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L'ESITO DEL BALLOTTAGGIO A BOLZANO: UN TRISTE EPILOGO

Premesso che, una volta reso ufficiale l'esito del ballottaggio, la richiesta di ulteriori riconteggi potrebbe farsi strada - sette voti in più o in meno sono in effetti ben poca cosa -, il significato politico di questa seconda tornata elettorale è comunque assai chiaro: il centro-sinistra locale ha pagato amaramente i suoi propri limiti ed errori e la città si è spaccata a metà come una mela; l'avvocato Salghetti - che in prospettiva finirà con il correre il rischio di divenire il capro espiatorio di turno - ha mestamente dilapidato tra il primo e secondo turno un illusorio e teorico vantaggio di ben oltre 8.000 voti ed ha pagato pegno, quale immagine simbolo della passata giunta, per errori che non sono certo stati solo tutti suoi.

Con grande senso di responsabilità, il nostro partito ha a suo tempo invitato la cittadinanza a mobilitarsi per evitare il rischio che una destra assai becera potesse cercare di mettere le mani sulla città ed ha al contempo invitato il centrosinistra locale a fare ammenda di alcuni propri errori ed a lanciare, almeno in queste due ultime settimane di campagna elettorale, un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato, per cercare di riconquistare prima di tutto la fiducia del proprio stesso elettorato.

Ma di ciò purtroppo non abbiamo avuto chiaro riscontro ed anzi non è mancato il perpetuarsi di un certo modo di fare politica che ha reso ancor più evidenti i limiti dell'attuale centrosinistra bolzanino; come già sottolineato è stato particolarmente stucchevole - dopo aver già assistito alle guerre intestine tra i candidati dei DS e della Margherita - assistere poi anche allo stracciarsi delle vesti in pubblico tra esponenti dei Verdi per strapparsi un assessorato, strazio a cui non si è sottratta nemmeno l'ultima arrivata e cioè Rifondazione, i cui esponenti, dopo essersi dichiarati "fedelissimi" di Salghetti, hanno iniziato, Galletti in testa, a vantare diritti di primogenitura su un eventuale assessorato.

Per noi, Comunisti Italiani, sicuramente altre dovevano essere le priorità e non solo da ultimo: per tempo abbiamo cercato di parlarne con i nostri alleati dell'Unione, ma siamo sempre stati trattati come dei "paria": chiedevamo solo più attenzione per quelli che sono i temi caratterizanti della Sinistra - casa e lavoro, vivibilità nei quartieri e servizi socio-sanitari -, preoccupati come siamo di come si stia smarrendo la Sinistra in Alto Adige, ma si è invece preferito ricercare un accordicchio politico con l'UDC con il mesto ma pieno consenso di Rifondazione.

Ci siamo richiamati alla coerenza, su che cosa significa essere di Sinistra e ci è stato risposto da alcuni con una campagna denigratoria ai limiti della diffamazione ed ora, però, tutti insieme - dalla Margherita a noi - assistiamo allo sconcio odierno: una destra in doppiopetto che nascondendo i suoi comunque vistosi "eia eia alala!", cercherà di governare la città, magari contando sull'eventuale transumanza di qualcuno già nostalgico della "stanza dei bottoni" comunali.

Tale ipotesi è probabilmente aleatoria: speriamo proprio che non abbia luogo e che la Bolzano democratica, per ritrovare se stessa, non debba prima andare incontro ad un'abluzione di olio di ricino.

La Destra, comunque, non è il caso che canti vittoria e s'illuda di un possibile riscatto "dalle Alpi alla piramidi": a Bolzano non è la Destra ad aver vinto, ma un Centro-Sinistra ormai logoro e succube della SVP ad aver perso.

Bolzano, lì 19 maggio 2005

Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Trentino Alto Adige
Il segretario regionale
Carlo Carlini