Galante: Afghanistan. Cosa ci stanno a fare ancora le nostre truppe?
Ufficio Stampa
Roma 14 maggio 2007
L’odierno attentato contro un convoglio italiano ad Herat conferma che anche le nostre truppe stanno diventando bersaglio degli insorti afgani. La strata è stata aperta dagli sconsiderati attacchi portati dalle truppe statunitensi nei territori assegnati agli italiani, che così sono stati coinvolti direttamente nelle dinamiche belliche. E’ stata giusta la protesta del Governo italiano presso gli ‘alleati’. Ma essa si rivela insufficiente ad evitare che i nostri soldati vengano percepiti dagli insorti come complici da chi li aggredisce e vengano quindi trattati come nemici. Occorrono atti più coerenti, decisi ed impegnativi: sia verso gli ‘alleati’, sia verso il Governo afgano al quale, in particolare, va chiesto il rispetto delle proprietà degli italiani (a partire dagli ospedali di Emergency oltre che la liberazione di Hanefy). In un Paese il cui Governo non rispetta tutte le ONG italiane, e in cui gli ‘alleati’ agiscono da padroni sul piano militare cosa possono starci a fare, ancora, le nostre truppe? Da bersaglio?













