Finanziaria: la fiducia alla Camera. La dichiarazione di voto di Oliviero Diliberto
Roma 19 novembre 2006
Signor Presidente, colleghi, i Comunisti Italiani voteranno a favore della legge finanziaria e questa occasione è utile per svolgere alcune considerazioni politiche all'interno della nostra maggioranza e rispetto al rapporto con l'opposizione. La legge finanziaria che stiamo approvando presenta luci ed ombre: indubitabili pregi ma anche, a nostro parere, evidenti difetti. Siamo di fronte ad una strategia di rapporto con il paese che onestamente e lealmente si stenta a comprendere.
Il risanamento era ed è giusto farlo, ma spiegare semplicemente le macerie prodotte dal Governo precedente non può bastare. Chiedo quale sia la missione, l'idea di fondo, il messaggio che il Governo vuole dare al paese con questa legge finanziaria, la prima del Governo di centrosinistra, tanto più dopo una così difficile vittoria elettorale. Credo che avrebbe dovuto avere connotati certi, chiari, diretti: avremmo dovuto offrire un messaggio di redistribuzione di risorse e di opportunità, dopo cinque anni a senso unico a favore di ricchi e di potenti.
Bisogna risanare, certo, ma risanare significa anche dare speranze. Noi voteremo questa legge finanziaria, ma l'avremmo voluta diversa. Comprendiamo le difficoltà e sappiamo che nessuno ha la bacchetta magica e quindi occorre evitare ogni forma di sciocca propaganda o di facile demagogia. Tuttavia, tra annunci allarmanti, poi spesso rientrati, e misure via via modificate in modo incerto e non di rado contraddittorio, alla fine manca un connotato chiaro in questa legge finanziaria. Da parte nostra, avremmo voluto una finanziaria molto più orientata verso i ceti deboli, la grande maggioranza del nostro paese - pensionati, lavoro salariato al minor reddito -, e più orientata in maniera chiara, netta, inequivoca su scuola, università, ricerca scientifica, cultura.
Sia chiaro, sono molte le misure positive di questa legge finanziaria e voglio sottolinearne alcune. Innanzitutto, il sud, finalmente non dimenticato, con un massiccio investimento di risorse, ed una lotta vera all'evasione fiscale, piaga storica del nostro paese, sciacallaggio verso chi le tasse le paga tutte fino all'ultimo euro. Finalmente, troviamo misure vere sull'evasione e sull'elusione fiscale. Apprezziamo anche le misure contro la precarietà nel lavoro, piaga sociale vera del terzo millennio, privazione di certezze, come sanno tutti coloro che hanno in famiglia un giovane precario, privazione di futuro, di una vita normale. Uno su due dei nuovi assunti è precario e chi è precario è privato di ogni certezza della propria vita. Bene, nella legge finanziaria vi sono misure, in larga parte ottenute - lo dico con pacatezza ma con orgoglio - grazie al lavoro di questo gruppo parlamentare, dei Comunisti Italiani, che consentiranno di stabilizzare e regolarizzare centinaia di migliaia di precari della pubblica amministrazione rendendoli stabili, garantiti, non ricattabili dalla precarietà.
Tuttavia, vi sono anche ombre: i ticket sulla sanità, che non condividiamo; pochissime risorse sul sociale; misure sulla scuola che non innalzano, come invece previsto nel programma dell'Unione, l'obbligo scolastico a 16 anni; tagli francamente inaccettabile all'università, cioè al futuro di questo paese.
La battaglia si sposta al Senato: continueremo così, leali ed unitari come sempre siamo stati, ma senza abbassare lo spirito critico e la battaglia sui contenuti.
Come sapete, noi Comunisti Italiani non abbiano chiesto posti, non abbiamo partecipato alla corsa alle poltrone di nessun tipo, ma chiediamo rispetto del programma, questo sì: ad esempio - lo diciamo per tempo - sul tema delicatissimo delle pensioni. Abbiamo svolto, con parziale ma significativo successo, la battaglia a favore dei giovani, contro la precarietà, e la condurremo con altrettanta chiarezza sulle pensioni. Nel programma dell'Unione di centrosinistra non vi è nulla sull'innalzamento dell'età pensionabile, anzi, c'è la promessa dell'azzeramento dello scalone di Maroni. Allora - lo dico con la necessaria fermezza - se dentro la nostra maggioranza di centrosinistra qualcuno voleva innalzare l'età pensionabile doveva dirlo agli elettori prima delle elezioni - è un fatto di elementare democrazia - non dopo. Noi ci atterremo a questo criterio.
In conclusione, si parla di conti (stiamo esaminando la legge finanziaria), di numeri, di cifre, ma dietro ad ognuno di quei conti, di quei numeri, di quelle cifre ci sono persone in carne ed ossa con i loro problemi, le loro emozioni, le aspirazioni, i bisogni, le speranze. Ad esse dobbiamo rispondere, signori del Governo, perché chi ha scelto noi contro la destra voleva e vuole un'Italia più pulita, più equilibrata, un'Italia più giusta.
Noi, Presidente Prodi, la sosteniamo e la sosterremo, ma invitiamo chi vuole bene a questo Governo a guardarsi da quanti, nascondendosi dietro i conti, spesso in assoluta malafede (penso ai molti poteri forti che stanno lavorando contro il Governo), colpiscono le persone. La politica non è soltanto tecnica o buona amministrazione e la legge finanziaria non è questione meramente economica. Viceversa, la legge finanziaria è un provvedimento squisitamente politico, tanto più quando è il biglietto da visita di un Governo: è la prima legge finanziaria di centrosinistra. Si tratta di un provvedimento politico.
La politica è anche - e per noi soprattutto - fatta di passioni e di ideali, parole spesso dimenticate nelle aule della politica. La nostra diversità, cari colleghi della maggioranza, si giudicherà su queste cose, sul sistema dei valori, sulla capacità di rispondere a chi, dopo cinque anni di Governo Berlusconi, si attendeva elementi di discontinuità rispetto al passato.
Cercheremo di interpretare questa diversità che ci viene chiesta da chi ha dato consenso alla nostra maggioranza, nei prossimi mesi, non già per il bene di una singola forza politica, cari colleghi, ma per il bene di tutta la nostra coalizione e per il bene del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Comunisti Italiani - Congratulazioni)













