dell' iniziativa, quanto sulle finalità, sui confini fisici e sul destino post-elettorale del raggruppamento. Pietro Folena tira il freno: per l' indipendente di Rifondazione si tratta di un semplice «accordo elettorale» tra Verdi e Pdci in vista delle politiche della prossima primavera. Una «bicicletta con i simboli dei due partiti», che comunque il deputato benedice: e perché la presentazione di una lista comune permetterebbe ai due «di superare lo scoglio dello sbarramento del 4%». E perché, in questo modo, a giovarne sarebbe tutta l' Unione, che «otterrebbe seggi in più». La replica al «compagno Folena» arriva dal coordinatore dei Verdi Paolo Cento che nega l' esistenza di una "bicicletta" rosso-verde costituita solo «con il piccolo obiettivo di arrivare a quel 4% che sia i Verdi che il Pdci potrebbero ambire a raggiungere autonomamente». La proposta, precisa, è invece quella di «costruire una grande lista civica, arcobaleno e progressista capace di parlare ai partiti dell' Unione, ma soprattutto alle realtà sparse nel territorio che hanno movimentato la scena sociale di questi anni di opposizione a Berlusconi». Sulla stessa linea Achille Occhetto, che smentisce l'esclusione del suo "Cantiere" dalla lista (della quale, anzi, pretende di essere uno dei fondatori). La prova? Oggi un' iniziativa organizzata da lui riunirà nella capitale alcuni degli esponenti più coinvolti nella costituzione della lista, tra cui Asor Rosa, Diliberto, Pecoraro Scanio e il riluttante Bertinotti (che Occhetto spera ancora di coinvolgere). Il piatto forte del simposio sarà la proposta di «un codice etico» ad uso e consumo dell' Unione. «Cinque o sei punti sui quali dovrà fondarsi l' esperienza dell' Arcobaleno e che verranno sottoposti ai candidati delle primarie. Chi li accoglierà - promette Occhetto - avrà il nostro voto». Intanto, il segretario della Fiom Giorgio Cremaschi nega che la sinistra Cgil sia impegnata nella lista. «Ci sono dirigenti come Patta che partecipano da cittadini alla costruzione della lista Arcobaleno. E' un loro diritto, ma questo non implica nessun impegno della Cgil».


Il Corriere 18-9-05

Verdi-Pdci, via alla lista Arcobaleno Occhetto: mi candido con Cossutta

di Gianna Fregonara

Achille Occhetto e Armando Cossutta di nuovo sotto lo stesso simbolo, come ai tempi del Pci. E peccato che Fausto Bertinotti abbia già ampiamente detto di no, perché l' ex segretario del Pds continua a insistere che «con Rifondazione sarebbe meglio». Il terreno di incontro sarà neutro, la lista Arcobaleno, dunque nessuna riannessione sotto le vecchie sigle comuniste. Ma il progetto della sinistra va avanti e se alla fine Occhetto e Cossutta non si dovessero incontrare nella lista, sarebbe perché il leader del Pdci rinuncia alla ricandidatura. Lo hanno ribadito ieri mattina Oliviero Diliberto, Alfonso Pecoraro Scanio e lo stesso Occhetto presentando il codice etico (codice Zapatero) che hanno sottoposto ai candidati alle primarie: la lista unitaria si deve fare, purché, aggiunge Occhetto, «non si cerchi di costruire la Fed di sinistra, cioè la somma dei partiti a sinistra dei ds». La «bicicletta», cioè il doppio simbolo Pdci-Verdi non convince nessuno, neppure i protagonisti, più interessati al simbolo nuovo (l' arcobaleno) per la lista nel proporzionale, molto simile a quello dei candidati dell' Unione nell' uninominale. L' ambizione è grande: «Dobbiamo competere con la Margherita per diventare il secondo partito della coalizione», spostando l' asse a sinistra e puntando «oltre il 12 per cento», propone Pecoraro Scanio. Tanto che fa arrabbiare il capogruppo della Margherita al Senato Willer Bordon che, ascoltando dalla platea in quanto promotore del codice etico, si sente in dovere di intervenire per avvertire che «la competizione va bene, ma non deve trasformare la coalizione in una caricatura». «Unirci è una necessità, perché una sinistra frammentata non può fronteggiare i poteri forti in modo credibile e appropriato», insiste Diliberto. Sono interessati i «professori» girotondini e infatti Pancho Pardi ne parlerà la settimana prossima con Asor Rosa. Tace sull' argomento il capogruppo di Rifondazione Franco Giordano. «E' tutto rinviato a dopo le primarie», conclude, speranzoso, Occhetto, perché «solo allora si faranno i conti sul serio». Per ora gli organizzatori del «Cantiere» si concentrano sui guasti della politica e dei partiti, anche nel centrosinistra. Se il codice Zapatero - in una versione più blanda di quello inizialmente pensato per qualunque candidato dell' Unione - incalza Prodi e gli altri candidati alle primarie, sotto la lente finisce il comportamento dei Ds nell' estate delle scalate bancarie. A dare il la è di nuovo Occhetto: «Non convincono quei politici di sinistra che quest' estate si sono affrettati a dire che in generale, se non si è presi con le mani nel sacco, non esiste nessun problema di comportamento etico della politica», attacca riferendosi all' opa Unipol: «E' grave che si siano formati dei blocchi politici in difesa dei contendenti», e potrebbe finire che la sinistra invece «di impegnarsi per cambiare il modello economico e sociale si trova a parteggiare nella lotta tra capitani coraggiosi, magari rivestiti di denaro sporco, e salotto buono». La conclusione che disegna Occhetto è l' inevitabile trasformazione dei partiti in «partiti azienda» di cui «le varie cordate finanziarie sarebbero le moderne cinghie di trasmissione», in un' inedita forma «di mercato neofeudale».