"Veltroni scopre l'acqua calda con colpevole ritardo: il premier è sempre stato il Caimano e un pericolo per la democrazia. Non più di due anni fa, infatti, in qualità di segretario del Pd, nonostante gli avvertimenti del PdCI, lo ha sdoganato e consideraro un politico democratico con il quale fare addirittura riforme, rompendo persino l'alleanza di centro-sinistra.
In realtà l'uscita di Veltroni si iscrive nella lotta interna al Pd. E comunque anche se l'ha scoperto è oramai troppo tardi per porsi lui a capo di un largo fronte democratico contro il Caimano". E' quanto afferma Orazio Licandro, della segreteria nazionale del PdCI - Federazione della sinistra, a commento di quanto affermato da Walter Veltorni in un'intervista a 'la Repubblica'.
LA NOTIZIA - "Considero il decreto salva-liste l'episodio più grave della parabola berlusconiana. La destra sta attuando una "strategia del caos e il rischio è che Silvio Berlusconi si trasformi davvero nel 'Caimano morettiano". Lo afferma Walter Veltroni in un'ampia intervista a 'la Repubblica' sostenendo che "lì dentro c'è la concezione delle istituzioni che ha il premier e il senso proprietario dei suoi comportamenti. Direi che è la prova piu' lampante della strategia del caos perseguita da Berlusconi". "E' sempre stato evidente - continua Veltroni - che il premier puntasse a piegare le regole del gioco a suo piacimento. Lo ha fatto per tutelare gli interessi della sua azienda e per risolvere i problemi giudiziari. Ora però si spinge fino al punto costituzionalmente delicatissimo di un intervento sulle leggi elettorali, cioè sul principale istituto di garanzia del sistema democratico". La strategia del premier secondo Veltroni porta "alla destrutturazione dei pilastri su cui si fonda il nostro sistema costituzionale. Parlamento? Svuotato e trasformato in puro strumento di ratifica. Magistratura? Delegittimata, ridotta nella sua autonomia. Libera informazione? Limitata e censurata. Presidenza della Repubblica? Sempre sotto tiro. La destrutturazione dovrebbe lasciare un solo arbitro della situazione: il premier trasfigurato per autocomportamenti in capo carismatico eletto dal popolo. Una situazione che non ha precedenti".










