Disinfestazione ratti: cenni storici

Disinfestazione ratti: cenni storici

Oggi e come in ogni tempo, il fenomeno della presenza di ratti nelle nostre città sembra non abbandonarci. Nonostante l’opposizione di molti animalisti, i quali ritengono l’eliminazione fisica dei ratti (o derattizzazione) un crimine inutile, la disinfestazione sembra l’unico modo per affrontare le loro incursioni.

Infatti, migliaia di ratti vivono indisturbati sotto di noi, nelle fognature oppure nelle discariche.
Essendo essi assai prolifici, nel giro di poco tempo, privi di predatori, raggiungono la sovrappopolazione e fuoriescono anche dalle fognature. Infatti, sono animali onnivori ed opportunisti, e mangiano di tutto.

Perché la disinfestazione ratti è allora necessaria? Semplice, i ratti, oltre ad essere causa di rovina per raccolti, riserve alimentari o “rosicchiatori” di fili di corrente, sono generalmente temuti perché portatori di molte malattie. Infatti, essi sono portatori di più di 30 malattie, tra cui il tifo e la peste. Si pensa, addirittura, che la Peste Nera che devastò l’Europa nel XIV secolo fosse stata causata da un batterio noto come Xenopsylla cheopis, parassita dei ratti (e all’epoca non esisteva certo la disinfestazione ratti, e non di certo i vaccini!).
I ratti moderni possono comunque trasmettere la leptospirosi, malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico.
Come riconoscere allora i ratti?

I ratti (dal nome latino “rattus”) sono roditori di lunghezza della testa e del corpo tra 133 e 271 mm e della coda tra 108 e 302 mm e un peso fino a 500 g. Originari dell’Ecozona paleartica e dell’Ecozona orientale, si sono diffusi nel resto del mondo in momenti diversi; in particolare il Ratto delle chiaviche giunse in Europa solo nel tardo Medioevo (a dispetto del nome scientifico non sembra fosse presente in Norvegia prima della metà del XVIII secolo) . Successivamente popolarono le Americhe, l’Africa e l’Oceania viaggiando a bordo delle navi dei coloni e degliesploratori. Le specie endemiche sono invece limitate alle isole dell’Indonesia, delle Filippine e di alcune isole dell’Oceano Indiano ed alcune di esse sono a rischio di estinzione. Non esistono specie native africane ed europee.

Molto spesso, quindi, le città di tutto il mondo, volenti o nolenti, brulicano o comunque hanno sempre brulicato di questi ratti che, spinti dalla fame o dalla ricerca di cibo, risalgono dalle fognature o dalle discariche dove di solito vivono (anche se di norma sono animali puliti, se vivono in ambienti che glielo permettono) e raggiungono le città.

A tutti noi è capitato di vederli in strada almeno una volta, no? Beh, la soluzione migliore resta proprio la disinfestazione ratti, oggi certamente possibile grazie alla scoperta di veleni per la loro eliminazione (se questo intervento fosse esistito anche nel XIV secolo, forse la Peste Nera non si sarebbe mai diffusa). Per applicare i metodi più moderni efficaci, ci si può affidare alle molte imprese professionali, come Gruppo Indaco.

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