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Enrico Vesco: Quote un meccanismo perverso Inviato da : redazione | Martedì, 14 Marzo 2006 - 11:48

Enrico Vesco: Quote un meccanismo perverso

di Cinzia Gubbini

dal manifesto del 14 marzo 2006

«E pensare che avevo pure cercato di fare una richiesta credibile. Niente di esagerato, proprio il minimo indispensabile. Invece la delusione è stata grande per tutti». Enrico Vesco (Pdci), assessore al lavoro e alle politiche migratorie della Liguria, è saltato sulla sedia quando ha visto la ripartizione delle quote di lavoratori immigrati per ciascuna regione.                                                             Assessore, quanti lavoratori stranieri aveva chiesto?                                                                              Io 7.500. Ma ripeto, dopo mediazioni su mediazioni.Mi sono impegnato per fare una consultazione seria, con i sindacati, con i rappresentanti dei datori di lavoro. Una ricognizione rigorosa di quanti lavoratori veramente servono alla nostra regione. Il numero esatto era 9 mila, ma mi rendevo conto che erano troppi. Quindi ho un po' diminuito.
Risultato?
Meno di 4mila.
E comemai?
E che ne so: perché è un meccanismo perverso.
Perverso?
Decisamente. Non soltanto si fa presente quanti lavoratori servono, e poi ne arrivano di meno. Ma oltretutto sono suddivisi per nazionalità, oppure per settore produttivo e quindi mi chiedo come si fa a far combaciare le esigenze del tessuto produttivo con queste quote. E' la logica ad essere sbagliata, non si tiene conto degli individui, delle loro potenzialità, del lavoro che fanno. Così succede che se uno è laureato cerca di infilarsi nella quota degli edili, o delle colf. E se una persona è della nazionalità «sbagliata» rimane tagliato fuori
Qualche esempio?
Ci hanno dato 100 bangladeshi e 150 srilankesi. Ora, dico io, in Liguria abbiamo una immigrazione storica che viene dal Maghreb, oppure dal Sud America..
E quanti sudamericani?
Nemmeno uno. Certo, dipende dagli accordi bilaterali, e poi ci sono le quote a «nazionalità libera» da poter utilizzare. Ma anche lì non ci siamo proprio.


Cosa c'è che non va?
Il numero di colf e badanti - termine che odio - ad esempio. Solo 1.200, a noi ne servivano molti di più e lo avevamo detto. La Liguria è una delle regioni italiane più vecchie, ha un estremo bisogno di persone che possono essere collocate in quel settore. Ci investiamo, anche: corsi di formazione, scuole.
All'Emilia Romagna ne hanno dati 6.500, al Piemonte 4 mila. Però hanno una popolazione maggiore.
Per carità, ma la percentuale di anziani è più alta da noi.
E adesso?
Adesso lavoreranno al nero, come accade sempre. Lo stesso vale per l'agricoltura: 350 lavoratori stagionali. Figurarsi, qui il Ponente ligure si regge tutto sull'agricoltura e la floricultura. Ad Albenga ci sono 20 mila abitanti e seimila sono immigrati. Questi sono i numeri. Io dico che il sistema delle quote non funziona: ma se quote devono essere, che almeno siano libere.