Musolino: Immigrati e quote. Ancora un esempio di disumanità della Bossi-Fini
Ufficio Stampa
Roma 14 marzo 2006
Le lunghissime code di cittadini migranti che da notti affollano gli ingressi degli uffici postali italiani sono l’ennesimo esempio di disumanità di una legge chiamata Bossi-Fini. File strazianti di esseri umani, lasciati senza nessuna assistenza da parte di un Governo inetto e incapace, costretti a presidiare i cancelli delle Poste nella speranza di ottenere il sospirato permesso di soggiorno. Ribadiamo la nostra ferma opposizione ad un sistema di quote che, prevedendo la possibilità di ingresso solo per una piccola parte di lavoratori stranieri, di fatto legalizza l’illegalità, condannando migliaia di immigrati a vivere in quella zona di confine che genera razzismi e delinquenza. Riaffermiamo il diritto alla legalità, un diritto sancito dalla nostra Costituzione e unica base per un rapporto positivo con i cittadini migranti. Le file di questi giorni rafforzano l’esigenza immediata da parte del centrosinistra di attuare politiche diverse sul tema immigrazione. Politiche concrete che, partendo dalla negazione della legge Bossi-Fini e dalla chiusura di quei mostri giuridici che rispondono al nome di Cpt, mettano in campo reali strumenti legislativi atti a favorire l’accoglienza.
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