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Diliberto: Afghanistan. Prodi non forzi la mano Inviato da : ufficiostampa | Giovedì, 25 Gennaio 2007 - 17:20

Diliberto a La Stampa: Afghanistan. Prodi non forzi la mano

di Antonella Rampino

Roma, 25 gennaio 2007

Prodi non metta la fiducia sul decreto di rifinaziamento della missione in Afghanistan, "che così evita di cascare inciampando su se stesso". Anche perché “Ha ragione D’Alema: un governo deve avere la sua maggioranza anche in politica estera: è ridicolo considerare pace e guerra come affari di coscienza, si tratta di questioni squisitamente politiche”. Oliviero Di liberto, segretario dei Comunisti italiani, è notoriamente sul fronte del “no” a quella missione.

Se Prodi pone la fiducia al momento del voto sull’Afghanistan rischia di cadere in Senato, dove c’è un folto gruppo di dissidenti di sinistra. Ma se la fiducia non la pone, e quel decreto viene varato da una maggioranza che comprende voto del centrodestra, il governo  non rischia ugualmente?

“Non voglio neanche pensarci. Si porrebbe un problema politico molto serio. Ma sono ragionevolmente persuaso che il governo avrà la sua maggioranza. Stiamo lavorando per questo: è l'unica strada. Spero ci saranno elementi di diversità rispetto al voto di finanziamento, in luglio, di quella missione. Ho visto che  il ministro degli Esteri parla di una conferenza di pace. Mi riservo di vedere cosa si intende esattamente. Perché se l'Italia la convocasse per spingere sulla Nato in direzione di un ritiro di tutte le truppe, della fine dell'occupazione militare, questo sarebbe un elemento di diversità che non potrebbe non essere colto, nel senso che in quel caso voteremmo un sì convinto”.

D’Alema ha appena detto che nessun Paese dei 39 impegnati sotto l’egida della Nato e dell’Onu chiede il ritiro delle truppe, anche perché l’Afghanistan non è l’Iraq.

“D’Alema ha detto che non chiede il ritiro delle truppe italiane. Ma se dice, e lo dice così come lo dice anche prodi, di volere una soluzione politica, questo implica che essa non sia militare. Per capirci: quando il governo verrà in Parlamento, se dovesse portarci delle novità politiche, le valuteremo con il rispetto che meritano”.

In pratica lei sta dicendo che la trattativa è in corso. Lei è contrario da sempre alla missione a Kabul: a quali condizioni potrebbe dare il suo sì?

“Anzitutto, Prodi non dovrebbe porre la fiducia, non solo perché così Prodi rischia di cadere, cosa che io non voglio, ma perché intendo essere non costretto, ma convinto a votare sì. Per farlo, devo capite qual è l’orientamento politico del governo sulla questione afghana”.

Prodi e D'Alema infatti ripetono quasi quotidianamente il mantra che voi richiedete:la soluzione deve essere politica e non militare, occorrono più aiuti umanitari....

"Occorre ragionare sulla situazione in Afghanistan. Primo: a Kabul c'è un Governo, quello di Karzai, che non controlla nemmeno tutta Kabul. Secondo: i signori della guerra sono più forti di prima, e nessuno li ha disarmati. Terzo: la produzione di oppio è quintuplicata, tanto che il prezzo dell'eroina sul mercato italiano è  quintuplicato, facendo molte più vittime. Infine i talebani sono protetti dal Pakistan, che a sua volta è protetto dagli americani, che a loro volta dicono di voler combattere i talebani. Ha senso continuare a stare in Afghanistan?"


Per la Nato e l'Onu si. L'Italia deve uscire dalla Nato?

"Non posso scambiare un mio auspicio con la realtà politica, quindi non pongo al Governo il problema dell'uscita dalla Nato. Ma pongo il quesito di come si sta nella Nato. E all'Onu. Dobbiamo far sentire la nostra voce in dissenso dagli Stati Uniti. D'Alema che ha condotto bene la politica estera italiana, dovrebbe esplicitare in Consiglio di Sicurezza, con prese di posizione per il superamento dell'occupazione militare in Afghanistan".

Così il Governo cade, onorevole Diliberto......

" Mi aspetto dal Governo atti politici.  Anche perché l'altra faccia della medaglia Afghanistan è la questione di Vicenza, il cui impatto simbolico è fortissimo sull'elettorato dell'Unione. Il rischio alle prossime amministrative è che gli elettori del centro sinistra non vadano a votare. E poi c'è l'estradizione di Abu Omar: non che possa servire a placare gli animi, ma fossi stato io Guardasigilli l'avrei chiesta"

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