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Repubblica: Il caso Diliberto agita l'Unione Inviato da : redazione | Venerdì, 03 Marzo 2006 - 12:35

Repubblica: Il caso Diliberto agita l’Unione

Roma 3 marzo 2006

L´Unione prende le distanze da Oliviero Diliberto, boccia la sua frase su Bush e Berlusconi che si stringono "mani grondanti di sangue". Il segretario ds Piero Fassino parla «espressione truculenta ed esagerata» e dice che «ci sono altre ragioni per esprimere una critica all´incontro tra Bush e Berlusconi». Pierluigi Castagnetti, capogruppo della Margherita alla Camera, aggiunge che la«battuta è assolutamente infelice e non condivisibile». Castagnetti, che riconosce a Berlusconi di avere « fatto un discorso di una certa efficacia», invita Diliberto a «tenere conto anche nel linguaggio del fatto che con ogni probabilità fra poco più di un mese saremo classe dirigente di questo paese». Critiche arrivano anche da Enrico Boselli: «Diliberto - dice il leader dello Sdi - si ricordi le mani che ha stretto a Cuba. Si tratta di stupidaggini non giustificate neanche dalla campagna elettorale». E Daniele Capezzone, segretario radicale, aggiunge che «se l´unica risposta dell´Unione a Berlusconi è quella di Diliberto, l´Unione si fa un clamoroso autogol».


Anche l´ala più radicale del centrosinistra è fredda. Alfonso Pecoraro Scanio, segretario dei Verdi, dice che «contro la guerra non servono espressioni esagerate ma una sostanza di lotta per il ritiro immediato dall´Iraq». E Giovanni Russo Spena, Rifondazione, pur condividendo il merito delle accuse di Diliberto, aggiunge: «Sono parole troppo truci e violente per una sinistra che fa del pacifismo il suo segno di identità».Non gradisce neanche l´attore Neri Marcorè. «Toni troppo accesi. Starei un po´ più attento - dice - a dosare questi attacchi e queste accuse. Mi piacerebbe che si entrasse più nel merito delle cose importanti con interventi mirati».
Diliberto però non molla e ieri sera a Dopo il Tg1, in un confronto con leader di An Gianfranco Fini, ha detto ha definito il viaggio americano di Berlusconi il regalo di «un re fa al suo suddito. Berlusconi è suddito di Bush, pensa di guadagnare voti con questo spot elettorale, ma non li guadagnerà». Secondo il leader Pdci le sue espressioni non sono state pesanti. «Pesante - ha detto - è la guerra, non i giudizi. Io non ho la possibilità di fermare la guerra, di evitarla, ma ho fiato e finché avrò fiato protesterò». Contro il leader del Pdci prende posizione anche Roberto Castelli. Il ministro della Giustizia ricorda che «anche Diliberto ha fatto un accordo con gli Usa riguardante la Baraldini. Accordo puntualmente disatteso con la tipica mentalità levantina della sinistra»